Unilever avvia settimana lavorativa di 4 giorni

Marco Ciotola

2 Dicembre 2020 - 17:23

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Il colosso olandese passa a una settimana di lavoro da 4 giorni: meno ore di impiego ma restano tempo (e stipendio) pieni

Unilever avvia settimana lavorativa di 4 giorni

Parte dalla Nuova Zelanda l’esperimento di Unilever per una settimana di lavoro di 4 giorni: meno giorni e meno ore quindi, ma restano di fatto tempo e stipendio pieni per i dipendenti.

Il colosso olandese intende valutare l’andamento del nuovo flusso occupazionale quotidiano ridotto, con il proposito di portarlo presto in molti altri Paesi, Italia compresa.

Unilever comprende marchi dei settori alimentare e igiene tra i più famosi al mondo, come Lipton, Knorr, Findus, Dove, Fabergé, Axe e molti altri.

Con circa 160mila dipendenti a livello globale, la mossa potrebbe quindi avere conseguenze cruciali sulle routine lavorative dei comparti interessati e non solo, introducendo nuovi standard con focus e tempistiche differenti sulle abitudini aziendali.

Unilever parte con settimana di lavoro da 4 giorni

La misura parte dalla Nuova Zelanda ed è calibrata su 12 mesi, con l’obiettivo - a fine periodo - di verificarne l’efficacia in termini di produttività, reazioni dei dipendenti e qualità del loro operato.

Per tutti a livello retributivo non cambierà nulla, e il passaggio da una media di 40 a circa 32 ore settimanali non comporterà nessuna riduzione degli stipendi, venendo ancora riconosciuto a tutti gli effetti dalla compagnia come tempo pieno.

Sono poco meno di un centinaio i dipendenti neozelandesi che faranno da «cavie» dell’esperimento, pronto a essere esportato ovunque se i risultati dovessero mostrarsi soddisfacenti, anche in Italia.

A quel punto la compagnia si è infatti già detta pronta a lanciare una settimana lavorativa di 4 giorni per i suoi 155.000 dipendenti di tutto il mondo, dando il via a una tendenza che potrebbe essere seguita da molti altri colossi, del settore alimentare ma non solo.

Intervistato dal Financial Times, Nick Bangs, ad di Unilever in Nuova Zelanda, ha cercato di chiarire meglio i tratti della misura avviata, e soprattutto i metodi di osservazione dei risultati:

“Se vedremo che una settimana corta finirà per portarci solo a giorni di lavoro molto più lunghi allora non avremo raggiunto lo scopo. Quello a cui puntiamo è un cambio radicale del nostro modo di lavorare, che conduca inoltre a un futuro del lavoro che alterni casa e ufficio”.

La Nuova Zelanda non è affatto nuova a una simile modalità di lavoro, tanto che lo stesso primo ministro, Jacinda Ardern, pochi mesi fa in un discorso pubblico ha inquadrato la cosiddetta settimana corta come un sistema possibile per “aiutare l’economia”.

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