Su 592 domande presentate al bando «Investimenti Sostenibili 4.0», solo 224 sono state ammesse all’istruttoria; le altre 368 restano sospese, non respinte. A deciderlo è il decreto direttoriale del 27 ottobre 2026, con cui il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha approvato la graduatoria della misura per le PMI del Mezzogiorno. Lo sportello, aperto alle 10:00 del 6 ottobre 2026, ha esaurito le risorse disponibili nella stessa giornata; un decreto direttoriale datato 6 ottobre ne ha formalizzato la chiusura con effetto dal giorno successivo, il 7 ottobre 2026. Chi resta sospeso non deve ripresentare nulla. Per ora conviene controllare la PEC ed evitare spese che non si possono più annullare.
Istituita con decreto ministeriale del 18 marzo 2026, la misura è riservata alle aziende che investono in sette regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le spese ammissibili vanno da 750.000 a 5 milioni di euro per progetto. La dotazione complessiva è di 447,6 milioni di euro, di cui il 25% — circa 111,9 milioni — riservato alle micro e piccole imprese.
La copertura arriva fino al 75% delle spese ammissibili: il 35% a fondo perduto, il 40% come finanziamento agevolato e senza interessi, rimborsabile fino a 7 anni con rate semestrali; il restante 25% resta a carico dell’impresa. Per un progetto da un milione di euro, in pratica, significa 350.000 euro a fondo perduto e 400.000 di finanziamento a tasso zero.
Compilare la domanda era possibile già dalle 12:00 del 10 settembre 2026, ma l’invio — il solo passaggio che contava ai fini dello sportello — si è aperto il 6 ottobre. I dettagli procedurali restano sulla pagina ufficiale del bando su Invitalia, il soggetto gestore per conto del Ministero. La chiusura dello sportello è stata poi formalizzata in Gazzetta Ufficiale, con il comunicato relativo al decreto del 6 ottobre 2026, pubblicato il 14 ottobre nella Serie Generale n. 239.
Chi ha presentato domanda
Le 592 domande, messe insieme, chiedono agevolazioni per circa 1,15 miliardi di euro e dichiarano investimenti per oltre 1,5 miliardi, a fronte di una dotazione di 447,6 milioni: una richiesta pari a circa due volte e mezzo quanto il bando può coprire. Pesa soprattutto la Campania, con 431 domande e 842,1 milioni richiesti. Seguono, più distanziate, Puglia (65 domande, 112,3 milioni), Sicilia (50, 100,2 milioni), Calabria (19, 42,25 milioni), Basilicata (15, 34,53 milioni) e Molise (11, 23,57 milioni); chiude la Sardegna, con una sola domanda da 2,10 milioni. Per dimensione, le più numerose sono le piccole imprese (325 domande), seguite dalle medie (209) e dalle micro (58).
Come si forma il punteggio
Il decreto istitutivo fissa i criteri di assegnazione: fino a 32 punti per le caratteristiche del soggetto proponente e fino a 20 per la sostenibilità ambientale del progetto, per un punteggio massimo complessivo di 52 punti. Il criterio ambientale comprende economia circolare, risparmio energetico di almeno il 5%, misure di mitigazione o adattamento climatico e certificazioni. Per essere ammessi serve una soglia minima complessiva di 35 punti, oltre a soglie minime sui singoli criteri.
La differenza tra «sospeso» e «respinto»
Essere sospesi non equivale a essere esclusi: le 368 domande rimaste fuori dalle prime 224 posizioni restano in graduatoria, in attesa di eventuali economie di spesa dalle istruttorie già avviate oppure di un rifinanziamento della misura con nuove risorse. Decadrebbero definitivamente solo se, alla fine di questo percorso, le risorse si rivelassero comunque insufficienti. L’elenco delle domande ammesse è parte del decreto direttoriale del 27 ottobre 2026, pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e reperibile tramite Invitalia.
Come funziona (e se funzionerà) lo scorrimento della graduatoria
Lo scorrimento segue l’ordine decrescente di punteggio; a parità di punteggio, vince il progetto con il costo inferiore. L’orario di invio, in ogni caso, non incide: le domande del 6 ottobre sono state presentate tutte nella stessa finestra telematica, il click day, e contano quindi come pervenute nello stesso istante per tutti i partecipanti.
Meno certo è quanto spazio ci sarà per uno scorrimento vero e proprio. Le prime economie di spesa possono emergere già durante l’istruttoria delle 224 domande ammesse, che dura fino a 60 giorni, più un’eventuale sospensione di 30 giorni per integrazioni documentali; altre potrebbero arrivare con la realizzazione dei progetti ammessi, nei mesi successivi. C’è poi la strada del rifinanziamento: l’edizione 2025 del bando ne ha beneficiato, con 286,5 milioni in più, ma non è detto che accada di nuovo.
Cosa può fare, concretamente, un’impresa sospesa
La prima cosa da fare, per chi è rimasto fuori dalle prime 224 posizioni, è controllare la PEC: è l’unico canale che Invitalia usa per comunicare uno scorrimento o, al contrario, la decadenza. Finché l’esito resta sospeso conviene evitare spese irreversibili come ordini, contratti e anticipi a fornitori legati al progetto, perché il via libera non è garantito.
Chi ritenesse di dover contestare il punteggio ottenuto ha a disposizione gli strumenti ordinari di tutela amministrativa: il ricorso al TAR, entro 60 giorni dalla comunicazione, oppure quello straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120. Conviene valutarlo con un legale.
A prescindere dall’esito di questo bando, restano aperte altre strade per finanziare un investimento. La Nuova Sabatini riguarda l’acquisto di beni strumentali, il Fondo di Garanzia facilita l’accesso al credito bancario, i Contratti di Sviluppo sono pensati per i progetti di maggiori dimensioni: regole, tempi e finalità sono diversi e nessuno sostituisce «Investimenti Sostenibili 4.0», ma può avere senso non far dipendere l’intera strategia da un’unica misura.
| DISCLAIMER Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza aziendale, legale o fiscale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente d’impresa, un commercialista o all’ente gestore del bando o dell’incentivo (Camera di Commercio, Invitalia, Simest). Requisiti, scadenze e importi possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e le fonti ufficiali più recenti. |
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