Visite fiscali dipendenti pubblici: orari e regole per il 2018

Con l’entrata in vigore del Decreto Madia anche per i dipendenti pubblici è l’Inps ad occuparsi delle visite fiscali; vediamo quali sono le regole e gli orari da rispettare per evitare una sanzione.

Visite fiscali dipendenti pubblici: orari e regole per il 2018

Visite fiscali 2018: quali sono gli orari per i dipendenti pubblici? Quali regole deve rispettare chi presta servizio nel pubblico impiego? Queste sono le domande più frequenti che un lavoratore si pone nei periodi di malattia; capire quali sono gli obblighi e le regole da rispettare, infatti, è molto importante al fine di evitare una sanzione.

Le regole per le visite fiscali sono state modificate di recente dal decreto Madia, con il quale sono state introdotte diverse novità. Uno dei cambiamenti più importanti introdotti dalla riforma riguarda proprio i dipendenti pubblici: anche questi, infatti, sono passati sotto la gestione dell’Inps che d’ora in avanti sarà l’unico ente autorizzato a disporre le visite fiscali d’ufficio nei confronti dei dipendenti sia pubblici che privati.

Prima dell’introduzione del Decreto Madia era l’Asl territoriale ad occuparsi delle visite fiscali dei dipendenti pubblici, mentre l’Inps aveva competenza esclusiva per i lavoratori del settore privato; con l’entrata in vigore della riforma, però, è il neonato Polo Unico dell’Inps ad occuparsi di entrambi, predisponendo dei controlli nelle fasce orarie di reperibilità che però restano differenti per i lavoratori pubblici e privati.

L’unica eccezione rappresenta il personale delle Forze Armate, di Polizia e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco; questi, infatti, non sono passati sotto la gestione del Polo Unico Inps (le visite fiscali continuano ad essere disposte dalle singole amministrazioni di appartenenza) dal momento che per motivi di sicurezza non è stato possibile estendere a queste categorie l’obbligo dell’invio telematico del certificato di malattia. Ad eccezione del Polo Unico Inps, però, per il personale delle Forze Armate e di Polizia si applica la stessa normativa prevista per le visite fiscali dei dipendenti pubblici della quale vi parleremo di seguito.

Dopo aver fatto chiarezza sull’intera riforma delle visite fiscali, ecco un focus dedicato al settore del pubblico impiego, con tutte le novità in vigore dal 13 gennaio 2018.

Visite fiscali: obblighi per i dipendenti pubblici

Il lavoratore ha diversi diritti; uno di questi consiste nella possibilità di assentarsi dal lavoro per malattia. La durata del permesso è indicata nel certificato medico che attesta lo stato di malattia del lavoratore, ma può essere ridotta qualora durante la visita fiscale il medico si renda conto che il paziente è guarito e può tornare a lavoro.

Per il lavoratore non ci sono solo diritti, ma anche doveri come quello di dover rispettare le fasce di reperibilità indicate nel regolamento sulle visite fiscali 2018.

Nel dettaglio, il lavoratore deve farsi trovare a casa negli orari delle visite fiscali per permettere al medico del Polo Unico INPS di verificare il suo effettivo stato di salute.

Il dipendente pubblico che si assenta dal lavoro a causa di una malattia, quindi, non è obbligato a restare in casa, o presso l’indirizzo indicato nel certificato medico, per tutta la giornata ma solo in determinati orari fissati dalla legge. Come vedremo meglio di seguito, per il lavoratore che non rende possibile lo svolgimento di una visita fiscale è prevista una sanzione molto pesante, tranne nel caso in cui l’assenza sia giustificata.

Prima di vedere quali sono le sanzioni e i casi di esonero dalle visite fiscali, facciamo chiarezza sugli orari delle fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici.

Orari visite fiscali dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici l’obbligo di reperibilità è di 7 giorni su 7, per 7 ore al giorno. Nel dettaglio, gli orari delle visite fiscali degli statali sono:

  • mattina: 09,00/13,00;
  • pomeriggio: 15,00/18,00.

