Imprese, saldo più alto dal 2021: Unioncamere, +18.403 nel terzo trimestre 2026

Nel terzo trimestre 2026 le imprese italiane segnano il saldo più alto dal 2021 tra iscrizioni e cessazioni: i dati Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, settore per settore, forma giuridica e area geografica.

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di Redazione Imprese 0 Commenta

Nel terzo trimestre 2026 il saldo tra imprese nate e chiuse in Italia è stato di +18.403, il dato più alto dal 2021 per lo stesso periodo. Lo certifica Movimprese, l’analisi trimestrale che Unioncamere realizza con InfoCamere sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, diffusa il 22 ottobre 2026 con il comunicato ufficiale.

Tra luglio e settembre si sono iscritte al Registro delle Imprese 62.788 nuove aziende, il 2,5% in più rispetto allo stesso trimestre del 2025. Le cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio operate dalle Camere di Commercio per ripulire gli archivi da posizioni ormai inattive, sono state 44.385. Il saldo tra le due voci, +18.403, segna una crescita dello 0,32% dello stock di imprese registrate, che a fine settembre arriva a quota 5.828.620. Un anno fa, nello stesso trimestre, il saldo era stato di +16.920.

Chi cresce: società di capitali in testa

Le società di capitali (srl, spa e simili) trainano la crescita con +14.529 unità (+0,73%), pari a circa l’80% dell’incremento complessivo del trimestre. Le ditte individuali crescono più lentamente, con +5.030 imprese (+0,18%, in accelerazione rispetto al +0,12% dello stesso trimestre 2025). Le società di persone restano l’unica forma giuridica in calo, con -1.342 imprese, lo stesso tasso di un anno fa (-0,17%). La parte restante del saldo, +186 unità, riguarda altre forme giuridiche come cooperative e consorzi.

A livello settoriale, 18 dei 19 comparti censiti da Movimprese chiudono il trimestre in crescita: l’unica eccezione sono le attività estrattive. I contributi più consistenti in valore assoluto arrivano da costruzioni (+3.435 imprese), alloggio e ristorazione (+3.389) e attività professionali, scientifiche e tecniche (+2.863), che insieme spiegano oltre la metà del saldo nazionale. Crescono anche commercio (+1.486), agricoltura (+798) e manifattura (+123), comparti rimasti quasi fermi nel 2025.

La crescita non è uniforme sul territorio

Secondo l’elaborazione dei dati Movimprese ripresa da Teleborsa - il comunicato ufficiale di Unioncamere non riporta il dettaglio territoriale - la crescita del trimestre non è omogenea tra le macro-aree. Il Mezzogiorno registra il saldo assoluto più consistente, con +6.521 imprese (+0,33%), seguito dal Nord-Ovest con +4.979 (+0,33%) e dal Centro con +4.114 (+0,34%), che segna il tasso di crescita percentuale più alto. Il Nord-Est chiude a +2.789 (+0,25%), l’incremento più contenuto tra le quattro aree ma in miglioramento rispetto al 2025. Tra le regioni, i saldi assoluti più alti si registrano in Lombardia (+3.852), Lazio (+3.035) e Campania (+2.632).

Un’istantanea, non una garanzia

Il saldo più alto dal 2021 non significa che fare impresa sia diventato più semplice: Movimprese conta le iscrizioni e le cessazioni al Registro delle Imprese, non la redditività o la solidità finanziaria delle aziende. Un’impresa nata nel trimestre può chiudere nel successivo, e il dato non distingue chi avvia un progetto strutturato da chi apre una partita IVA per un’attività marginale.

Per chi vuole avviare un’impresa in uno dei settori più dinamici del trimestre - costruzioni, ristorazione, attività professionali - tra gli strumenti pubblici disponibili c’è «Oltre Nuove imprese a tasso zero» di Invitalia, il contributo a fondo perduto rivolto a giovani e donne: requisiti e condizioni vanno verificati caso per caso.

Il prossimo bollettino Movimprese, relativo al quarto trimestre del 2026, è atteso tra gennaio e febbraio 2027.

DISCLAIMER
Le informazioni contenute nel presente articolo hanno natura divulgativa e non costituiscono consulenza aziendale, legale o fiscale personalizzata. Per la propria situazione specifica si raccomanda di rivolgersi a un consulente d’impresa, un commercialista o all’ente gestore del bando o dell’incentivo (Camera di Commercio, Invitalia, Simest). Requisiti, scadenze e importi possono cambiare: verificare sempre la data di questo articolo e le fonti ufficiali più recenti.
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