Ecobonus e ristrutturazioni edilizie 2014: 4 cose da sapere per sfruttare al meglio gli incentivi fiscali

Ecobonus e ristrutturazioni edilizie, c’è tempo fino al 31 dicembre 2014 per godere degli incentivi fiscali; nell’attesa che vengano confermate le agevolazioni anche per il 2015, ecco 4 cose da sapere prima di iniziare con i lavori per rimettere a posto la propria casa.

Ecobonus e ristrutturazioni edilizie 2014, nell’attesa che gli incentivi fiscali vengano confermati anche nel 2015, è corsa contro il tempo per sfruttare al meglio le agevolazioni, in scadenza il 31 dicembre di quest’anno. Ma cosa è opportuno sapere prima di procedere con i lavori? Ecco 4 fattori da tenere in considerazione.

Il professionista al quale rivolgersi e il progetto

Prima di rimettere a posto la propria casa è necessario procedere con la redazione di un progetto dettagliato, effettuato da un professionista abilitato e iscritto al relativo ordine (geometra, architetto o ingegnere). Il progetto si compone di tre parti: progetto preliminare, progetto definitivo e progetto esecutivo con computo metrico estimativo (ovvero la quantificazione dei costi necessari, comprensivi di manodopera a materiali).

Le necessarie certificazioni

Il professionista dovrà inoltre premurarsi di presentare al Comune di competenza la denuncia di inizio attività (Dia) e/o la segnalazione certificata di inizio attività (Scia). Quest’ultima, infatti, è stata introdotta con la legge 122 del 2010 e accompagna (in certi casi sostituisce) la Dia. Una volta presentata, è prevista un’attesa di 30 giorni prima di poter iniziare i lavori: se in questo lasso di tempo l’ufficio tecnico non muove obiezioni vale la regola del silenzio-assenso. In ogni caso, dopo l’approvazione della relazione tecnica e la valutazione dei diversi preventivi, dovranno essere presi in considerazione anche gli eventuali lavori di demolizione e il successivo trasporto presso la discarica comunale delle macerie.

Occhio all’impiantistica

Fondamentale, inoltre, la predisposizione degli impianti: idraulico ed elettrico, con le relative tracce a pavimento e nelle pareti, con l’installazione dei necessari tubi e cavi. Solo successivamente, infatti, si può passare alle opere murarie, alla posa dei pavimenti e all’eventuale inserimento di nuove finestre.

E’ il momento di rinnovare il bagno?

Il bagno è la zona della casa più soggetta a usura, per via dell’uso frequente e dall’incidenza di vapore, calore e acqua. Non sempre per sistemarlo è necessaria la certificazione Dia (o Scia). In particolare, quest’ultima è necessaria solo quando l’intervento da realizzare necessita lo spostamento di muri o radicali cambiamenti nel ripristino degli impianti. I costi, da questo punto di vista, sono molto variabili a seconda del tipo di impianto idraulico, rubinetterie, sanitari ed eventuali mobili. Gli esperti, in linea di massima, stimano che per un bagno di dimensioni standard il rifacimento completo possa costare tra i 5 mila e i 7 mila euro.

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