Per celebrare i 50 anni di un’icona automobilistica, sinonimo d’innovazione progettuale, raffinatezza e qualità all-terrain imbattibili, il marchio inglese (oggi di proprietà dell’indiana Tata Motors) ha presentato la Ranger Rover Fifty, un’edizione speciale limitata a 1970 esemplari, un riconoscimento all’anno di nascita della prima Range Classic. Basata sull’allestimento “Autobiography”, che dal 1993 identifica le versioni più lussuose, ha cerchi dedicati da 22 pollici e targhette celebrative, disposte sulla carrozzeria come nell’abitacolo, che riportano il numero progressivo di produzione.

Disponibile sia nella versione standard che a passo lungo, ha propulsori a benzina, gasolio e ibridi plug-in P400e e potrà essere scelta in quattro colorazioni diverse, Carpathian Grey, Rosello Red, Aruba, e Santorini Black. A pochi fortunati clienti verrà data la possibilità di attingere a tre ulteriori tinte esclusive, riprese dalla gamma colori della prima Range: Tuscan Blue, Bahama Gold e Davos White. Livree che saranno appositamente realizzate dal dipartimento SVO (Special Vehicle Operation) di Land Rover, lo stesso che allestisce i veicoli più estremi, compresi quelli per le produzioni cinematografiche della saga “James Bond”.

  • Design esterno
  • Design interno
  • Motorizzazioni
  • Range Rover storia, la Classic
  • Seconda e terza generazione (1994-2011)
  • Range Rover oggi, una grande famiglia

Design esterno

Esteticamente la Range Fifty rimane fedele al design della quarta serie, nome in codice L405. Una linea che non nasconde le sue origini, anzi ne va orgogliosamente fiera. Basta uno sguardo: il cofano a conchiglia, costituito da un unico foglio di alluminio, il tetto sospeso e il portellone posteriore diviso in due parti sono canoni stilistici che rimandano all’originale del 1970. Primo SUV ad avere una monoscocca in alluminio per contenere la massa, ha una silhouette inconfondibile che si avvale di connotazioni contemporanee. La griglia anteriore conferisce un look aggressivo, mentre il cofano è più liscio e lungo per accentuare il profilo laterale dell’auto.I fari pixel-laser led, con un fascio cinque volte più luminoso dei fari a LED tradizionali e le luci posteriori, anch’esse con tecnologia LED, accentuano lo spirito moderno e distintivo del veicolo.

Design interno

Gli interni, caratterizzati dalla raffinatezza che da sempre contraddistingue il SUV inglese, sono la massima espressione in termini di comodità, eleganza e attenzione per i dettagli. Grazie alla posizione di guida dominante, il conducente gode di una visuale ottimale della strada. I sedili, realizzati in pelle semi-anilina, offrono funzionalità che includono il supporto per le spalle, il massaggio e la ventilazione. La plancia, volutamente semplice per non distrarre il conducente, presenta linee più pulite e precise e meno quadranti. Al centro il sistema Touch Pro Duo formato da due monitor touch screen da 10«ad alta definizione che comprendono il sistema di navigazione e i comandi della climatizzazione. Il sistema infotainment è completato dal display interattivo per il conducente da 12,3» e da un head-up display a colori.

L’illuminazione interna d’ambiente è configurabile a seconda dell’atmosfera che si vuole creare e su richiesta, a conferma della cura posta in ogni dove, è possibile avere il box frigo nella console centrale anteriore, così come la connettività Connect Pro con Wi-Fi 4G e un sistema d’intrattenimento che può essere composto da due schermi da 8” integrati nei poggiatesta posteriori o da 10" ad alta definizione montati sul retro dei sedili. Il sistema è dotato di cuffia wireless, di un telecomando e di porte USB e HDMI per il supporto di più dispositivi. Eleganza e comfort, ma anche versatilità, perché stiamo sempre parlando di una Range: per questo è possibile ripiegare in avanti i sedili posteriori, ottimizzando lo spazio del vano di carico, un’opzione disponibile anche se non ti trovi nell’auto grazie all’applicazione Remote Intelligent Seat Fold.

