Chi è Kim Jong-un? Biografia, idee e strategie del leader della Corea del Nord

Chi è Kim Jong-un: biografia, idee e strategie del leader della Corea del Nord che sta tenendo tutto il mondo col fiato sospeso per l’ipotesi di una guerra nucleare contro gli Usa.

Chi è Kim Jong-un? Biografia, idee politiche e strategie del leader della Corea del Nord, che sta tenendo tutto il mondo con il fiato sospeso per la grande crisi in atto con gli Stati Uniti, tanto da far temere lo scoppio di una sorta di Terza Guerra Mondiale.

Difficile trovare al mondo in questo momento figure più controverse di Kim Jong-un. Quello che è il più giovane presidente di una nazione al mondo, ma di fatti è da considerarsi un dittatore totalitario a tutti gli effetti, non sembrerebbe essere intenzionato a fare marcia indietro nella sua disputa con Donald Trump.

Una crisi crescente che ha portato la Corea del Nord e gli Stati Uniti quasi sull’orlo di una guerra nucleare, visto la dotazione di armi atomiche che si starebbero concentrando nella zona.

Ma chi è veramente Kim Jong-un? Cerchiamo di scoprire qualcosa in più su questo pericoloso leader nordcoreano, spesso canzonato per il suo aspetto fisico ma che nonostante questo incute timore al mondo intero.

Chi è Kim Jong-un? Biografia e ascesa al potere

Kim Jong-un nasce a Pyongyang nel gennaio del 1984. Terzo di tre figli, anche se pare abbia anche due sorelle, nonostante sia il più piccolo degli eredi di Kim Jong-il nel 2011 dopo la morte del padre viene nominato come guida suprema della Corea del Nord a soli 27 anni.

Sotto falsa identità, Kim Jong-un ha compiuto i suoi studi presso la Scuola Internazionale di Berna, tanto da parlare correttamente oltre al coreano anche l’inglese, il francese e il tedesco.

Gli studi fatti in Svizzera hanno fatto apprezzare al leader nordcoreano uno stile di vita lussuoso, anche se questo in teoria sarebbe in piena opposizione al ferreo regime di stampo comunista che vige a Pyongyang.

Per il resto poco altro si conosce per quanto riguarda la vita privata del dittatore, tranne che sia un grande appassionato di basket, che ha conseguito due lauree in patria e che dovrebbe aver avuto una figlia.

Inizialmente sembrava essere il primogenito Kim Jong-nam il designato a dover succedere a Kim Jong-il alla guida della Corea del Nord dopo la sua morte. Uno scandalo riguardante dei visti in Giappone però mise fuori gioco il più grande dei tre figli, con Kim Jong-un che così venne avviato appena tornato in patria alla successione.

Il giorno dopo la morte del padre avvenuta il 17 dicembre del 2011, la televisione nordcoreana annuncia che sarà Kim Jong-un la nuova guida suprema del paese, invitando tutta la nazione a glorificare il suo nome e la sua persona.

Chi è Kim Jong-un? Le idee politiche e le strategie economiche

Per capire meglio chi è Kim Jong-un è necessario fare un breve riassunto di quella che è la storia della Corea del Nord, che in precedenza è stata governata dal nonno prima e dal padre poi dell’attuale guida suprema.

Nella prima parte dello scorso secolo, la Corea era sotto il dominio del Giappone con Kim-II-Sung, nonno dell’attuale leader, che faceva parte di un gruppo di resistenza di stampo comunista costretto a fuggire in Cina.

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, Kim-II-Sung fu addestrato assieme ai suoi compagni in alcuni campi dell’allora Unione Sovietica, per esser messo poi a capo del Partito Comunista Coreano dopo la sconfitta del Giappone nel conflitto bellico.

La situazione al termine della guerra quindi vedeva la Corea divisa in due, con al Nord un regime comunista guidato da Kim-II-Sung, mentre al Sud vigeva un governo liberale supportato dagli Stati Uniti.

Nel 1950 il leader comunista decise di attaccare i propri cugini del Sud, riuscendo anche a conquistare in breve tempo la capitale Seul. Prese il via così quella che è stata poi chiamata la Guerra di Corea.

Le Nazioni Unite intervennero subito a sostegno della Corea del Sud con a capo gli Stati Uniti, riuscendo a liberare Seul e a spingersi fino a conquistare a loro volta Pyongyang costringendo Kim-II-Sung a fuggire in Cina.

Pechino allora decise di intervenire a sua volta contro l’esercito delle Nazioni Unite capeggiato dagli Stati Uniti, fino all’armistizio del 1953 che scaturì nell’attuale divisione delle due coree, con Kim-II-Sung che così tornò al potere.

Il suo governo fu di stampo sovietico dopo un progressivo allontanamento dalla Cina, con una economia pianificata basata su piani quinquennali. La riforma della Costituzione del 1970 poi spianò la strada ad una discendenza dinastica al potere della nazione.

A Kim-II-Sung di fatti successe il figlio Kim Jong-il che regnò sulla Corea del Nord dal 1994 fino alla sua morte nel 2011, rafforzando la politica degli armamenti e tornando ad essere più vicino alla Cina vista anche la caduta dell’URSS.

Negli anni ‘90 la Corea del Nord fu colpita da alcune gravi carestie agricole, che di fatti misero in ginocchio la nazione. Questo costrinse Kim-II-Sung a chiedere aiuti commerciali alla Cina, oltre che a puntare tutto sul rafforzamento militare per far in qualche modo girare l’economia di Pyangyang.

L’avvento nel 2011 di Kim Jong-un al potere ha cambiato diverse cose in Corea del Nord. In generale, c’è stata una decisa crescita economica per il paese oltre che un miglioramento delle condizioni di vita per i nordcoreani.

Kim Jong-un ha aperto all’esistenza di una sorta di aziende private tollerate dallo Stato, che hanno creato anche una casta di nuovi ricchi e aumentato il Pil del paese.

Anche la riforma agraria ha migliorato l’agricoltura, tanto che la Corea del Nord al momento può considerarsi quasi autonoma per quanto riguarda il fabbisogno alimentare.

I problemi a Pyongyang comunque rimangono tanti e non sono di poco conto. Oltre alle condizioni di vita generali non molto elevate, attualmente quello di Kim Jong-un è un regime totalitario, basato oltre che sul terrore anche sul culto della persona.

La crisi con Donald Trump

Se dal punto di vista economico Kim Jong-un ha comunque portato miglioramenti alla Corea del Nord, questo discorso purtroppo può essere fatto anche per quanto riguarda il discorso militare.

Pyongyang ha da tempo portato al termine un programma nucleare, realizzando nel 2016 due test atomici. Sempre lo scorso anno, sono stati 30 i missili lanciati verso le coste del Giappone.

Anche nel 2017 la musica non è cambiata, ma queste continue provocazioni non sono piaciute al nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha più volte dichiarato come la pazienza americana sia da tempo finita.

La presenza militare statunitense in Corea del Sud è da sempre molto numerosa, ma oltre alle truppe negli ultimi giorni Trump ha inviato nella zona anche un sommergibile e la portaerei Carl Vinson.

Kim Jong-un dal canto suo ha dichiarato di essere pronto a reagire in qualsiasi modo ad un attacco americano, tanto da ricordare più volte come Pyongyang sia dotata di missili capaci di raggiungere anche direttamente gli Stati Uniti.

Il livello di tensione quindi tra i due paesi è al massimo, con la Cina che sta cercando di mediare per evitare che la situazione possa degenerare, per cercare di evitare un conflitto che potrebbe avere conseguenze anche catastrofiche.

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