Fino a che punto le azioni Nvidia devono salire per consentire al colosso dei chip per l’AI di valere in Borsa $6 trilioni.
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Le azioni del colosso americano dei chip per l’AI Nvidia hanno appena testato un nuovo record storico, salendo nelle contrattazioni di oggi di Wall Street, martedì 6 ottobre 2026, fino a $240,92.
I titoli avevano chiuso la seduta di ieri a $238,90, al nuovo massimo di chiusura, per la prima volta dallo scorso maggio, con i rialzi che hanno portato la capitalizzazione della Big Tech americana a $5,76 trilioni.
Azioni Nvidia ai nuovi massimi storici, verso capitalizzazione di mercato di $6 trilioni
Nvidia sta dunque per raggiungere un’altra pietra miliare, ovvero un valore di mercato pari a $6 trilioni.
A Wall Street se ne sta già parlando, come indica un articolo di Barron’s che, nel citare i calcoli di Dow Jones Market Data, fa notare che, affinché il gigante che produce semiconduttori per l’intelligenza artificiale raggiunga una capitalizzazione di mercato di $6 trilioni, le sue azioni dovrebbero viaggiare al di sopra di $248,96, assumendo che il numero dei titoli in circolazione rimanga invariato.
Questa cifra è soggetta tuttavia a variazioni, poiché Nvidia sta attualmente portando avanti il più grande riacquisto di azioni proprie (buyback) di tutti i tempi.
View bullish di BNP Paribas su azioni Nvidia: il nuovo target price
C’è chi ritiene che l’ambìta soglia dei $6 trilioni di capitalizzazione sarà toccata e anche superata: è Karl Ackerman, analista di BNP Paribas Equity Research che, in una nota di ricerca pubblicata ieri, lunedì 5 ottobre 2026, ha annunciato di aver rivisto al rialzo il target price sulle azioni Nvidia a 345 dollari dai precedenti 285 dollari, indicando come motore della crescita la diffusione degli agenti di intelligenza artificiale, che richiederanno una maggiore quantità di hardware.
D’altronde, ha sottolineato Ackerman, “l’ampio portafoglio di hardware Nvidia per l’AI su scala rack, combinato con le sue estese librerie software CUDA, non ha rivali e diventa probabilmente ancora più importante con l’AI agentica ”.
Di fatto, Nvidia non vende soltanto singole GPU, ma sistemi completi in cui GPU, CPU, memoria e componenti per il networking e l’interconnessione sono progettati per lavorare insieme all’interno di un intero rack.
In questo modo, il rack può funzionare quasi come un unico grande sistema di calcolo per l’AI, migliorando la comunicazione tra le diverse componenti e riducendo i colli di bottiglia.
Secondo l’analisi di Ackerman, Nvidia non deve cambiare dunque molto rispetto a quanto sta già facendo, dato il suo predominio nel mercato dei chip per l’intelligenza artificiale.
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Le capacità di co-progettazione su scala rack blinderanno “i margini lordi a livelli superiori al 70%”
L’esperto di BNP Paribas ripone grande fiducia in Nvidia, ritenendo che il gruppo sia destinato a conquistare più di tre quarti del mercato della potenza di calcolo in termini di dollari.
Il target price, ha inoltre spiegato, si basa su un multiplo prezzo/utili pari ad appena 15 volte gli utili che prevede per la società nel 2028.
Un commento è stato fatto anche sulla liquidità disponibile del gruppo:
“Nvidia è la società di semiconduttori più redditizia e riteniamo che il suo vantaggio competitivo (“moat”) rappresentato dal software CUDA e le sue capacità avanzate di co-progettazione su scala rack le consentiranno di mantenere margini lordi superiori al 70%, nonostante le minacce competitive”.
Barron’s ha ricordato intanto che Nvidia è stata la sua scelta azionaria nel mese di maggio, quando il titolo trattava intorno ai 226 dollari.
In quell’occasione, “avevamo scritto che l’azione avrebbe potuto raggiungere i 300 dollari nei 12 mesi successivi”. Sulla base di quanto sta avvenendo, l’articolo oggi sottolinea che “ la strada sembra ormai tracciata ”.
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