Ford chiude lo stabilimento del Regno Unito sulla scia del caos Brexit

L’annuncio arriva dalla stessa compagnia: un altro duro colpo alla già indebolita industria UK

Ford chiude lo stabilimento del Regno Unito sulla scia del caos Brexit

Ford chiude il suo stabilimento in Galles. Una mossa obbligata dal caos Brexit e il conseguente indebolimento generale dell’industria UK.

La casa automobilistica statunitense ha annunciato gli imminenti sigilli per l’impianto di Bridgend, che entro il 2020 fermerà la produzione, in corrispondenza con il termine del contratto per la fornitura di motori alla Jaguar Land Rover.

Una pessima notizia, l’ennesima, per il già notevolmente indebolito comparto industriale britannico, ma soprattutto per i 1.700 dipendenti della fabbrica.

Anche se Ford non ha esplicitamente collegato la Brexit alla sua decisione, già in precedenza l’azienda aveva anticipato l’eventualità di una chiusura se la Gran Bretagna avesse lasciato l’Unione Europea senza nessun accordo commerciale.

Ford chiude lo stabilimento del Regno Unito sulla scia del caos Brexit

A gennaio la compagnia aveva dichiarato che il ’leave’ sarebbe costato 800 milioni di dollari nel solo 2019. E anche se non ha associato l’imminente chiusura di Bridgend alla probabilità di una hard Brexit, secondo molti è piuttosto chiaro che sia proprio quello il motivo scatenante.

Ne è convinto David Bailey, docente universitario alla Birmingham Business School, che spiega come la società abbia in precedenza già espresso tutti i suoi dubbi e le sue preoccupazioni a riguardo:

“Ford è stata abbastanza esplicita nel chiarire che le incertezze della Brexit sollevano grossi problemi e innumerevoli incognite per il futuro dell’azienda nel Regno Unito”.

Praticamente tutti i dirigenti del settore automobilistico hanno spiegato che una hard Brexit snaturerebbe le catene di approvvigionamento arrestando la produzione. Le continue incertezze hanno fatto letteralmente precipitare gli investimenti.

Di conseguenza, le fabbriche di tutto il Regno Unito attraversano un periodo nero: un sondaggio pubblicato a inizio settimana indica una netta contrazione dell’industria manifatturiera britannica, per la prima volta dal luglio del 2016.

Honda ha annunciato lo scorso febbraio che chiuderà un importante impianto in Inghilterra (3.500 dipendenti) nel 2021. Mentre Nissan ha annullato i piani per dare vita al suo nuovo SUV X-Trail all’interno dello stabilimento di Sunderland, citando tra le cause il clima di incertezze causato dalla Brexit.

Già a marzo la casa automobilstica giapponese aveva annunciato la fine della produzione di veicoli di lusso in Gran Bretagna.

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