Motorizzazioni

Benzina, gasolio e ibrido plug-in. 4, 6 e 8 cilindri. La gamma dei propulsori della Fifty, abbinati al cambio automatico a 8 rapporti, ricalca quella delle altre Range incluso il nuovo P400e o PHEV (Plug-in Hybrid Electric Vehicle) che combina un motore endotermico a benzina Ingenium Si4 2.0 da 300 CV con un motore elettrico ad alta capacità da 105 kW, per raggiungere la potenza totale di 404 CV. Il motore elettrico può erogare potenza in parallelo con il motore termico (modalità di guida standard) o generare l’intera propulsione nella modalità Electric Vehicle (EV). Quando è attiva la modalità ibrida parallela, il conducente può ottimizzare i consumi di carburante e la carica della batteria utilizzando una delle due funzioni alternative per la gestione della ricarica: funzione SAVE, impedisce che la carica della batteria scenda al di sotto del livello selezionato. Funzione PEO (Predictive Energy Optimisation)che si attiva automaticamente quando viene immessa una destinazione nel sistema di navigazione dell’auto. Utilizzando i dati dell’altitudine per il percorso scelto, PEO alterna in modo intelligente il motore elettrico al motore a benzina per ottimizzare i consumi durante tutto il viaggio.

La batteria ad alta capacità da 13 kW/h, con l’ausilio della frenata rigenerativa, offre all’auto un’autonomia in modalità solo elettrica sufficiente per affrontare la maggior parte dei percorsi urbani con una ricarica completa, azzerando così le emissioni. Questo schema di propulsione è stata integrato perfettamente nel design dell’auto, con il punto di ricarica collocato in posizione discreta nella griglia anteriore, in modo da non compromettere in alcun modo le qualità fuoristradistiche della Range, tanto che la P400e raggiunge i 90 cm di profondità di guado. La batteria può essere ricaricata completamente in 7,5 ore utilizzando il cavo di ricarica domestico fornito di serie, oppure in meno di tre ore, a patto di poter sfruttare un quadro a parete dedicato, una presa industriale da 32 ampere o uno dei punti di ricarica pubblici.
Per una maggiore comodità, l’auto può essere sbrinata durante la fase di ricarica e i viaggi possono iniziare con l’abitacolo precondizionato a una temperatura impostata senza che venga acceso il propulsore.

Range Rover storia, la Classic

La Fifty è il risultato di una lunga evoluzione che, cominciata 50 anni fa, è arrivata sino ai nostri giorni. Questa Range commemorativa è infatti la discendente diretta della prima serie che, nel tentativo di soddisfare la crescente richiesta di vetture a trazione integrale per il tempo libero, fu progettata da quello che, negli anni 60, era il responsabile dello sviluppo dei nuovi veicoli Rover, Charles Spencer “Spen” King. Questi ebbe l’intuizione di combinare il comfort e il piacere di guida di una berlina Rover con le inarrivabili abilità in fuoristrada tipiche della Land Rover.
Annunciata alla stampa specializzata internazionale nel giugno del 1970, la Range Rover, prima 4x4 di lusso, è la creatrice di un nuovo concetto di veicolo nel mercato dell’automobile, quello che oggi definiamo con la sigla Sport Utility Vehicle (SUV), capace di essere a suo agio in un ranch in Texas come sulla corsia di sorpasso di un’autostrada europea.

Motore V8 in alluminio, leggero e potente (156 Cv), sospensioni a molle elicoidali anziché a balestre, trazione integrale permanente unita a un differenziale centrale bloccabile e freni a disco su tutte le ruote perché la prima Range, conosciuta anche come “Classic”, è veloce, tanto da superare agevolmente i 150 km/h e per arrestarla occorre un impianto all’altezza.
Forte di queste caratteristiche, la Range si è rivela sin da subito un successo commerciale straordinario replicato, da li a qualche anno, da altri marchi: Mercedes Classe G, Jeep Cherokee, Mitsubishi Pajero.
Disponibile inizialmente nella sola versione a 2 porte, le sue forme, determinate dall’uso per cui la macchina è stata pensata, sono immediatamente riconoscibili, come quelle di una Mini, di una Porsche 911 o di un Maggiolino.

