Fastweb+Vodafone. Ecco la doppia certificazione su parità di genere e inclusione dopo la fusione

Redazione

28 Settembre 2026 - 17:52

Fastweb+Vodafone ottiene la doppia certificazione per parità di genere e inclusione, unendo le policy post-fusione con UNI/PdR 125 e ISO 30415.

Fastweb+Vodafone. Ecco la doppia certificazione su parità di genere e inclusione dopo la fusione

Quando due aziende si fondono, il lavoro più complesso non riguarda quasi mai i numeri o le infrastrutture, bensì le persone. Fastweb+Vodafone lo ha sperimentato direttamente nell’ultimo periodo, trovandosi a gestire l’eredità di due storie aziendali distinte, ciascuna con le proprie regole, abitudini e sensibilità maturate nel tempo.

Per affrontare questo processo è nato un Comitato Guida dedicato a Diversity, Equity & Inclusion, con il compito preciso di mettere a confronto le policy ereditate dalle due realtà di origine, e di trasformarle in un sistema unico di regole e indicatori.

Il lavoro di questo comitato ha prodotto un risultato concreto: il 14 settembre l’azienda ha reso noto di aver ottenuto due riconoscimenti ufficiali in materia di parità di genere e inclusione. Il primo è il rinnovo della certificazione UNI/PdR 125, già posseduta in precedenza. Il secondo è una novità assoluta per il gruppo, ovvero l’attestazione secondo lo standard internazionale ISO 30415.

Due standard, due modi di guardare all’equità in azienda

A validare entrambi i percorsi è stata Bureau Veritas Italia, ente di certificazione indipendente. Un contributo alla costruzione di questo modello comune arriva anche dal lavoro portato avanti separatamente d Fastweb e da Vodafone Italia negli anni precedenti alla fusione: esperienze che oggi confluiscono in un’unica cornice riconosciuta da un valutatore esterno.

I due riconoscimenti non misurano gli stessi elementi, ma coprono degli aspetti complementari della vita aziendale. La certificazione sulla parità di genere è nata nel 2022 all’interno della Strategia nazionale collegata al PNRR, e serve a verificare se un’organizzazione riduce concretamente il divario tra uomini e donne.

Gli ambiti presi in esame sono sei: la cultura interna e la strategia complessiva, la governance, la gestione del personale, le opportunità di crescita professionale offerte alle donne, l’equità salariale e le misure dedicate alla genitorialità insieme al bilanciamento tra lavoro e vita privata.

Per l’operatore questo riconoscimento rappresenta la conferma dei requisiti già raggiunti in passato.

Lo standard ISO 30415 ha, invece, un raggio d’azione molto più ampio. Nella fattispecie, estende il campo dell’equità e dell’imparzialità anche ad altri ambiti come la progettazione dei prodotti, il modo in cui vengono erogati i servizi, le relazioni esterne e la scelta relativa ai fornitori.

L’inclusione, dunque, non risulta più circoscritta alle risorse umane, diventando così un criterio trasversale, applicabile a qualsiasi funzione aziendale.

E negli anni l’azienda ha già avviato diverse iniziative a supporto di tale percorso: dai programmi di orientamento a livello scolastico e universitario fino ai corsi di formazione sulla violenza di genere, passando per le politiche aziendali relative all’orientamento sessuale e affettivo.

Il peso delle certificazioni secondo Cassano e Prati

Silvia Cassano, Chief People Officer di Fastweb+Vodafone, ha sottolineato come oggi parlare di Diversity, Equity & Inclusion richieda qualcosa di più della semplice organizzazione relativa alle singole iniziative.

Secondo la manager, infatti, si tratta di misurare il reale impatto di tali principi sui rapporti lavorativi e sulle decisioni quotidiane.

Anche Roberta Prati, Certification Director South East Europe di Bureau Veritas, ha espresso la propria visione. Una visione che premia la capacità dello standard internazionale sull’inclusività nel coinvolgere ogni aspetto di un’azienda.