Anche il voto in Italia sorride a Putin, si allarga il fronte anti-Europa?

Il voto in Italia è stato anche un chiaro segnale di insofferenza verso le politiche di Bruxelles, il tutto a vantaggio dei progetti di Vladimir Putin.

Anche il voto in Italia sorride a Putin, si allarga il fronte anti-Europa?

Mancano pochi giorni alle elezioni presidenziali in Russia ma i pensieri di Vladimir Putin, sicuro di un largo successo in patria nel voto di domenica, sono costantemente rivolti a quello che succede all’estero.

I risultati delle elezioni in Italia dello scorso 4 marzo infatti avranno di sicuro fatto piacere al leader russo, con l’exploit di partiti critici verso l’Europa come Movimento 5 Stelle e Lega che in qualche modo rafforza il fronte anti-Bruxelles sponsorizzato proprio da Putin.

I piani di Putin

Le elezioni di domenica 18 marzo in Russia sembrerebbero essere, alla luce dei sondaggi, una mera formalità per Vladimir Putin. Il Presidente russo infatti viene dato vicino al 70% dei consensi, ben oltre quindi la soglia della maggioranza assoluta.

In patria però le cose non vanno così bene come si potrebbe pensare. Dopo una forte incremento dell’economia russa nei primi anni del nuovo millennio, il Pil di Mosca non riesce più a crescere come ipotizzato.

Una situazione di stallo dovuta in parte anche alle sanzioni che sono state imposte nei confronti della Russia nel 2014. Una decisione questa che è arrivata dopo l’annessione della Crimea e lo scoppio del conflitto con l’Ucraina.

Da allora Vladimir Putin ha iniziato un fitto lavoro di politica internazionale volto ad aumentare sempre più il fronte dei contrari alle sanzioni verso Mosca. Più in generale, il leader russo ha cercato di creare una crepa nei paesi dell’Unione nella speranza di spingere sempre più nazioni a guardare verso il Cremlino invece che a Bruxelles.

Le conferme elettorali di Viktor Orban in Ungheria e di Milos Zeman in Repubblica Ceca, oltre alle vittorie di Sebastian Kurz in Austria e Rumen Radev in Bulgaria, hanno senza dubbio portato acqua al mulino di Putin.

Se poi ci sommiamo anche la Brexit, l’elezione di Aleksandar Vucic in Serbia e la discussa vittoria di Donald Trump negli Stati Uniti, le buone notizie per Mosca sembrerebbero essere state molte anche se poi in Francia, Olanda e in Germania, non è riuscita la spallata.

Le elezioni in Italia quindi sono state molto importanti anche alla luce di questi equilibri internazionali. Anche se ancora da noi non è stato formato nessun governo, il voto del 4 marzo è stato un netto successo per i partiti maggiormente critici verso Bruxelles.

La situazione in Italia

Dalle urne nostrane è uscito fuori un dato molto chiaro: per i partiti più europeisti è stata una forte debacle, tanto che un italiano su due alle elezioni politiche ha votato per il Movimento 5 Stelle o per la Lega.

Due partiti questi da sempre dati molto vicini alle posizioni di Putin specie il carroccio. Matteo Salvini infatti non ha mai nascosto la sua forte contrarietà alle sanzioni imposte dalla comunità internazionale nei confronti della Russia.

Anche se non si parla più di un’uscita dell’Italia dall’Unione né tantomeno di un Referendum a riguardo, senza dubbio un governo targato Lega oppure 5 Stelle potrebbe ingrossare di molto le fila dei paesi scontenti verso Bruxelles.

La visita di Giorgia Meloni in Ungheria con tanto di selfie con il premier Viktor Orban è un chiaro segnale su come potrebbe cambiare la politica estera nostrana. Tutta musica questa per le orecchie di Putin, che così facendo potrebbe avere come amico uno dei paesi più importanti all’interno dell’Unione.

Non è un caso a riguardo che il Presidente Sergio Mattarella starebbe spingendo per avere al governo assieme ai 5 Stelle il Partito Democratico che, essendo fortemente europeista, potrebbe così bilanciare l’asse dell’esecutivo.

Vedremo dunque come si andrà a evolvere la situazione in Italia e in Europa anche se, al momento, la partita più importante a livello internazionale si sta giocando in Siria dove l’escalation militare seguita alla caduta dello Stato Islamico spaventa sempre di più.

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