Francia in bilico tra crisi politica e finanziaria. Il debito è una bomba ad orologeria

Flavia Provenzani

26 Agosto 2025 - 13:58

Crisi politica e tensioni sui mercati in Francia. Bayrou potrebbe dimettersi, cresce il rischio sul debito.

Francia in bilico tra crisi politica e finanziaria. Il debito è una bomba ad orologeria

La politica e la finanza francesi tremano. Aumentano le probabilità che il primo ministro francese Francois Bayrou possa essere costretto a dimettersi già il mese prossimo. E torna la preoccupazione per la sostenibilità del debito pubblico della Francia.

La Borsa di Parigi è in rosso per la seconda sessione consecutiva. Il CAC 40 è in calo dell’1,5%, dopo aver sfiorato un ribasso del 2%, e lo spread tra il debito francese e quello tedesco a 10 anni, indicatore chiave del rischio-Paese, sta per raggiungere i massimi da aprile.

Tre dei maggiori partiti di opposizione all’Assemblea Nazionale (il Rassemblement National di estrema destra, la France Insoumise di sinistra e i Socialisti) hanno dichiarato che non voteranno la fiducia, decisione che costringerebbe il governo a dimettersi, rendendo le elezioni anticipate uno scenario possibile.

Cosa succede in Francia

La crisi politica in corso mette in difficoltà il presidente francese Emmanuel Macron. Potrebbe nominare un nuovo primo ministro o riconfermare Bayrou, sperando di riuscire a mettere insieme un governo che possa quantomeno arrancare senza un nuovo mandato, oppure sciogliere il Parlamento e rischiare di dare ancora più energia all’opposizione, come spiega Bloomberg.

Nuove elezioni potrebbero minare la sua già debole posizione all’Assemblea Nazionale, proprio come accaduto dopo le elezioni anticipate indette lo scorso anno.

Se Macron dovesse nominare un nuovo primo ministro, rimarrebbe irrisolto il problema di come il governo possa riuscire ad approvare un bilancio assai impopolare, lo stesso che ha fatto cadere il precedente primo ministro, Michel Barnier.

Una possibile soluzione? Convincere un socialista o un ex socialista per cercare di ottenere il sostegno di quel partito, la stessa strategia alla base della nomina di Eric Lombard a ministro delle finanze lo scorso dicembre, sebbene Bayrou abbia poi assunto un ruolo più diretto nella preparazione del bilancio.

La decisione di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni è, ovviamente, lo scenario peggiore. Le elezioni anticipate nel 2024 hanno reso il Rassemblement National di Marine Le Pen il partito più numeroso alla Camera bassa per la prima volta nella storia.

Il nodo bilancio

Bayrou ha chiesto il voto di fiducia nel tentativo di trovare un sostegno parlamentare al nuovo bilancio, che prevede 44 miliardi di euro di tagli alla spesa e aumenti delle tasse, essenziali per evitare un disastro per le finanze pubbliche. Ha anche proposto di abolire due festività nazionali francesi, suscitando una dura reazione dell’opposizione.

A differenza di altri Paesi dell’area dell’euro, la Francia fatica a risanare le proprie finanze pubbliche, appesantite dalle misure a sostegno dell’economia resesi necessarie durante la pandemia di Covid e dalla successiva crisi inflazionistica.

Negli ultimi due anni il governo è stato eccessivamente ottimista sulle stime delle entrate fiscali e sulla crescita economica, e infine incapace di impedire l’aumento della spesa.

Durante questo periodo, l’amministrazione ha ignorato gli obiettivi di riduzione del deficit a lungo termine e ora prevede di riportare il gap entro il limite UE del 3% del PIL entro il 2029.

Il debito francese è una bomba ad orologeria

Il costo di quel debito sta aumentando, e velocemente, anche a causa degli investitori che vendono obbligazioni, facendo lievitare i costi di indebitamento della Francia. Lunedì, Bayrou ha affermato che i costi annuali del debito supereranno tutte le altre spese, inclusa l’istruzione, raggiungendo i 66 miliardi di euro quest’anno e i 75 miliardi di euro «nella migliore delle ipotesi» nel 2026.

Parigi, ad oggi, è sulla buona strada per raggiungere il deficit di bilancio del 5,4% del prodotto interno lordo per nel 2025. Se il governo dovesse crollare, i costi di indebitamento della Francia supererebbero quelli dell’Italia in pochi giorni.

I rendimenti dei titoli di Stato francesi a 10 anni sono ora tra i più alti della zona euro, ben più alti di quelli di Paesi un tempo al centro della crisi del debito sovrano europeo, come Grecia e Portogallo.

Bayrou e Macron hanno meno di due settimane per consolidare il sostegno in parlamento ed evitare ulteriori disastri, un compito reso ancora più arduo dall’opposizione.

Non resta che aspettare.

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