Applied Materials crolla del 49% dai massimi, ma Wall Street vede un rialzo del 76%

Gerardo Marciano

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Applied Materials perde il 49% dai massimi, ma Wall Street vede un rialzo teorico del 76%. Focus su target price, trimestrale del 12 novembre e livelli tecnici da monitorare.

Applied Materials crolla del 49% dai massimi, ma Wall Street vede un rialzo del 76%

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Fino all’estate Applied Materials era fra i titoli che il mercato si contendeva sull’onda dei semiconduttori, poi i mesi di saliscendi e le vendite delle ultime settimane hanno spostato il discorso sul prezzo che gli investitori sono disposti a riconoscere a quella crescita. Gli analisti di Wall Street continuano a promuovere uno dei maggiori produttori mondiali di apparecchiature per semiconduttori. Il contrasto con l’umore della Borsa, alla vigilia della trimestrale e con la fine dell’anno ormai in vista, difficilmente potrebbe essere più netto e lascia aperto il sospetto che il mercato stia anticipando un rallentamento della crescita.

Applied Materials perde oltre il 30% nell’ultimo mese

Il 2 novembre AMAT ha chiuso al Nasdaq a 374,53 dollari, in ribasso del 3,99%, una seduta che ha portato al 30,7% la perdita rispetto alla chiusura del 2 ottobre e al 27,7% quella rispetto al 3 agosto. Dal massimo intraday di 739,67 dollari toccato il 30 giugno il titolo ha lasciato sul terreno il 49,4%.

Chi guarda al calendario solare vede però ancora un guadagno del 45,7% dall’inizio del 2026, mentre a sei mesi il saldo è negativo di appena il 3,7% e rispetto al 3 novembre 2025 il rialzo arriva al 57,6%.

Applied Materials, i target degli analisti a dodici mesi

La distanza dai target si è allargata via via che il titolo scendeva, ma non basta a parlare di sottovalutazione se quei prezzi obiettivo poggiano su una crescita che la Borsa giudica troppo ottimistica. Il consenso, del resto, resta compatto. Dei 25 analisti monitorati nell’ultimo trimestre, 22 consigliano l’acquisto e tre di mantenere, nessuno di vendere. Il target price medio a dodici mesi è di 660,36 dollari, il 76,3% sopra la chiusura del 2 novembre, in una forbice che va dai 538 agli 850 dollari e che anche al suo estremo più basso implica un margine del 43,6%.

Cantor Fitzgerald vede Applied Materials a 850 dollari

Il target più alto è quello di Cantor Fitzgerald, 850 dollari con raccomandazione Overweight, che rispetto alla chiusura del 2 novembre vale un rialzo teorico del 127%. Sopra quota 690 si collocano anche Bernstein, che il 26 ottobre ha confermato la propria fiducia con un obiettivo di 700 dollari pari a un margine dell’86,9%, e UBS, che proprio il 2 novembre ha ribadito Buy con 695 dollari, l’85,6% sopra la quotazione di riferimento.

Goldman Sachs indica 670 dollari, Bank of America 650 e RBC Capital 600, valori che corrispondono rispettivamente a rialzi del 78,9%, del 73,6% e del 60,2%. J.P. Morgan il 14 ottobre ha confermato il giudizio positivo senza indicare un nuovo prezzo obiettivo.

Morgan Stanley cauta e Needham taglia il target del 21,6%

Morgan Stanley resta su un giudizio neutrale, Equal-weight, e in poco più di un mese ha tagliato il target due volte, il 28 settembre da 642 a 563 dollari e il 2 novembre da 563 a 538 dollari. Anche così il suo prezzo obiettivo si trova il 43,6% sopra la chiusura del 2 novembre, ma la neutralità del giudizio riflette le riserve della banca sulla sostenibilità delle valutazioni nel ciclo dei semiconduttori.

Dopo il premio che il mercato ha concesso a tutto ciò che ruota intorno all’intelligenza artificiale, si può ridurre un target senza dubitare della solidità industriale del gruppo, ed è quello che hanno fatto anche gli analisti favorevoli. Needham, che conferma Buy, il 16 ottobre ha portato l’obiettivo da 740 a 580 dollari, il 21,6% in meno, e con il nuovo target firmato da Charles Shi il potenziale rispetto al 2 novembre scende al 54,9%. Evercore ISI è passata da 700 a 590 dollari con un taglio del 15,7% restando Outperform, mentre in precedenza Mizuho era scesa da 650 a 590 e Deutsche Bank da 680 a 605.

