Legge di Bilancio, Di Maio rilancia: “Pensione e Reddito di Cittadinanza in deficit”

Intervistato dal Fatto Quotidiano, Di Maio parla di Pensione e Reddito di Cittadinanza che nella legge di Bilancio verrano finanziati in deficit.

Legge di Bilancio, Di Maio rilancia: “Pensione e Reddito di Cittadinanza in deficit”

Entrano nel vivo le trattative in merito alla legge di Bilancio. Giovedì infatti dovrà essere pubblicata la nota di aggiornamento al Def ma, al momento, nel governo sembrerebbe regnare una sostanziale confusione.

Ad agitare le acque ci si è messo anche l’audio di Rocco Casalino che, visto la minaccia di epurazione ai tecnici del MEF, potrebbe portare a un irrigidimento del Ministero dell’Economia nei confronti del Movimento 5 Stelle.

Per cercare di ribadire ancora una volta quali sono le richieste dei pentastellati, ecco che Luigi Di Maio intervistato da Il Fatto Quotidiano ha dichiarato la strategia dei 5 Stelle: sì alle pensioni minime a 780 euro e al Reddito di Cittadinanza solo per gli italiani, misure queste che saranno finanziate in deficit.

Il rilancio di Di Maio

Dopo la maretta degli ultimi giorni, l’obiettivo per il Movimento 5 Stelle adesso è quello di serrare le fila per cercare di far passare la propria linea in questo rush finale per la definizione della legge di Bilancio.

Come ormai si è capito, tutte le richieste dei pentastellati al ministro Giovanni Tria si concentrano in un punto solo: avvio del Reddito di Cittadinanza compreso l’aumento delle pensioni minime a 780 euro.

Un progetto questo che potrebbe costare molto più dei 10 miliardi inizialmente ipotizzati. Come trovare allora questi soldi? Dopo una lunga melina, ecco dunque che Luigi Di Maio esce allo scoperto dichiarando chiaramente dove reperire le risorse necessarie.

Troveremo risorse facendo deficit. E la manovra farà salire le pensioni minime a 780 euro e darà il reddito di cittadinanza a tutta la platea, esclusi gli stranieri. Le cifre non le dico. Ma il tema non è tanto il deficit, ma le misure per far crescere il Pil.

I soldi quindi devono essere trovati alzando l’asticella del deficit. Per quanto riguarda la Pace Fiscale, il leader dei 5 Stelle ha ribadito che non accetteranno nessun condono e che la soglia quindi sarà contenuta e riservata soltanto alle famiglie in difficoltà.

Rischio deficit

Per Di Maio non c’è nulla di più semplice in materia di coperture: per trovare i soldi basta alzare il deficit che, a questo punto, difficilmente rimarrà all’1,6% come auspicato da Tria ma salirà oltre il 2%.

Mentre nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle si parlava soprattutto di tagli agli sprechi per finanziare il Reddito di Cittadinanza, adesso l’unica via sembrerebbe essere quella di forzare la mano del deficit.

Seguire questa strada però potrebbe portare a diverse problematiche di non poco conto. Bisogna sempre ricordare infatti come già è un quasi azzardo alzare l’asticella all’1,6%, figuriamoci andare ben oltre.

Impostare tutta una legge di Bilancio sul deficit potrebbe portare a una bocciatura da parte di Bruxelles e a un fermento dei Mercati. Conseguenza immediata potrebbe essere l’apertura di una procedura d’infrazione e l’aumento dello spread.

Non rimane quindi che aspettare qualche giorno per vedere se veramente il governo deciderà di puntare tutto sull’aumento del deficit. Una strategia questa che potrebbe essere molto rischiosa per il nostro paese.

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