In arrivo un forte sell-off sui mercati azionari, secondo lo strategist di Longview. Ecco dove rifugiarsi

Flavia Provenzani

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Per Chris Watling, CEO e chief market strategist di Longview Economics, la stretta sulla liquidità globale prepara una correzione dell’S&P 500 tra il 10% e il 20%. Non una recessione, ma una pausa di metà ciclo. Dove rifugiarsi?

In arrivo un forte sell-off sui mercati azionari, secondo lo strategist di Longview. Ecco dove rifugiarsi

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Il mercato azionario americano somiglia sempre di più a quello degli anni ’10, con tutte le sue fasi turbolente, e questo, secondo Chris Watling, è il segnale che un forte sell-off è ormai imminente. Il CEO e chief market strategist di Longview Economics lo ha spiegato giovedì 8 ottobre a «Squawk Box Europe» di CNBC, partendo da un dato di fondo: «La liquidità si sta restringendo nel mondo, e lo si vede in molti posti».

Gli indizi elencati dall’analista sono diversi e vanno dal premio per il rischio in aumento sul debito pubblico francese, con lo spread che si allarga rispetto agli altri Paesi dell’Eurozona, alle tensioni sulle obbligazioni corporate statunitensi con rating CCC e più in generale sul credito high yield. Ci sono alcune aree del mercato azionario che già mostrano segni di cedimento.

Una «pentola a pressione» che si ripete ogni pochi anni

Per Watling si tratta di un copione già visto.

«È come una pentola a pressione, e credo che ogni pochi anni ci capiti. E in genere succede quando le banche centrali cambiano direzione di marcia»,

ha osservato, ricordando come negli ultimi mesi le politiche monetarie a livello globale siano passate dai tagli ai rialzi dei tassi.

Da qui la previsione:

«Credo che si stia preparando un sell-off di due-sei mesi sugli asset rischiosi, che scoppierà da un momento all’altro».

Sull’S&P 500 lo stratega stima un ribasso compreso tra il 10% e il 20%.
I precedenti a cui guarda sono il 2011, il 2015 e il 2018. In quegli anni, ricostruisce Watling, nei primi mesi «il mercato si muove lateralmente», confondendo gli investitori; poi «l’ampiezza crolla», cioè i rialzi finiscono per poggiare su un numero sempre più ristretto di titoli, «e poi, bang, il mercato vende pesantemente».

Lo scenario attuale, a suo avviso, ricalca proprio quella dinamica:

«Credo che sia questo il tipo di contesto in cui ci troviamo. I tassi stanno salendo. I rialzisti dicono: “Beh, ci sono sette titoli con una crescita degli utili straordinaria, non preoccupatevi”.
Ma in realtà tutto sta cadendo un pezzo alla volta. Le tessere del domino stanno andando giù. Quindi credo che vedremo un sell-off grosso e corposo».

Correzione sì, recessione no

Nonostante i toni, l’analisi di Watling non è catastrofista. Quella che si profila sarebbe una «correzione di metà ciclo» e non l’anticamera di una recessione: l’economia statunitense, sostiene, è «in buona forma». Il rialzo dei rendimenti dei Treasury riflette soprattutto l’accelerazione del ciclo di investimenti legato all’intelligenza artificiale e il rapido aumento delle emissioni di debito da parte delle imprese, due fattori destinati a sostenere la crescita.

Un calo degli asset rischiosi avrebbe anzi qualche effetto salutare poiché ridimensionerebbe le aspettative sui tassi, darebbe una scossa all’economia e, infine, riporterebbe liquidità nel sistema.

Il contesto, del resto, è quello di un mercato che finora ha sfidato ogni ostacolo. Proprio questa settimana l’S&P 500 ha toccato un nuovo massimo storico, nonostante i rialzi dei tassi, la concorrenza dei rendimenti più elevati dei titoli di Stato, lo shock sul mercato energetico e la volatilità legata alla guerra di Stati Uniti e Israele in Iran.

Anche la BCE vede una correzione probabile

Watling non è una voce isolata, ad agosto un gruppo di economisti della Banca Centrale Europea ha pubblicato un rapporto secondo cui «la ricerca economica sulle passate rivoluzioni tecnologiche porta a una conclusione preoccupante: una correzione delle attuali valutazioni di borsa è probabile».

Il ragionamento degli economisti di Francoforte parte dalla diffusione dell’intelligenza artificiale a praticamente tutti i settori dell’economia, sul modello di quanto avvenuto con ferrovie, elettricità e internet. A un certo punto di questo processo gli investitori iniziano a chiedere un premio per il rischio più alto, e i prezzi scendono. Potrebbe seguire un recupero, avverte il rapporto, ma nel frattempo chi è investito resterebbe esposto.

Dove trovare rifugio?

Quanto alle possibili difese, lo stratega di Longview indica un comparto poco considerato.

«Se si guarda ai beni di consumo di prima necessità dell’Eurozona, non è il settore più sexy in circolazione, ma la sua valutazione rispetto al mercato non è mai stata così conveniente»,

ha detto a CNBC.

Il motivo per cui oggi pesano sui portafogli è lo stesso che potrebbe trasformarli in un rifugio domani:

«Questi titoli sono profondamente snobbati, profondamente bastonati, e naturalmente non amano l’aumento dei rendimenti obbligazionari. E una volta che questa sorta di rialzo dei rendimenti si interrompe, credo che si scoprirà che in realtà posti del genere sono un buon posto in cui nascondersi per qualche mese».

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Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio.

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