Falsi avvisi dell’Agenzia delle Entrate, come difendersi dalla truffa che sfrutta le notifiche

Patrizia Del Pidio

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False e-mail di notifica dall’Agenzia delle Entrate. Attenzione alla nuova campagna di phishing: come riconoscere i messaggi truffa e difendersi.

Falsi avvisi dell'Agenzia delle Entrate, come difendersi dalla truffa che sfrutta le notifiche

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L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato, in data 22 ottobre 2026, un avviso per un nuovo tentativo di truffa attualmente in atto che sfrutta il nome e i loghi dell’Agenzia delle Entrate per inviare mail fraudolente su presunti avvisi.

Anche se le missive sono inoltrate con la posta elettronica, contengono presunte notifiche amministrative di protocolli o codici atto che sembrano ufficiali, ma in realtà non esistono.

Utilizzando la credibilità dell’Agenzia delle Entrate, i malfattori vogliono assicurarsi la fiducia del destinatario per spingerlo a cliccare i link contenuti nell’e-mail per carpire i dati personali e le credenziali di accesso.

Come funziona la nuova truffa?

Tramite una nuova notifica elettronica su un presunto avviso amministrativo emesso dall’Agenzia delle Entrate, i malfattori rendono credibile la missiva inserendo riferimenti normativi, codici atto, numeri di protocollo.

L’utente, confuso e preoccupato, è invitato a consultare l’atto presente nel link allegato all’e-mail. Ma il link riporta a un sito esterno in cui si dovranno inserire informazioni sensibili che i malfattori potranno utilizzare per finalità fraudolente.

Di seguito una delle false comunicazioni a titolo di esempio.

Falsa comunicazione Agenzia delle Entrate. Falsa comunicazione Agenzia delle Entrate. Nuovo tentativo di truffa.

Come riconoscere una truffa

Sempre più spesso le truffe, che viaggiano via SMS, e-mail o PEC, sfruttano il nome dell’Agenzia delle Entrate per carpire i dati personali del malcapitato. Quello che bisogna tenere presente è che l’Agenzia delle Entrate non invia SMS con link che chiedono di verificare i dati.

Solitamente i messaggi di phishing contengono toni allarmistici legati a scadenze imminenti, azioni urgenti o crediti disponibili di rimborsi.

Le URL contenute, anche se assomigliano a quelle ufficiali, presentano sempre delle variazioni e spesso poggiano su domini estranei all’Agenzia delle Entrate. Infine, solitamente, le truffe chiedono di inserire dati sensibili, come coordinate bancarie o numeri di carta di credito: l’Agenzia delle Entrate non lo fa.

Le regole per difendersi dalle truffe

Per non incappare nelle truffe in questione le regole sono molto semplici e dovrebbero essere applicate per qualsiasi messaggio si riceve:

  • non cliccare mai sui link presenti in SMS, e-mail o PEC;
  • non scaricare allegati, anche se vengono spacciati come ricevute o fatture. Se il mittente non è sicuro si rischia di incorrere in un malware o in uno spyware;
  • non inserire mai i dati del proprio conto corrente o della carta di credito in missive che sembrano inviate dall’Agenzia delle Entrate: l’AdE non chiede mai i dati sensibili via e-mail o SMS;
  • prima di credere a un messaggio o una notifica ricevuta, è sempre bene verificare sul portale dell’Agenzia delle Entrate, nella propria area personale.

Per chi, erroneamente, ha già inserito i propri dati, il consiglio è quello di bloccare immediatamente le carte di pagamento o di cambiare la password delle proprie credenziali.

Chi ha subito un tentativo di frode o ha inserito i dati sensibili in siti fraudolenti, può seguire due strade:

  • in caso di messaggio ricevuto segnalare online sul modulo Segnala online della Polizia Postale;
  • per chi ha subito una truffa o ha inserito i propri dati sensibili (SPID, password bancarie, numeri di carta di credito) è necessario sporgere denuncia per frode informatica.

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