Limite pressione fiscale in Costituzione? La proposta di Forza Italia

Forza Italia ha depositato una proposta di legge per introdurre un limite alla pressione fiscale in Costituzione. Ma davvero modificare la Costituzione potrebbe abbassare le tasse, o basterebbe semplicemente smettere di evaderle?

Limite pressione fiscale in Costituzione? La proposta di Forza Italia

Pressione fiscale con un limite fissato al 33% in Costituzione, questa in sintesi la proposta di legge costituzionale presentata da Forza Italia.

La proposta di legge è stata depositata in Parlamento il 15 ottobre 2019 da Maria Stella Gelmini, capogruppo alla Camera di Forza Italia.

L’unico articolo di cui si compone la proposta di legge punta a modificare l’articolo 53 della Costituzione, introducendo il limite del 33% alla pressione fiscale, calcolando il prelievo tributario sul reddito prodotto annualmente.

L’attuale mandato di Conte viene definito dagli esponenti di Forza Italia come il governo “delle manette e delle tasse”, dunque la proposta di legge costituzionale mirerebbe a ripristinare l’equilibrio tributario perduto.

E come ha intenzione di farlo? Modificando l’articolo 53 della Costituzione, che sancisce la progressività (in nome dell’equità) del sistema tributario italiano: è lo stesso articolo contro cui si è scontrato, perdendo di fatto la battaglia, la flat tax.

Limite pressione fiscale in Costituzione, la proposta di Forza Italia

Inserire un limite costituzionale alla pressione fiscale è la proposta di legge che Maria Stella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera, ha depositato in Parlamento il 15 ottobre 2019.

La proposta di Forza Italia prevede la modifica dell’articolo 53 della Costituzione inserendo il limite del 33% alla pressione fiscale.

Tre le caratteristiche dell’unico articolo previsto nella proposta di legge costituzionale:

  • il prelievo tributario complessivo non può superare un terzo del PIL;
  • introduzione del principio di non retroattività delle norme fiscali;
  • semplificazione del sistema tributario.

Il limite alla pressione fiscale verrebbe inserito come misura di contrasto al governo “delle tasse e delle manette”, come viene definito dagli esponenti di Forza Italia l’attuale Governo Conte e il suo progetto di lotta all’evasione fiscale.

In programma c’è anche una raccolta firme nelle piazze a partire dal 26 ottobre per sostenere la proposta di iniziativa popolare per introdurre un limite costituzionale alle tasse.

Pressione fiscale e progressività del sistema tributario: senza lotta all’evasione è inutile modificare la Costituzione

Attualmente la pressione fiscale in Italia arriva al 41,9% e con le nuove tasse in arrivo nel 2020 è previsto un ulteriore aumento, fino al 42%.

Senza dubbio alcuno l’Italia è tra i Paesi Europei con la pressione fiscale più alta, ed è vero anche che in pratica ci si inventa una tassa per ogni cosa: dalla tassa sulla spesa e sull’acqua fino alla Sugar tax sulle bevande gassate e zuccherate.

C’è da dire, però, che le tasse sono così alte perché sono in pochi a pagarle: secondo uno studio della società inglese Tax Research SSL, l’Italia è prima in Europa per evasione con oltre 190,9 miliardi di tasse evase.

La soluzione per pagare meno tasse allora non è da ricercare nella flat tax a tutti costi, o in una riforma dell’articolo 53 della Costituzione: forse sarebbe più utile -ed efficace- escogitare metodi antievasione effettivi.

Grazie al principio di progressività sancito dall’articolo 53 della Costituzione, infatti, il sistema tributario è già “programmato” in modo che chi guadagna di più possa contribuire maggiormente, e chi guadagna meno, di conseguenza, contribuire in base alle proprie capacità.

L’articolo 53 della Costituzione italiana infatti afferma:

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”

Il sistema tributario italiano colpisce con aliquote superiori i redditi più alti, e tutela i contribuenti che guadagnano meno.

Basterebbe, insomma, che tutti pagassero le tasse per fare in modo che la pressione fiscale diventi più sostenibile per tutti i cittadini, ricchi e non.

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