Artico, le opportunità (economiche e non) per le imprese italiane

L’Artide, fra cambiamenti climatici e innovazione, si è trasformato in una regione densa di opportunità per le aziende italiane. Se ne parlerà in un importante webinar il 3 dicembre

Artico, le opportunità (economiche e non) per le imprese italiane

La regione artica è divenuta un hub oggetto di analisi, ricerca scientifica, focus per le imprese e per la ricerca climatica. Dal sottosuolo gelato fino al cielo boreale la presenza delle imprese italiane nel contesto artico e nei rapporti commerciali con la Norvegia è sempre più proficua.

Molte società sono presenti sia per rafforzare gli interessi strategici della Norvegia che della penisola italiana. In Norvegia, i mutamenti climatici sono una priorità di azione politica del governo che attraverso la tecnologia e l’innovazione scientifica si punta a rendere sempre più oggetto di azione economica e progettualità locale.

Le opportunità economiche dell’Artide

Le prospettive di poter sfruttare i giacimenti di idrocarburi dai fondali del Mare di Barents, la parte del mar Glaciale Artico localizzata a nord della Norvegia e della Russia, hanno attirato ancor di più l’attenzione delle società e delle imprese di numerosi Stati, Italia compresa.

L’Italia ha consolidato la propria presenza con Enie Finmeccanica. Recentemente, Leonardo si è aggiudicata una fornitura da 200 milioni di euro per la consegna di navi rompighiaccio alle autorità norvegesi.

Le navi rompighiaccio consegnate da Finmeccanica risultano essere tra le più avanzate a livello tecnologico e sperimentale, tanto da essere apprezzate e utilizzate dalla Norvegia, le quali verranno adoperate per delle campagne di ricerca scientifica nella regione artica.

Anche Leonardo si è contraddistinta per un’importante fornitura alle autorità norvegesi, consegnando 16 elicotteri specializzati nella ricerca scientifica e nell’analisi delle coste.

Il 3 dicembre un webinar italo-norvegese su buone pratiche industriali

A tal riguardo, l’Ambasciata italiana a Oslo con la collaborazione di Leonardo Helicopters ha organizzato un importante webinar, che si terrà il 3 dicembre, sullo scambio di buone pratiche tra operatori industriali norvegesi e italiani.

Il webinar è ispirato dai considerevoli risultati ottenuti dalla collaborazione tra Leonardo (Divisione Elicotteri) e Kongsberg Defence & Aerospace (KDA) sul programma comune NAWSARH e intende fornire un insieme di presentazioni e interventi con l’obiettivo di condividere, analizzare e ricercare nuove prospettive e progetti comuni per l’immediato futuro.

I lavori vedranno la partecipazione di Alberto Colella, ambasciatore italiano nel Regno di Norvegia, Ivan Scalfarotto del ministero degli Esteri, Torbjørn Svensgård, presidente della Norwegian Defense and Security Industries Association, di Eirik Lie, presidente della atKongsberg Defense & Aerospace e di Bjørn Ivar Årseth del ministero della Giustizia del Regno di Norvegia.

Artico terreno fertile per la blue economy

La presenza italiana in Norvegia e nell’Artico va rafforzandosi così come l’importanza della blue economy nella regione artica. Considerevoli sono le prospettive legate all’utilizzo delle risorse marittime così come l’implementazione di ricerca e business in rapporto alle infrastrutture tecnologiche portuali e terrestri per garantire lo svolgimento di attività sostenibili ed estremamente sicure, oltre che migliorare la sicurezza e il controllo marino.

Il concetto sociale, scientifico e commerciale che la blue economy vuole rappresentare consiste nell’elaborazione di un sistema che scruti le prospettive economiche del futuro e della green economy come un miglioramento delle azioni antropiche sull’ambiente, uno sviluppo economico che guardi alla preservazione dell’esistente e a nuove formule occupazionali che sappiano coniugare aspetti importanti dell’economia locale con la tutela, la preservazione e la valorizzazione del fragile ecosistema artico.

Uno scenario economico, commerciale e geopolitico che trova riscontro nell’ambizioso progetto, che vede protagonisti molti stati e organizzazioni, di collegare l’Europa con la rotta artica norvegese, con la particolarità italiana che incentra la propria ricerca anche sui rapporti comuni tra il Mediterraneo e il mar Artico.

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