Il disegno segue la funzionalità, sviluppando uno stile semplice, ingegneristico, con i fianchi piatti e i montanti del tetto sottili per lasciare spazio ad un’ampia finestratura e a una visuale perfetta per chi è a bordo. Nel 1971 un’esemplare viene esposto al Louvre di Parigi come “opera esemplare di design industriale”. Sarà il primo di una lunga serie di riconoscimenti ricevuti. La traversata del Sahara nel 1974, la vittoria nella prima edizione della Parigi-Dakar (1979), il Camel Trophy in Madagascar, risultati che valgono più di qualsiasi pubblicità e che contribuiscono presto a far guadagnare al fuoristrada inglese un’immagine vincente ed esclusiva.

È in quel momento che appare chiaro ai progettisti che il livello di comfort in marcia, come la qualità percepita dei materiali e gli equipaggiamenti, deve essere all’altezza delle esigenze dei clienti, anche perché, contrariamente a quanto si possa immaginare, la prima versione era piuttosto spartana, specie all’interno. Nel 1981 debutta la carrozzeria a 4 porte. L’anno successivo è la volta del cambio automatico, mentre, nel 1985, il motore guadagna il sistema d’iniezione subito prima dell’avvento della motorizzazione Turbodiesel 2400, prodotta dalla italiana VM Motori e celebre per aver battuto numerosi record tra cui quello di velocità massima per un propulsore a gasolio (con una velocità media di 100 miglia orarie mantenuta per più di 24 ore consecutive).

Il 1988 conferma la vocazione al lusso di questo veicolo con la presentazione della versione Vogue SE, dotata di trasmissione automatica a 4 marce, aria condizionata, interni in pelle e tetto apribile elettrico, tutto rigorosamente di serie. È la consacrazione. La Range Rover, la macchina per tutte le stagioni commercializzata anche nel Nord America, con la sua miscela di design, raffinatezza e innovazione, diventa il punto di riferimento per i SUV premium e alternativa inedita alle automobili di segmento superiore.

Non soddisfatti, prima che la Classic lasci il testimone alla seconda generazione, i tecnici inglesi decidono di migliorarla ulteriormente donandole l’impianto antibloccaggio ABS e il sistema di controllo elettronico della trazione (ETC), entrambi una prima assoluta su di un fuoristrada, così come l’impianto di sospensioni pneumatiche elettroniche, la soluzione vincente per una guida raffinata su strada e non.

Seconda e terza generazione (1994-2011)

La prima Range Rover è stata così in anticipo sui tempi da rimanere in produzione per più di 25 anni, vendendo bene per tutto l’arco di tempo della sua carriera.
Quando, nel 1996, l’ultimo esemplare, il numero 317.615, lascia la catena di montaggio, la seconda generazione è già in vendita da 2 anni.
La P38a, come viene chiamata dai tecnici perché sviluppata nell’edificio 38a della fabbrica di Solihull, è chiamata all’arduo compito di migliorare le qualità della sua progenitrice, mantenendone quelle caratteristiche chiave che ne hanno determinato il successo. Il target a cui si rivolge, un pubblico composto da uomini d’affari e professionisti con una propensione agli spazi aperti e al turismo, è ormai ben delineato. Si tratta di persone che preferiscono un veicolo costruito ad hoc piuttosto che uno adattato come potrebbe essere una berlina a trazione integrale. Un pubblico esigente e come avrebbero dimostrato alcune ricerche di mercato, poco incline ad un cambiamento radicale nel design degli esterni. Una sfida impegnativa affrontata con nuovi motori, fra cui un diesel BMW con prestazioni notevolmente migliorate rispetto alla motorizzazione a gasolio precedente, e un ulteriore sviluppo delle sospensioni regolabili che avevano debuttato al crepuscolo della vita della Classic.
Il grande salto avviene con la versione successiva, la terza serie. Lanciata nel 2001, la Range 3, nome in codice L322, pianificata e sviluppata interamente durante la proprietà BMW di cui sfrutta numerose componenti, alza di molto l’asticella per quanto concerne le doti stradali, le capacità nel fuoristrada, comfort e finiture, tanto da essere definita, dall’amministratore delegato di allora, Bob Dover, uno dei veicoli più versatili al mondo. Decisa a conquistare quote di mercato fino a quel momento inesplorate, in primis gli acquirenti delle berline di lusso, taglierà il traguardo delle 500.000 Range prodotte, mantenendo gli spunti tipici del design Range Rover, pur crescendo nelle dimensioni.

