Voli UE, stop al supplemento bambini. Cosa succede ai prezzi con le nuove regole?

Emanuela Ceccarelli

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Riforma UE sui voli: stop ai supplementi per i posti dei bambini sotto i 14 anni e trasparenza sui bagagli. Ecco come cambiano i prezzi dei biglietti aerei.

Voli UE, stop al supplemento bambini. Cosa succede ai prezzi con le nuove regole?

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Dopo tredici anni di stallo e trattative estenuanti, Parlamento e Consiglio europeo hanno finalmente trovato un accordo sul nuovo regolamento dei diritti dei passeggeri aerei. Tra le novità che interessano maggiormente i nuclei familiari c’è lo stop ai costi nascosti per i viaggiatori più piccoli. Le compagnie aeree non potranno più chiedere un supplemento per assegnare a un bambino di età inferiore a quattordici anni un posto adiacente a quello dell’adulto che lo accompagna.

Una tutela estesa anche a donne in gravidanza e persone con disabilità, che sulla carta promette di azzerare i costi extra per i nuclei familiari. Ma nei cieli europei i pasti gratis non esistono e la domanda sorge spontanea: cosa succederà davvero ai prezzi dei biglietti quando le nuove regole entreranno in vigore? Per poter capire il reale impatto tariffario di questa riforma, attesa per il voto finale a metà luglio 2026 e verosimilmente operativa dalla seconda metà del 2027, è necessario smontare il modello di business delle compagnie low cost. Per anni, infatti, compagnie come Wizz Air o Ryanair hanno basato i loro profitti sul cosiddetto unbundling: vendere un biglietto base a un prezzo stracciato per poi monetizzare sui singoli servizi aggiuntivi, dalla scelta del posto al bagaglio a mano.

Fine del supplemento bambino, ma a quale prezzo?

L’assegnazione del posto accanto ai figli era diventata una tassa occulta per le famiglie, costrette a pagare per non vedere il proprio bambino di cinque anni seduto a dieci file di distanza. Tuttavia, nonostante l’Unione Europea si sia esposta per eliminare questo supplemento, è lecito pensare che le compagnie aeree non rinunceranno a quel margine di profitto, ma lo spalmeranno altrove.

Il rischio concreto, dunque, è un aumento generalizzato della tariffa base per tutti i passeggeri o una rimodulazione dei pacchetti tariffari dedicati alle famiglie. Se l’algoritmo non può più speculare sul ricongiungimento familiare al momento del check-in, recupererà quel valore gonfiando il prezzo di partenza del biglietto. Il vero paradosso è che a finanziare il posto gratuito dei bambini potrebbero essere i passeggeri single o chi viaggia per affari, che vedranno lievitare il costo del proprio volo per compensare i mancati introiti dei supplementi familiari.

La compensazione forzata: il trolley resta a pagamento

A confermare che le compagnie aeree non hanno intenzione di rivedere il sistema di unbundling è l’esito del compromesso europeo sui bagagli a mano. Chi sperava nella gratuità del trolley in cappelliera rimarrà deluso: le nuove regole impongono la gratuità solo per un effetto personale di piccole dimensioni da posizionare sotto il sedile. Il trolley da stivare sopra la testa resterà a pagamento. Su questo fronte, l’Europa ha scelto la via della trasparenza tariffaria, obbligando i motori di ricerca e i vettori a mostrare il prezzo comprensivo di bagaglio fin dalla prima schermata, evitando brutte sorprese alla fine del pagamento.

La pressione sui prezzi, tuttavia, non deriverà soltanto dallo stop ai supplementi per i minori, ma dall’impatto economico globale delle nuove regole UE per i voli, che introducono tutele stringenti quali:

  • L’assegnazione gratuita dei posti vicini per le famiglie;
  • Il consolidamento del diritto al risarcimento per voli che arrivano a destinazione con oltre tre ore di ritardo;
  • L’introduzione del rimborso per la riprotezione autonoma in caso di disservizi;
  • Il mantenimento del trolley a pagamento ma con obbligo di trasparenza tariffaria immediata;
  • La cancellazione della clausola no-show (nota: la regola che annullava il ritorno se si perdeva l’andata);
  • L’adozione di procedure di reclamo semplificate;
  • Abolizione delle penali per la correzione di semplici errori di ortografia nei nomi sui biglietti o per stampare la carta d’imbarco in aeroporto.

Con questi presupposti, è possibile supporre che ogni singola spesa legata alla gestione dei nuovi diritti dei viaggiatori verrà scaricata direttamente sulla tariffa base, decretando la fine definitiva dell’era dei voli a prezzi stracciati. Volare in Europa con la famiglia diventerà un’esperienza più civile, meno stressante e priva di odiosi balzelli dell’ultimo minuto, ma la comodità si pagherà alla cassa al momento del primo clic.

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