Libano, a Beirut un attentato? Israele e Hezbollah negano ma Trump ha sospetti

La terribile esplosione al porto di Beirut ha provocato finora oltre 100 morti: Israele ha negato ogni convolgimento offrendo aiuti umanitari al Libano e Hezbollah ha escluso che la colpa sia stata di un missile, ma per Trump il tutto sembrerebbe un terribile attentato.

Libano, a Beirut un attentato? Israele e Hezbollah negano ma Trump ha sospetti

Si aggrava il bilancio della terribile esplosione avvenuta nel porto di Beirut, con i morti che al momento sarebbero oltre 100 e i feriti circa 4.000 tra cui anche un militare italiano di stanza in Libano per l’Operazione Leonte.

Dalla prima ricostruzione fatta dalle autorità libanesi, le due deflagrazioni i cui video stanno impressionando il mondo intero per la potenza dell’onda d’urto sprigionata, sarebbero scaturite dall’incendio divampato in un magazzino situato nella zona del porto dove, da diversi anni, erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio.

Se si è trattato di un attentato o di un tragico incidente ancora non è dato sapersi. Israele offrendo subito aiuti umanitari al Libano ha negato ogni coinvolgimento, mentre Hezbollah ha escluso che possa essere stato un missile a scatenare l’inferno.

Chi invece ha subito messo l’accento sulla possibilità di qualcosa di premeditato è Donald Trump, con il tycoon che ha sottolineato come “le esplosioni a Beirut assomigliano a un terribile attentato, dirigenti militari Usa pensano a un attacco: a una bomba di qualche tipo”.

Libano: le esplosioni al porto di Beirut

Mentre i soccorritori sono ancora a lavoro tra le macerie, l’ultimo bollettino diramato dalla Croce Rossa sembrerebbe destinato tristemente a salire, in parallelo sono subito partite le indagini da parte delle autorità libanesi per capire cosa è successo al porto di Beirut.

Al momento tutti i sospetti sono verso le 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, un composto chimico solitamente utilizzato come fertilizzante ma anche come esplosivo, che dopo essere state sequestrate alcuni anni fa erano stoccate in un magazzino vicino al porto.

Oltre all’allarme lanciato per la possibile presenza di sostanze tossiche nell’aria, resta da capire cosa possa aver innescato queste tremende deflagrazioni che hanno devastato la zona portuale di Beirut.

La prima ipotesi fatta è quella di una esplosione accidentale partita da una nave che trasportava dei fuochi d’artificio, coinvolgendo poi come a effetto domino il magazzino dove era stoccato il nitrato di ammonio.

Trump parla di attentato

Per Donald Trump invece quello che è avvenuto a Beirut avrebbe tutte le sembianze di un attentato, anche se finora nessuno ha rivendicato il possibile attacco. Di certo in Libano la situazione negli ultimi tempi è tutt’altro che tranquilla.

Da tempo nel Paese sono in corso forti proteste popolari a causa di una feroce crisi economica che sta attanagliando il Paese, ora aggravata anche dall’emergenza coronavirus che non ha risparmiato il Libano.

Negli ultimi tempi sono aumentate anche le tensioni tra Hezbollah e Israele, che subito si sono tirate indietro rispetto a quanto accaduto ma che da giorni si stanno affrontando a colpi di artiglieria.

Questa catastrofe non passerà senza colpevoli, i responsabili pagheranno un prezzo” ha dichiarato in diretta TV il primo ministro Hassan Diab, mentre ci sarebbero morti e feriti anche tra alcuni dei principali esponenti politici del Paese.

Una delle esplosioni infatti sarebbe avvenuta nei pressi dell’abitazione dell’ex primo ministro Saad Hariri, risultato poi illeso, che proprio in quel momento stava tenendo un incontro con alcuni vertici militari.

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