Il 73% dei CEO in Italia usa l’AI. Investimenti raddoppiati previsti in due anni

Giorgia Paccione

Commenta

Uno studio IBM rivela che quasi tre quarti degli amministratori delegati italiani adottano l’AI, ma solo una minoranza ottiene ritorni concreti. Impatti sugli investimenti e sul mercato del lavoro.

Il 73% dei CEO in Italia usa l'AI. Investimenti raddoppiati previsti in due anni

Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.

Rispetto alla media mondiale che si attesta al 61%, in Italia, il 73% degli amministratori delegati utilizza già agenti AI. Ad affermarlo è un recente studio globale dell’IBM Institute for Business Value, condotto tra febbraio e aprile 2025 in collaborazione con Oxford Economics.

La ricerca, che ha coinvolto 2.000 CEO di 33 Paesi e 24 settori, evidenzia come l’intelligenza artificiale sia ormai una leva imprescindibile per la competitività, con aspettative di investimenti raddoppiati entro il 2027 e una crescente attenzione all’efficienza, alla produttività e alla gestione dei dati aziendali.

Il report sottolinea come il 68% degli amministratori delegati a livello globale consideri fondamentale un’architettura dati integrata per favorire la collaborazione tra funzioni aziendali, mentre in Italia il dato è leggermente più basso ma comunque rilevante, con il 66% dei CEO che vede nei dati la chiave per sbloccare il valore dell’AI generativa.

Tuttavia, la ricerca evidenzia anche alcune criticità: circa la metà degli intervistati ha ammesso che l’adozione rapida e massiccia di tecnologie AI ha portato a una frammentazione e disomogeneità tecnologica nelle proprie organizzazioni. Un dato che indica la necessità di una strategia più coordinata e di investimenti mirati per creare un ecosistema dati efficiente e integrato.

La visione dei leader italiani sull’intelligenza artificiale

L’adozione dell’intelligenza artificiale, secondo Gary Cohn, vicepresidente di IBM, rappresenta un’opportunità per i CEO coraggiosi che vogliono trasformare i rischi in vantaggi competitivi, specialmente in un contesto di mercato incerto come quello attuale. La sfida principale per i leader aziendali è bilanciare la pressione del ritorno sull’investimento (ROI) a breve termine con quella degli investimenti in innovazione a lungo termine. In Italia, solo il 25% delle iniziative AI ha finora prodotto il ROI atteso, e appena il 16% ha avuto un impatto sull’intera organizzazione. Per accelerare i risultati, il 70% dei CEO italiani punta su casi d’uso AI guidati da metriche di ROI, con il 61% che dispone di strumenti specifici per misurare efficacemente i risultati in innovazione.

Un altro dato significativo riguarda il valore che le aziende italiane stanno ricavando dall’AI generativa: il 59% degli intervistati conferma che oltre alla riduzione dei costi, questa tecnologia sta portando benefici concreti. Nonostante ciò, il 64% riconosce che la paura di rimanere indietro spinge a investire in tecnologie prima di averne compreso appieno il valore. Solo il 37% dei CEO italiani preferisce un approccio rapido, anche a rischio di errori, rispetto a un’adozione più cauta e ponderata. Guardando al futuro, entro il 2027 l’85% degli amministratori delegati prevede che gli investimenti in AI porteranno un ROI positivo, mentre il 77% si aspetta una crescita significativa e un’espansione su larga scala grazie all’AI.

Formazione e nuovi ruoli: come cambierà il mercato del lavoro con l’AI

Il successo delle organizzazioni italiane sembra infine dipendere sempre più dalla capacità di attrarre e trattenere leader con competenze strategiche e decisionali in ambito AI. Un terzo della forza lavoro richiederà formazione o riqualificazione nei prossimi tre anni e il 71% delle aziende italiane intende utilizzare l’automazione per colmare le lacune di competenze.

Inoltre, quasi la metà delle imprese sta assumendo nuovi ruoli legati all’intelligenza artificiale, posizioni che fino a un anno fa non esistevano.

Commenti

0

Per commentare serve un account Money.it gratuito.

Nessun commento: scrivi tu il primo.

Cerca la tua Azienda su