C’è qualcosa di quasi ironico nel vedere il re dei piumini patire il freddo proprio mentre l’inverno bussa alle porte. È così che si presentano oggi le azioni Moncler a chi, con 1.000 euro messi da parte, si chiede se valga la pena affidarli per due anni al marchio che Remo Ruffini ha trasformato in un’icona del lusso. Venerdì 23 ottobre 2026, alle 11.20, le azioni passavano di mano a 43,22 euro, in calo del 2,11% rispetto alla chiusura del giorno prima, e il minimo a 52 settimane di 42,10 euro, il livello più basso da quattro anni a questa parte, era lì a poco più di un euro di distanza, come un gradino che nessuno vorrebbe scendere.
Comprare quando tutti vendono è un vecchio consiglio che suona bene sui forum di settore e molto meno davanti al conto titoli, perché un prezzo basso può essere un’occasione così come può rivelarsi soltanto l’anticamera di un prezzo ancora più basso. Per capire che cosa potrebbe diventare quel gruzzolo nell’ottobre del 2028 conviene allora sfogliare i conti, ascoltare gli analisti, contare le cedole e soprattutto guardare il rischio dritto negli occhi.
Da dove partono le azioni Moncler oggi
Negli ultimi dodici mesi Moncler ha lasciato sul terreno il 17,41%, scivolando da un massimo di 59,40 euro fino al minimo di 42,10, con un ribasso massimo del 27,63% che dà la misura di quanto il freddo sia penetrato a fondo nelle quotazioni. Chi avesse investito 1.000 euro un anno fa si ritroverebbe oggi con titoli per circa 825,90 euro, che diventano 852,65 euro contando la cedola lorda incassata a maggio. Una perdita che il dividendo attenua senza riuscire a cancellare.
La settimana, del resto, è stata un piccolo riassunto dell’umore che circonda il titolo. Giovedì 22 ottobre Moncler aveva chiuso a 44,15 euro con un rialzo del 3,32%, unico raggio di sole in una seduta in cui il FTSE MIB aveva ceduto il 2,24%, come racconta l’articolo Piazza Affari chiude in forte calo: FTSE MIB a -2,24%, Prysmian maglia nera con -7,45%. Il giorno dopo il titolo ha restituito buona parte di quel guadagno, facendo peggio di un indice che a metà mattina perdeva lo 0,52%.
I conti Moncler del terzo trimestre
A innescare il rimbalzo di giovedì sono stati i ricavi dei primi nove mesi del 2026, diffusi a mercato chiuso il 21 ottobre. Il gruppo ha incassato 1.895,4 milioni di euro, il 6% in più a cambi costanti e il 3% a cambi correnti rispetto ai 1.841,3 milioni dello stesso periodo del 2025. Il dato complessivo nasconde però un terzo trimestre in frenata, con ricavi a 605,5 milioni e una crescita ferma allo zero a cambi costanti, mentre Stone Island ha continuato a correre più del marchio principale, chiudendo i nove mesi a 306,2 milioni con un progresso dell’8%.
I numeri sono andati un po’ meglio delle attese degli analisti ed è bastato questo per strappare il titolo dai minimi. Resta però un paradosso che pesa su un’azienda che vende piumini, perché in Europa la domanda soffre le temperature miti e il rallentamento dei flussi turistici, e la visibilità sull’ultima parte dell’anno, la più importante per il fatturato, rimane limitata. Lo stesso presidente esecutivo Remo Ruffini ha descritto il contesto del settore come estremamente complesso, invitando a non perdere di vista la strategia di lungo periodo del marchio.
Le previsioni degli analisti
Equita ha abbassato il prezzo obiettivo dell’8% a 58 euro confermando il giudizio buy, Intesa Sanpaolo resta al buy con un target di 60 euro, Barclays ha limato la stima da 60 a 58 euro e Bernstein mantiene il buy con un obiettivo di 57,50 euro. Più prudenti Kepler Cheuvreux, che conserva il buy ma scende a 53 euro, Santander, neutrale con un target di 56 euro, e il terzetto formato da Morgan Stanley, UBS e Jefferies, i cui obiettivi si fermano rispettivamente a 47, 46,60 e 46 euro.
