Effetto TIM, perché secondo Morgan Stanley le azioni Poste possono salire del 19,2%

Laura Naka Antonelli

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Arriva il giudizio positivo di Morgan Stanley sulle azioni di Poste Italiane, così come sulla liquidità e sull’EPS del gruppo guidato da Del Fante. L’effetto TIM.

Effetto TIM, perché secondo Morgan Stanley le azioni Poste possono salire del 19,2%

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Occhio alle azioni Poste Italiane nella sessione di oggi del Ftse Mib di Piazza Affari, sulla scia del giudizio positivo annunciato da Morgan Stanley.

La divisione di ricerca del colosso bancario americano ha riavviato la copertura sulle azioni con un rating Oveweight, fissando un target price che implica per le azioni dell’azienda gestita da Matteo Del Fante un balzo del 19,2% circa.

Poste Italiane, con Telecom Italia incremento significativo di utili e di dividendi

Nel report, gli analisti di Morgan Stanley hanno menzionato il controllo di TIM che la società guidata dal CEO Matteo Del Fante è riuscita a conquistare, arrivando a detenere l’87% circa del capitale.

Proprio Telecom Italia, hanno scritto gli esperti di Morgan Stanley, “genera un incremento significativo degli utili e dei dividendi e porta la cassa disponibile al netto dei dividendi a circa 1,1 miliardi di euro nel 2028 e a 1,2 miliardi nel 2029”.

Tale liquidità su base proforma, che va confrontata con quella su base standalone - pari rispettivamente a 0,3-0,4 miliardi di euro - dà a Poste “opzioni significative per gli investimenti volti alla crescita, per la riduzione dell’indebitamento o per la remunerazione del capitale”.

Grazie a TIM, che viene definita il prossimo capitolo della storia di crescita della società guidata dal CEO Matteo Del Fante, Morgan Stanley stima per gli anni 2028-2029 un aumento dell’EPS rettificato di Poste pari a +8/10%.

Non manca la seguente precisazione:

“Il vantaggio per gli azionisti di Poste dipenderà in parte da dove verranno generate le sinergie e dall’assetto proprietario finale in TIM”.

Azioni Poste Italiane, con target price a 29 euro Morgan Stanley scommette su balzo +18,7%

In ogni caso, fin da subito gli esperti di Morgan Stanley spiegano la decisione di avere assegnato alle azioni Poste Italiane un target price pari a 29 euro e il giudizio Overweight, con i benefici legati al controllo della compagnia di tlc.

Con il titolo Poste Italiane che è in lieve ribasso, a quota 24,32 euro, il margine di rialzo che viene riconosciuto dagli analisti è pari a +19,2% rispetto ai livelli attuali delle azioni.

TIM, spiegano gli analisti, apporta “maggiori opportunità di cross-selling di servizi di connettività per i consumatori, oltre a una più ampia offerta di servizi di connettività, cloud e sicurezza informatica per imprese e pubblica amministrazione”: un fattore che “dovrebbe migliorare la monetizzazione dei rapporti con i clienti esistenti e la fidelizzazione della clientela”.

Ciò porta gli esperti a sostenere, guardando a un’ottica di lungo periodo, che l’entità combinata sarà un “potenziale leader nell’IA in Italia, grazie alla combinazione tra le infrastrutture e le competenze tecnologiche di TIM e il patrimonio di dati sui clienti di Poste”.

A questo bisogna aggiungere che “i 700 milioni di euro di sinergie attesi costituiscono la base di un significativo incremento dell’utile per azione”.

Previsioni EPS Morgan Stanley battono il consensus dell’8-9%. Ecco perché

Nel ricordare che le proprie previsioni sull’EPS (utile per azione) di Poste Italiane relative al biennio 2028-2029 sono superiori rispetto a quelle del consensus degli analisti dell’8-9%, Morgan Stanley scrive che il gap, in parte, “riflette il mancato consolidamento completo di TIM nelle stime di mercato”, per poi sottolineare che, a incidere positivamente sul suo outlook, sono anche le “ipotesi più ottimistiche sul margine di interesse di BancoPosta, alla luce dei recenti rialzi dei rendimenti”.

A questo punto, l’attenzione è sulla presentazione del piano industriale di Poste Italiane, che avverrà entro il primo trimestre del 2027.

Sarà quello il momento in cui gli investitori avranno probabilmente “maggiore chiarezza sulla realizzazione delle sinergie, sulle modalità di impiego della cassa aggiuntiva da parte di Poste”, riuscendo così “in via potenziale a quantificare ulteriori opportunità di crescita”.

Il team degli esperti individua il “potenziale di rialzo oltre il nostro orizzonte di previsione” in alcune “iniziative come il Financial Hub”, indicando anche una possibile fase di “consolidamento del settore delle telecomunicazioni in Italia”.

Ciò non significa che non esistano rischi. Morgan Stanley li individua in particolare nelle “sinergie sui ricavi inferiori alle attese, nei fabbisogni di investimento in TIM superiori alle previsioni e nell’impiego della cassa aggiuntiva in attività dai rendimenti poco interessanti”.

In ogni caso, “la risoluzione della posizione delle minoranze residue in TIM potrebbe eliminare alcune incertezze tecniche legate al titolo”.

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