Irpef al 33% fino a 60.000 euro, quanto risparmieresti davvero? La tabella

Patrizia Del Pidio

2commenti

Taglio IRPEF dal 43% al 33% per i redditi fino a 60.000 euro. Esempi pratici di risparmio fiscale netti sul cedolino e tabella degli aumenti mensili.

Irpef al 33% fino a 60.000 euro, quanto risparmieresti davvero? La tabella

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

La riforma fiscale e il taglio delle tasse sono i due argomenti principali dell’agenda politica economica, in vista della Legge di Bilancio 2027. Per quest’anno l’ipotesi al vaglio è quella di intervenire su una delle fasce di reddito maggiormente penalizzate dai precedenti interventi. La proposta che è stata avanzata è quella di estendere il secondo scaglione Irpef, che oggi è applicato fino a 50.000 euro di reddito, fino a 60.000 euro. La forbice di reddito tra 50.000 e 60.000 euro, quindi, sulla quale oggi si paga un’Irpef al 43%, rientrerebbe nel secondo scaglione al 33%.

I contribuenti che si collocano in questa fascia di reddito, nella maggior parte dei casi sono esclusi dai bonus e al tempo stesso sono maggiormente colpiti dal carico fiscale. L’ipotesi rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per il ceto medio. Ma al di là degli slogan politici, quanto impatterebbe questa modifica sulle tasche dei lavoratori?

Con simulazioni numeriche e con l’analisi dei nuovi scaglioni, vediamo l’impatto reale della misura per comprendere chi potrebbero essere i veri beneficiari del provvedimento e a quanto ammonterebbe il risparmio effettivo al mese.

L’attuale Irpef a tre scaglioni

Per comprendere quello che potrebbe essere l’impatto della modifica, è necessario capire come funziona attualmente la tassazione del reddito in Italia. Il sistema attuale dell’Irpef si sviluppa su tre scaglioni progressivi di reddito:

  • aliquota al 23% per redditi fino a 28.000 euro;
  • aliquota al 33% per la fascia intermedia tra 28.001 e 50.000 euro;
  • aliquota al 43% per l’intera quota di reddito che supera la soglia dei 50.000 euro.

Il vero nodo del dibattito politico attuale è proprio rappresentato dall’ultimo scaglione che prevede uno scalone di 10 punti percentuali rispetto a quello precedente. Il contribuente che supera la soglia di 50.000 euro di reddito si vede tassare tutta l’eccedenza al 43%, ovvero l’aliquota fiscale massima del nostro ordinamento.

Lo scalone fiscale in questione colpisce in modo sproporzionato i lavoratori dipendenti specializzati, i quadri aziendali e i professionisti. Quasi la metà di eventuali aumenti salariali o straordinari viene fagocitato dalle tasse. Per smussare questo scalone nasce la proposta di estendere l’aliquota del 33% fino a 60.000 euro.

Irpef al 33% fino a 60.000 euro, come cambierebbe la busta paga?

Estendere l’aliquota al 33% fino a 60.000 euro non deve essere inteso come uno sconto generalizzato, ma come un beneficio che agisce soltanto sui 10.000 euro compresi tra 50.000 euro e 60.000 euro. Su questa fetta di guadagni l’aliquota scenderebbe del 10% garantendo un risparmio netto massimo di 1.000 euro.

L’impatto cambia profondamente in base a quella che è la posizione del contribuente:

  • per chi ha redditi fino a 50.000 euro non cambia nulla;
  • per chi ha redditi tra 50.000 euro e 60.000 euro il beneficio è parziale e aumenta all’aumentare del reddito;
  • per chi ha redditi da 60.000 euro in su il beneficio è quello massimo consentito, ovvero 1.000 euro l’anno.

Nella seguente tabella vediamo quale potrebbe essere il risparmio reale in busta paga a livello annuale e mensile per le diverse fasce di reddito.

Reddito lordo annuo Quota di reddito agevolata Risparmio annuo netto Risparmio mensile medio
50.000 € 0 € 0 € 0,00 €
51.000 € 1.000 € 100 € circa 8,33 €
52.000 € 2.000 € 200 € circa 16,66 €
53.000 € 3.000 € 300 € circa 25,00 €
54.000 € 4.000 € 400 € circa 33,33 €
55.000 € 5.000 € 500 € circa 41,66 €
56.000 € 6.000 € 600 € circa 50,00 €
57.000 € 7.000 € 700 € circa 58,33 €
58.000 € 8.000 € 800 € circa 66,66 €
59.000 € 9.000 € 900 € circa 75,00 €
60.000 € 10.000 € (massimo) 1.000 € circa 83,33 €
61.000 € 10.000 € (massimo) 1.000 € circa 83,33 €

Come si traduce il risparmio in busta paga?

È importante chiarire che il risparmio calcolato nella simulazione è immediato e interamente disponibile. Non si tratta di un bonus erogato dallo Stato, bensì di una riduzione diretta del prelievo fiscale operato dal datore di lavoro in qualità di sostituto d’imposta: a fronte di un’aliquota inferiore, le trattenute mensili sul cedolino diminuiscono mantenendo una quota maggiore di reddito netto in busta paga.

In parole semplici: se la misura entrasse in vigore, un contribuente con un reddito di 60.000 euro non riceverebbe un premio di 1.000 euro a fine anno, ma vedrebbe semplicemente scendere la trattenuta Irpef mensile sul proprio cedolino di circa 83 euro. Quei soldi rimangono direttamente nello stipendio netto, senza dover subire alcun tipo di ricalcolo o ulteriore tassazione in sede di dichiarazione dei redditi.

Commenti

2

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

la proposta di estendere il secondo scaglione Irpef fino a 60.000 euro è sicuramente interessante. i contribuenti in questa fascia si sentono spesso trascurati, tra chi guadagna di meno e chi invece può permettersi di pagare di più. sarebbe una piccola boccata d’aria per il ceto medio che, come sappiamo, è sotto pressione. però, bisogna vedere se davvero ci saranno benefici concreti o se rimarrà solo un annuncio politico. insomma, parole che devono diventare fatti!

L’idea di un’Irpef al 33% fino a 60.000 euro solleva interrogativi interessanti riguardo l’equità del sistema fiscale. Come potrebbe questa modifica influenzare le decisioni di spesa e investimento dei cittadini? È fondamentale considerare non solo il risparmio immediato, ma anche le conseguenze a lungo termine per l’economia e per i servizi pubblici.

Cerca la tua Azienda su