Il consenso calcolato da MarketScreener su 25 analisti indica un prezzo obiettivo medio di 58,53 euro, mentre secondo i dati Bloomberg sul titolo si contano 17 raccomandazioni di acquisto, 10 di mantenimento e una sola di vendita.
| Attenzione: questi obiettivi guardano in genere a dodici mesi e non a due anni, e negli ultimi mesi sono stati rivisti al ribasso più volte, come un termometro che continua a scendere senza che nessuno voglia dichiarare finito l’inverno. |
Focus sul dividendo Moncler
A maggio 2026 Moncler ha distribuito 1,40 euro per azione, in crescita rispetto agli 1,30 euro del 2025 e agli 1,15 euro del 2024, con un rapporto tra dividendi e utile netto del 61%. Al prezzo delle 11.20 di oggi significa un rendimento lordo del 3,24%, superiore a quello di molti titoli di Stato a breve scadenza.
Con 1.000 euro si comprano 23 azioni, per un controvalore di 994,06 euro e un resto di 5,94 euro. Se il dividendo restasse fermo a 1,40 euro anche nel 2027 e nel 2028, le due cedole che cadono nell’arco dei due anni porterebbero nelle tasche dell’investitore 64,40 euro lordi, che scendono a 47,66 euro dopo la ritenuta del 26%. Un’ipotesi prudente, considerato che negli ultimi anni l’assegno agli azionisti è sempre cresciuto, ma nulla garantisce che continui a farlo in un contesto di margini sotto pressione.
Gli scenari per le azioni Moncler per i prossimi due anni
Partiamo dall’ipotesi più grigia, quella di un titolo che a ottobre 2028 si trovi esattamente dove si trova oggi. In questo caso il guadagno arriverebbe solo dai dividendi, e i 1.000 euro diventerebbero 1.064,40 euro lordi, pari a un rendimento del 6,44%, ovvero 1.047,66 euro al netto delle tasse. Poco, ma comunque meglio di niente, e con il conforto di aver incassato qualcosa anche nella stagione più fredda.
Se invece il prezzo raggiungesse i 46 euro indicati da Jefferies, l’obiettivo più basso tra quelli aggiornati in questi giorni, le 23 azioni varrebbero 1.058 euro e il totale salirebbe a 1.128,34 euro lordi, con un rendimento del 12,83%, che al netto della tassazione su plusvalenza e cedole diventa 1.094,97 euro, il 9,50% in più del capitale iniziale.
Lo scenario più generoso è quello in cui il titolo, nell’arco di due anni, raggiunga il prezzo obiettivo medio del consenso di 58,53 euro. I 1.000 euro diventerebbero allora 1.416,53 euro lordi, il 41,65% in più, e 1.308,23 euro al netto delle imposte, con un guadagno del 30,82%. Un risultato che presuppone però il ritorno della fiducia su tutto il settore del lusso, e non solo su Moncler.
Se nei prossimi due anni il titolo replicasse il ribasso massimo dell’ultimo anno, pari al 27,63%, il prezzo scenderebbe intorno a 31,28 euro e l’investimento si ridurrebbe a 789,74 euro, dividendi compresi, con una perdita del 21,03% che sale al 22,70% considerando la ritenuta sulle cedole. Tutti i calcoli escludono commissioni di acquisto e vendita e costi di custodia, che possono erodere in modo non trascurabile il rendimento di un investimento di questa taglia.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |
Commenti
1E poi dicono che evadiamo! Con ’ste azioni Moncler, pare che il rischio di freddo non sia solo per i piumini… chi ha voglia di congelare un investimento?