Wall Street: si teme ancora la recessione

Crollo del mercato americano: ipotesi sempre più vicina, analisti preoccupati per impatto globale

Wall Street: si teme ancora la recessione

Il crollo del mercato azionario USA potrebbe essere imminente, con un calo dei prezzi delle azioni americane fino al 50%.
Questo provocherebbe una recessione globale, senza possibilità di prevedere il quando.

Da mesi ormai gli analisti della finanza parlano di probabile crisi del mercato americano e di uno scenario davvero poco rassicurante. Secondo gli esperti è solo questione di tempo, ma ciò avverrà inevitabilmente.
A sposare tale tesi anche Ron Paul repubblicano, ex membro del Congresso USA, fondatore dell’organizzazione ’The Ron Paul Institute for Peace & Prosperity’.

Crollo del mercato americano, per Ron Paul sarà disastroso

Spesso il politico statunitense ha evidenziato il tema dell’instabilità dei mercati finanziari e il possibile impatto della politica monetaria su di essi. Dopo qualche mese di silenzio è tornato a parlare dell’argomento, ribadendo le sue convinzioni in unam recente intervista.

Secondo l’esponente repubblicano il recente “tonfo” dei titoli del tesoro sarebbe un indicatore della recessione che gli USA si troveranno ad affrontare.

“Ci stiamo avvicinando terribilmente. Sarei sorpreso se non trovassi tutti d’accordo rispetto a quello che sto dicendo”.

ha dichiarato alla CNBC, proprio nelle stesse ore in cui l’andamento del titolo del Tesoro a 10 anni sta intensificando paure e inflazione.

“Avremo la più grande bolla nella storia dell’umanità”.

Ron Paul ne è certo: il crollo del mercato americano potrebbe esserci già a partire dal prossimo anno.

Secondo l’ex membro del Congresso repubblicano del Texas, il recente balzo dei rendimenti dei titoli del Tesoro suggerisce che gli Stati Uniti stanno precipitando verso una potenziale recessione e verso il tracollo a un ritmo sempre più veloce.

E non vede alcun modo per impedirlo. Questa ipotesi, dice ancora:

“può essere convalidata osservando la storia monetaria; quando si gonfia la valuta, si distorcono i tassi di interesse e si vive oltre i propri mezzi e si spende troppo, ci deve essere un aggiustamento”,

ha affermato.

Paul ha anche ammesso che le sue precedenti previsioni di una imminente recessione non si sono realizzate. Eppure, è certo che si tratta soltanto di una questione di tempo.

“So che succederà. Verrà, e la bolla è più grande che mai.”

Da sempre attento ai flussi finanziari, fu lui a predire la correzione nel mese di febbraio, ma non nei termini e nella portata.

Il crollo del mercato è stato confermato anche in una previsione di Mark Newton, ex Chief Technical Analyst di Greywolf Capital che parla di un picco già a partire dalla primavera del 2019 o, al più tardi, entro il 2020.

“Tecnicamente sono iniziati i segnali di allarme, per quanto riguarda la divergenza negativa di momentum, apparsi prima del culmine della maggior parte dei principali mercati, inclusi il 2000 e il 2007.”

Il pronostico è lo stesso di quello offerto dal professor Robert Aliber, economista americano della Booth School of Business della University of Chicago che, attraverso una comparazione con le precedenti crisi bancarie, ha previsto il picco dei prezzi delle azioni USA dal 40 al 50%.

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