Applied Materials, le stime per la trimestrale del 12 novembre

Il 12 novembre Applied Materials pubblicherà i conti del quarto trimestre fiscale 2026. Il consenso è per un utile per azione di 4,06 dollari, con stime tra 4,02 e 4,19 dollari e una crescita del 16% sui 3,50 dollari del trimestre precedente, e per 10,30 miliardi di dollari di ricavi, il 12,9% in più dei 9,12 miliardi dell’ultima trimestrale.

Ai prezzi di chiusura del 2 novembre il titolo vale circa 32,3 volte gli utili contabilizzati negli ultimi dodici mesi, che diventano circa 20,2 volte se si prende la stima di 18,55 dollari di utile normalizzato per azione per l’esercizio fiscale 2027. Sono due multipli non direttamente confrontabili, calcolati su definizioni di utile diverse, e proprio la distanza fra l’uno e l’altro dà la misura di quanto la valutazione dipenda dalla crescita attesa.

Applied Materials sotto le principali medie mobili settimanali

Sul settimanale la configurazione è ribassista, con il prezzo sotto tutte le principali medie mobili di breve e medio periodo. L’esponenziale a 10 settimane passa a 435,24 dollari e la semplice a 443,90, quelle a 20 settimane a 453,84 e 492,26 dollari.

L’RSI settimanale a 39,90 è sotto quota 50 ma lontano dall’ipervenduto, che invece lo stocastico a 4,05, lo Stochastic RSI a 3,13 e il Williams Percent Range a -99,09 segnalano con valori estremi, del genere che spesso precede un rimbalzo tecnico senza per questo confermare un’inversione. Negativi anche il MACD a -8,55, l’Awesome Oscillator a -34,62 e il momentum a -87,14, mentre un ADX a 23,04 indica una tendenza presente ma di intensità moderata.

Applied Materials, supporti e resistenze da monitorare

La prima resistenza è a 385,86 dollari. Poi c’è la fascia tra 412,19 e 416,26 dollari, dove passano le medie a 50 settimane e che richiederebbe un recupero fra il 10 e l’11% dalla chiusura del 2 novembre, e più in alto ancora l’area fra 435 e 454 dollari.

Al ribasso il primo supporto dinamico è la media mobile Hull a 9 settimane, a 359,98 dollari, il 3,9% sotto le quotazioni attuali. Seguono l’esponenziale a 100 settimane a 340,17 dollari, a una distanza del 9,2%, e, se questa venisse violata, la semplice a 100 settimane a 296,77 dollari, con un ribasso potenziale del 20,8%. Le medie a 200 settimane, comprese fra 230,97 e 263,57 dollari, sono riferimenti di lungo periodo molto lontani dai prezzi attuali.

Fine anno per Applied Materials, tra trimestrale e tax-loss harvesting

Novembre e dicembre passano per mesi favorevoli a Wall Street, ma dopo una correzione vicina al 50% dai massimi la stagionalità conta poco per Applied Materials. Il titolo dipenderà dalle prospettive del settore, a cominciare dalle indicazioni sui margini e dagli investimenti dei produttori di semiconduttori. A fine anno peserà anche il tax-loss harvesting di chi vende in perdita per realizzare minusvalenze fiscali.

La trimestrale del 12 novembre metterà alla prova le ipotesi su cui si reggono i target degli analisti e dirà quanto dei rischi principali sia già nel prezzo.

Commenti

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Ma che giostra infernale è diventata Wall Street? Da un lato vediamo Applied Materials che si schianta del 49% dai massimi, ma dall’altro ci sono gli analisti che parlano di un potenziale rialzo del 76%. Ma dove vogliono andare a parare? Sembra quasi che il mercato stia giocando a fare le montagne russe con i nostri soldi. E non parliamo di quella crescita da “casa di carta” che sembra più una scommessa che una realtà. I semiconduttori sono un settore caldo, ma la volatilità di questi titoli fa girare la testa. E ricordiamoci, il rombo non si ricarica: a fine giornata, vogliamo numeri solidi, non promesse da marinai!

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