Prodi: “Manovra buona solo per fini elettorali, l’Italia rischia una deviazione illiberale”

Intervistato dal Corriere, Romano Prodi critica il Def partorito dal governo: “Una manovra che ha effetti solo nell’immediato, utile per le elezioni europee”.

Prodi: “Manovra buona solo per fini elettorali, l'Italia rischia una deviazione illiberale”

Chi ha il sedere basso non può fare la danza classica. E in questo momento noi lo abbiamo bassissimo”. Si affida a questo detto napoletano Romano Prodi per commentare il Def partorito dal governo Conte, ora finalmente inviato alle Camere dopo una settimana di sosta ai box di via XX Settembre.

La bocciatura da parte del professore è in sostanza totale: per come è stata impostata, questa Manovra appare utile solo per le prossime elezioni europee, con l’Italia che secondo Prodi al momento starebbe correndo il rischio di diventare una democrazia illiberale.

Prodi critico sul Def

Come era facile da aspettarsi, è negativo il giudizio di Romano Prodi in merito alla nota di aggiornamento al Def, con la bocciatura dell’ex premier che si estende in toto anche all’operato del governo Lega Movimento 5 Stelle.

Intervistato dal Corriere della Sera, il professore e padre dell’Ulivo ha descritto il testo come astuto e buono solo per l’immediato, ma che potrebbe avere delle conseguenze concrete fortemente negative.

Bisogna vedere come finisce. Mi ha colpito il messaggio che è arrivato all’inizio, molto astuto per la politica interna e fortemente negativo per le sue conseguenze concrete. Messaggio seguito da una lunga serie di aggiustamenti successivi che hanno dato un chiaro senso di non padronanza dei numeri. L’idea che i numeri fossero fuori controllo. Io mi aspettavo un 2 senza virgola, ma non sono certo stato colpito dal 2,4.[...] Mi è sembrata invece una inutile provocazione di Lega e 5 Stelle il deficit di 2,4% per tre anni, annunciato in prima battuta. Per questo ho parlato di un voluto messaggio provocatorio che hanno poi dovuto correggere. L’aspetto peggiore è che sono stati trattati come un residuo gli investimenti, per i quali ancora oggi non sappiamo da dove verranno le risorse. Questa è una manovra a breve.

In sostanza secondo Prodi nel delineare questo Def i due partiti della maggioranza, Lega e Movimento 5 Stelle, hanno cercato di ottenere subito un immediato consenso anche in ottica delle elezioni europee che si terranno a maggio.

Proprio in ottica del delicato voto europeo, alla domanda se l’Italia rischia di diventare una democrazia illiberale così come viene definita l’Ungheria di Orban, l’ex premier non ha nascosto le sue preoccupazioni a riguardo.

È un rischio che corriamo. Ci troviamo infatti nel caso in cui chi ha avuto il mandato popolare pensa di avere diritto a fare o a dire qualunque cosa. Come se l’elezione portasse in dote la proprietà del Paese. È una deviazione non solo italiana. Penso alla Polonia e all’Ungheria, così vicina al cuore di Salvini. Penso alla scena dei ministri grillini affacciati al balcone di Palazzo Chigi.

Quanto alle questioni inerenti a un Partito Democratico sempre più in difficoltà, Romano Prodi ha ribadito ancora una volta che soltanto con una coalizione ampia si può creare una forza riformista. Ulivo docet.

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