Ethereum tiene i 2.400 dollari il giorno dopo lo scatto seguito alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Poco prima delle 10 di oggi, giovedì 5 novembre, su Coinbase la seconda criptovaluta per capitalizzazione vale circa 2.420 dollari, il 4% in più rispetto a 24 ore fa. La variazione va però letta bene, perché il rialzo è tutto di ieri: mercoledì 4 novembre Ether ha chiuso la giornata (in orario UTC) a +6,6%, quasi il 9% sopra il minimo di 2.223 dollari toccato nella notte elettorale. Da mezzanotte il prezzo oscilla tra 2.405 e 2.435 dollari e sostanzialmente consolida.
Il rimbalzo arriva dopo settimane pesanti. A fine ottobre Ether era sceso sotto i 2.250 dollari, schiacciato dai deflussi degli Etf e dall’attacco hacker a Binance, e su trenta giorni il saldo resta negativo di circa il 10%.
Midterm e Wall Street: la tempistica del rialzo
Lo scatto coincide con l’esito delle midterm. L’Associated Press ha certificato che i Democratici hanno superato i 218 seggi necessari per la maggioranza alla Camera; al Senato le proiezioni di NBC News li danno avanti, con alcuni seggi ancora da assegnare. Sono numeri provvisori, come spiegato nell’analisi su perché Trump ha perso le midterm.
Più della notte del voto, però, ha contato il pomeriggio di mercoledì. Le candele orarie di Coinbase collocano il grosso del movimento tra le 15 e le 17 ora italiana, a cavallo dell’apertura di Wall Street e del recupero dei listini americani. Fra le 16 e le 17 sono passati di mano circa 42.700 Ether, il volume orario più alto della giornata. Bitcoin ha fatto la stessa strada con meno slancio, +4% mercoledì e ritorno sopra gli 80.000 dollari, mentre Ether ha amplificato il movimento, come capita spesso quando torna l’appetito per il rischio.
Che le crypto reagiscano al voto americano non sorprende. Da quando Washington scrive regole specifiche per il settore, dagli Etf alla legislazione sui mercati digitali, la composizione del Congresso entra nei calcoli degli investitori, e un mercato aperto 24 ore su 24 è spesso il primo a prezzare un risultato elettorale. Il legame resta un’interpretazione: la coincidenza temporale, da sola, non prova la causa.
Short squeeze e primi afflussi sugli Etf
Una parte della spinta è venuta dai derivati. Nelle 24 ore fino al pomeriggio di mercoledì CoinGlass ha contato liquidazioni per oltre 900 milioni di dollari sull’intero mercato crypto, circa il 60% su posizioni ribassiste. Quando le scommesse al ribasso vengono chiuse d’ufficio, chi era short deve ricomprare e il prezzo sale ancora: il classico short squeeze. Su Ether le liquidazioni sono state intorno ai 240 milioni, anche qui in prevalenza short.
Il 4 novembre sono tornati in positivo anche gli Etf spot su Ether quotati negli Stati Uniti, con afflussi netti per 53 milioni di dollari secondo SoSoValue. A trainare sono stati il fondo di BlackRock, con 32,8 milioni, e quello di Fidelity, con 19,2. Il segno più arriva dopo una serie di sedute in rosso, la stessa fase descritta in Perché Ethereum scende ancora oggi: appena il giorno prima i deflussi erano stati di 85 milioni. Una seduta non basta a parlare di inversione, ma era il segnale che il mercato aspettava.
Sullo sfondo si è attenuato anche un fattore di stress. Dal 1° novembre Binance ha riaperto a fasi i prelievi, dopo l’hack da 6,3 miliardi di dollari che aveva trascinato giù tutto il comparto. Non spiega il rialzo, ma toglie un timore dal tavolo.
I livelli da guardare
Il primo riferimento tecnico sta appena sotto i prezzi attuali: il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% a 2.388 dollari, calcolato sulla risalita dai 1.714 ai 2.805 dollari circa tra l’estate e settembre. Il minimo di stamattina, 2.405 dollari, si è fermato poco sopra. Finché quel livello regge, il rimbalzo resta in piedi.
La prova vera è più in alto. La media mobile a 50 sedute passa oggi in area 2.500 dollari e dall’inizio di ottobre accompagna la discesa del prezzo: per parlare di trend cambiato servirebbe una chiusura stabile al di sopra. Oltre c’è l’area fra 2.525 e 2.550 dollari, un tetto contro cui Ether si è fermato più volte negli ultimi mesi.
Se le vendite tornassero, il supporto successivo è il minimo della notte elettorale, a 2.223 dollari. Rivederlo vorrebbe dire che lo scatto di mercoledì è stato soltanto una fiammata.
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