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Di Maio esce allo scoperto: “Pronto a candidarmi premier se gli iscritti lo vorranno”

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Di Maio esce allo scoperto: “Pronto a candidarmi premier se gli iscritti lo vorranno”

Luigi Di Maio rompe gli indugi e si dice pronto a ricoprire il ruolo di candidato premier del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche.

Luigi Di Maio esce allo scoperto e dichiara, in caso che gli attivisti certificati lo vorranno, di essere pronto a essere il candidato premier del Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche nel 2018.

Intervistato dai giornalisti Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto sulle frequenze di Radio Capital all’interno del programma Circo Massimo, Di Maio infatti per la prima volta ha parlato apertamente di un suo futuro come candidato premier.

Il prossimo 24 settembre quindi, giorno in cui si terranno le primarie online del Movimento 5 Stelle, potrebbe esserci l’incoronazione del vice Presidente della Camera, visto che i sondaggi parlano di un plebiscito in favore di Di Maio.

L’obiettivo quindi ora per il giovane deputato è quello di raggiungere il 40% alle elezioni politiche, anche se prima per il Movimento 5 Stelle sarà importante vincere anche nel voto in Sicilia, dove però la notizia dell’ultim’ora è quella della sospensione da parte di un giudice delle primarie che hanno decretato come candidato Giancarlo Cancelleri.

Di Maio candidato premier

A meno di due settimane dalle primarie online, ecco che Luigi Di Maio si dice essere pronto a ricoprire il ruolo di il candidato premier del Movimento 5 Stelle, in queste elezioni politiche che si annunciano essere le più equilibrate di sempre nel nostro paese.

Se i nostri iscritti vorranno indicarmi come candidato premier io ci sarò, non sarà un’incoronazione, noi dal giorno dopo non vediamo l’ora di cominciare a presentare il nostro programma al paese. Prima delle elezioni politiche vogliamo far conoscere agli italiani tutti i nostri candidati ministri, non faremo votare M5S a scatola chiusa.

Per la prima volta quindi Di Maio conferma la propria disponibilità a guidare i 5 Stelle in questa scalata verso Palazzo Chigi, annunciando anche che dal 25 settembre in poi subito il Movimento si metterà a lavoro per delineare quella che potrebbe essere la squadra di governo.

Per nulla al mondo infatti i pentastellati vogliono rivivere una situazione simile a quella andata in scena a Roma, con tutte le polemiche e i tempi lunghi per delineare la Giunta della sindaca Virginia Raggi.

Vista la disponibilità nel candidarsi come aspirante premier, Luigi Di Maio ha anche tracciato quella che dovrebbe essere la road map del Movimento 5 Stelle per riuscire a vincere le prossime elezioni politiche e governare così il paese.

L’obiettivo è raggiungere il 40%, nel 2013 nessuno pensava che diventassimo la prima forza politica del paese e poi è avvenuto, poi non mi prendo il merito del referendum, ma tutto è possibile ed io ci credo tanto. Se non avessimo la maggioranza assoluta ci presenteremo alle camere non per fare accordi o alleanze ma per dire alle forze politiche: dateci la possibilità di partire. Chi dà la fiducia non deve aspettarsi in cambio posti politici o giochetti.

Per il momento quindi Di Maio conferma il mantra pentastellato: nessuna alleanza con altre forze politiche anche post voto. Le alternative descritte però dal deputato grillino al momento non potrebbero essere così praticabili.

La strategia di Di Maio

Come deve essere per ogni buon politico, anche Luigi Di Maio parlando del futuro si dimostra ottimista e fiducioso. Il Movimento 5 Stelle senza dubbio negli ultimi anni ha compiuto una sorta di impresa, riuscendo partendo da un blog dieci anni fa ad affermarsi come forza politica capace di ambire a governare il paese.

Gli ultimi sondaggi politici parlano di un Movimento 5 Stelle primo partito in Italia, anche se in lieve flessione. Se consideriamo però le potenziali liste che ci saranno alle prossime elezioni, il centrodestra unito sarebbe davanti a tutti.

Se dovesse essere lui il candidato premier, Di Maio avrebbe bisogno quindi di una campagna elettorale aggressiva per staccare i due avversari: il Partito Democratico e il centrodestra.

Una mano in quest’ottica potrebbe arrivare dalle elezioni in Sicilia. “Se vinciamo le Regionali sarà un segnale per le altre Regioni per andare al governo del paese” è il pensiero di Di Maio su come potrebbero mutare gli equilibri politici in Italia nelle prossime settimane.

Vincere in Sicilia senza dubbio darebbe una bella spinta alla campagna elettorale dei grillini, ma ciò non potrebbe bastare a raggiungere l’agognato 40% del premio di maggioranza previsto dalla attuale legge elettorale.

Per Di Maio e il Movimento 5 Stelle di conseguenza potrebbe essere necessario stringere alleanze post voto se si vuole governare, visto che è assai improbabile che forze ostili come il Partito Democratico e Forza Italia possano dare “fiducia” a un possibile esecutivo pentastellato.

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