L’obbligo non si estingue nei giorni festivi, nei weekend o nei periodi di riposo se compresi nella durata della malattia. Inoltre, il controllo del medico viene disposto anche nel primo giorno di assenza dal lavoro se questo è a ridosso di una giornata non lavorativa.

Dal 13 settembre è stata introdotta una novità molto importante per combattere l’assenteismo nei pubblici uffici, estesa anche ai dipendenti privati: mentre fino all’entrata in vigore della riforma il medico fiscale una volta effettuato un controllo non poteva più tornare, d’ora in avanti non sarà più così.

Il medico incaricato dall’INPS, infatti, può tornare anche nello stesso giorno qualora lo ritenga necessario. Per maggiori informazioni, leggi anche-Il medico fiscale dell’INPS può venire più volte?

Sanzioni per dipendenti pubblici

Il lavoratore che impedisce al medico dell’INPS di svolgere correttamente la visite fiscale è soggetto al pagamento di una sanzione.

Con il termine “impedisce” non si intende solo il caso in cui il dipendente non si faccia trovare in casa negli orari delle visite fiscali, ma anche quando questo si rifiuti di aprire al medico o di sottoporsi alla visita. Nel dettaglio, la sanzione consiste in una riduzione dello stipendio pari a:

  • 100% in meno di retribuzione nei primi 10 giorni di malattia;
  • 50% in meno di retribuzione per i giorni successivi al 10°.

Il dipendente ha tutto il diritto di rifiutarsi, invece, qualora il controllo del medico avvenga al di fuori degli orari stabiliti dalla legge. Se invece il dipendente non rispetta le regole ma entro 15 giorni presenta una giustificazione per la propria assenza dal domicilio negli orari delle visite fiscali allora la sanzione non scatta.
Questo però avviene solo qualora l’assenza rientri in uno dei casi di esenzione dalle visite fiscali indicati dalla legge e dalla giurisprudenza degli ultimi anni.

Esenzione visite fiscali dipendenti pubblici

Il dlgs. 206/2017 riconosce alcuni casi in cui il lavoratore non è soggetto al rispetto dell’obbligo di reperibilità negli orari delle visite fiscali. Nel dettaglio, nella riforma Madia si legge che l’obbligo non vige per coloro che:

  • sono affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • sono assenti per malattia dipendente da causa di servizio riconosciuta che abbia dato luogo all’ascrivibilita’ della menomazione unica o plurima alle prime tre categorie della Tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella Tabella E del medesimo decreto;
  • si tratti di uno stato patologico sotteso o connesso alla situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Tuttavia ci sono altre situazioni in cui gli statali possono assentarsi anche negli orari delle visite fiscali purché ne diano preventiva comunicazione.
Ad esempio, è considerato motivo di esenzione il doversi sottoporre ad una terapia salvavita negli orari delle visite fiscali, oppure a degli accertamenti specialistici. Anche una semplice visita medica può essere considerata come un motivo di esenzione, ma solo quando questa non può avvenire in altri orari.
Ecco altri esempi di quando il lavoratore è giustificato per l’assenza durante la fascia di reperibilità:

-* quando ci si deve sottoporre a iniezioni o trattamenti medici inerenti alla malattia che ha comportato l’assenza dal lavoro;

  • ritiro di radiografie (sempre se connesse al certificato medico);
  • per sottoporsi a trattamenti dentistici urgenti;
  • per recarsi in farmacia (se non può farlo nessuno al posto vostro).

Inoltre, negli ultimi anni la giurisprudenza ha riconosciuto la possibilità di non rispettare gli orari delle visite fiscali anche a coloro che devono svolgere attività di volontariato (se non pregiudica il loro stato di salute) o a chi deve far visita ai parenti in ospedale e gli orari di apertura del reparto coincidono con la fascia di reperibilità.

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