Verbali BCE: tassi di interesse rubano la scena

I verbali BCE fanno emergere la volontà di mantenere i tassi fermi “per tutto il tempo necessario”. Ecco le discussioni interne al Board. Il punto

Verbali BCE: tassi di interesse rubano la scena

I verbali BCE di oggi (relativi alla riunione del 14 giugno) si sono concentrati principalmente sui tassi di interesse, specificando la volontà della BCE di mantenerli fermi per tutto il tempo necessario, allo scopo di portare l’inflazione ai livelli stabiliti.

Il consiglio è sembrato molto ottimista sulla probabilità che l’inflazione si stabilizzi tramite un percorso di aggiustamento sostenuto e “in aumento nel tempo”.
Il Board ha inoltre specificato che la guidance resta aperta riguardo ai tassi, sempre disciplinati ai dati economici.

Verbali BCE: guerra commerciale e rischi globali preoccupano il Board

Sul fronte guerra commerciale il consiglio si mostra cauto, specificando che l’economia dell’Eurozona resta “saldamente sulla strada”, ma esprime al contempo preoccupazioni per il crescente protezionismo, che potrebbe far diminuire la fiducia nei mercati e arrestare la ripresa.

La BCE non ha ignorato le crescenti tensioni, originate dai dazi di Trump su acciaio e alluminio in vigore dal primo giugno e in grado di innescare una vera e propria battaglia a colpi di tariffe e restrizioni tra le maggiori economie del mondo, Stati Uniti e Cina su tutte. Per la Banca, i rischi legati ai fattori globali diventano sempre più importanti.

Per quanto riguarda la crescita, la BCE ha mostrato fiducia riguardo l’espansione economica, che dovrebbe rimanere “solida e ampia” e continuare a un ritmo superiore.
Ma è al contempo emerso il timore piuttosto concreto di un rallentamento che potrebbe estendersi nel secondo trimestre per alcuni Paesi, implicando rischi a breve termine. Su questo è stato espresso più di un avvertimento.

Un riferimento anche a rischi globali sempre più importanti, anche se le considerazioni del Board sembrano suggerire un dominio dell’equilibrio per il momento.

Per quel che riguarda invece il QE, la BCE ha specificato che, data l’incertezza, è prudente condizionarne la fine ai dati in arrivo.
La decisione di estendere il Quantitative Easing - che dominò la scena in occasione dell’ultima riunione, a metà giugno - resta però salda e condivisa dall’intero consiglio. L’estensione prosegue a un ritmo di 15 miliardi di euro mensili dal 1° ottobre e fino a dicembre del 2019, momento in cui il il programma di acquisto ufficialmente terminerà.

Il contenuto seguente è stato redatto prima della pubblicazione dei verbali.

I verbali BCE potrebbero garantire un focus importante su tassi, guerra commerciale e inflazione.
Il documento fornisce ulteriori dettagli sulla riunione del 14 giugno, dove a rubare la scena fu il QE, con la decisione di estenderlo a un ritmo di 15 miliardi di euro mensili dal 1° ottobre e fino a dicembre del 2019, momento in cui il il programma di acquisto ufficialmente terminerà.

Il contenuto delle discussioni interne al Board sembra focalizzato stavolta prima di tutto sui tassi d’interesse. Il Presidente della BCE, Mario Draghi, ha ribadito durante l’ultimo appuntamento che è improbabile che i tassi salgano prima dell’autunno del 2019, e in ogni caso fin quando sarà necessario per assicurarsi che l’evoluzione dell’inflazione rimanga in linea con le odierne aspettative.

Altri argomenti su cui i verbali BCE sembrano poter dare maggiori chiarezze sono la guerra commerciale e l’inflazione. La battaglia a colpi di dazi tra le maggiori economie mondiali sembra destare più di qualche preoccupazione ai vertici della banca, e potrebbe avere influenze sulla sua politica monetaria. Mentre il rialzo del prezzo del petrolio rischia di innescare un rialzo dell’inflazione maggiore rispetto quanto ipotizzato.

Ecco allora i temi più caldi degli odierni verbali BCE:

1) Tassi d’interesse: dovish o hawkish?

La BCE sembra al momento divisa tra una maggioranza dovish guidata da Draghi e una minoranza hawkish guidata da Jens Weidmann, attualmente a capo della Bundesbank e candidato principale alla successione del Presidente della BCE nel novembre del 2019.

Fonti interne suggeriscono che i membri del Consiglio direttivo considerano la fine del 2019 una data troppo distante per un rialzo dei tassi. La notizia ha spinto EUR/USD in basso sulla scia di un probabile rialzo.
Ma non ci sono vere certezze al riguardo e il linguaggio utilizzato nei verbali BCE può essere utile a sciogliere diversi dubbi. Se l’impegno di lasciare i tassi invariati fosse sostenuto da un’ampia maggioranza, l’euro potrebbe risentirne. Un consiglio più diviso e una frattura tra le due parti potrebbero invece spingere l’euro più in alto.

2) Guerra commerciale: quanto preoccupa?

La guerra commerciale e le possibili conseguenze per le economia europea preoccupano la BCE “più di quanto sia disposta ad ammettere” secondo diverse fonti. Tuttavia, mentre alcuni rappresentanti dell’istituto ne discutono, altri sembrano non volersi soffermare sull’argomento.

I verbali potrebbero far luce su questo argomento. Se una parte significativa sarà dedicata ai dazi e se la BCE li identificherà come un rischio crescente che potrebbe avere riverberi sulla sua politica monetaria, l’euro potrebbe risentirne.
La discussione arriva in un momento delicato, con il Presidente USA Donald Trump impegnato in un vertice NATO piuttosto teso.

3) Inflazione: prezzo del petrolio al centro

Un recente rapporto ha mostrato un’accelerazione dell’inflazione complessiva al 2% e un calo dell’inflazione core (quella depurata dagli effetti degli energetici) all’1%. Il prezzo del petrolio è in aumento, in parte a causa dell’abbandono di Trump dell’accordo con l’Iran, e questo può spiegare i dati. La moderata crescita economica va di pari passo con il lento aumento dei prezzi core.

Se i prezzi del comparto energetico rimangono elevati per un periodo lungo, gli aumenti dei prezzi dell’energia possono farsi sentire attraverso altre spese, un effetto che, nel gergo della BCE, è chiamato «secondario».
Estrapolare dai verbali BCE il tipo di reazione della banca a questo rialzo dei prezzi core, potrebbe essere fondamentale per capire i possibili effetti sull’euro.

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