Per gli interni, rifinitissimi, si è fatto grande ricorso a pelle e radica, ispirandosi come riferimento al mondo della nautica e al design degli yacht. Il risultato è uno degli abitacoli più lussuosi visti fino a quel momento. La trasmissione manuale viene abbandonata per lasciare spazio al solo cambio automatico. Al posto del telaio a longheroni e traverse ora c’è una struttura monoscocca e le sospensioni sono a ruote indipendenti con molle pneumatiche interconnesse anziché ad assali rigidi come le dirette concorrenti. Tecnologicamente parlando, debuttano per la prima volta sistemi di ausilio alla guida come il controllo dinamico della stabilità, altrimenti noto come ESP, il mantenimento automatico della velocità desiderata durante le discese, anche su fondi sconnessi o a bassa aderenza (“Hill Descent Control”) e il “Terrain Response” che adegua motore, trasmissione, sospensioni e trazione, configurandoli per ottimizzarne le prestazioni a seconda del terreno che ci si trova ad affrontare (questi ultimi due, entrambi brevettati Land Rover).

Range Rover oggi, una grande famiglia

Il resto è storia dei nostri giorni. Capace di sedurre famiglie reali come politici, rockstar e calciatori, uomini di affari e personaggi dello spettacolo, dopo trent’anni trascorsi ai vertici del settore SUV di lusso, l’offerta Range Rover è cresciuta diventando una famiglia di veicoli. Nel 2005 l’arrivo della Sport (che nel 2013 registrerà il record, per i SUV di larga produzione, alla mitologica scalata del Pikes Peak) ha combinato il lusso e le capacità della sorella più grande a un carattere di guida più sportivo e coinvolgente. Nel 2010 è stata la volta della Evoque, pensata per una clientela più giovane e urbana, che con il suo design moderno e innovativo svelava quelli che sarebbero stati i tratti stilistici per le Range del decennio a venire. Nel 2017 la dinastia è cresciuta ancora con il lancio della Range Rover Velar. Posizionata fra la Sport e la Evoque, prende il nome dai primi prototipi della Range Classic, ampliando ulteriormente l’offerta del marchio con un design decisamente filante e una gran dote di tecnologia ed elettronica.

Al vertice della produzione attuale la Range Rover L405, con sistema Terrain Response aggiornato alla seconda versione, avanzati sistemi di ausilio alla guida, un’eccelsa finitura di interni ed esterni e numerose migliorie generali apportate rispetto al passato. L’obiettivo è fronteggiare la concorrenza dei numerosi fuoristrada immessi in commercio dalle diverse case automobilistiche di prestigio. Motorizzazioni elettrificate, che utilizzano tecnologie di ultima generazione, e l’adozione del turbocompressore Twin Scroll, ideato per mantenere separati i flussi pulsanti provenienti dal motore, massimizzando le prestazioni e riducendo l’effetto turbo-lag. Tradotto vuole dire eccezionali livelli di efficienza e prestazioni e rispetto per le più stringenti normative mondiali sulle emissioni.