Le quotazioni dell’istituto di credito sono all’importante test del 61,8% del ritracciamento di Fibonacci, ultimo vero baluardo del fronte rialzista prima dei minimi del 2018 a 1,52 euro. Vista l’importanza di questo livello, si potrebbero valutare strategie di matrice long con prodotti a leva
Su Banco Bpm, il forte rimbalzo dei corsi iniziato lo scorso 25 ottobre che ha fatto recuperare al titolo oltre il 46% di valore, ha trovato un valido ostacolo sulla trendline ottenuta collegando i top del 9 maggio a quelli del 31 luglio 2018.
Banco BPM, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Dopo più di un mese di ribassi, i venditori sono stati fermati a 1,7574 euro, livello che corrisponde al 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai bottom del 25 ottobre ai massimi del 5 dicembre 2018.
Oltre a questo, l’indicatore MACD con le tarature classiche a 12,26,9 periodi segnala una divergenza di inversione bullish, che potrebbe far tornare l’interesse dei compratori. I prezzi potrebbero quindi puntare in primis al test di 1,9603 euro, zona di transito della media mobile semplice a 50 giorni, per poi tentare un attacco della linea di tendenza che collega i top del 9 maggio a quelli del 31 luglio 2018.
La tenuta dell’area supportiva attuale risulta di fondamentale importanza: se la discesa dovesse proseguire infatti, è ragionevole attendersi una prosecuzione del downtrend principale, con conseguente ritorno delle quotazioni verso 1,52 euro.
Commento all’operazione
Per i motivi citati nell’analisi, si potrebbero valutare strategie di matrice long con prodotti a leva come il turbo long di BNP Paribas su Banco BPM (ISIN NL0013138571), che beneficia di una leva di 10,15 e un livello di knock out a 1,70 euro. Con l’obiettivo principale a 1,9606 e obiettivo finale a 2 euro, questo strumento permetterebbe di godere di un rapporto rischio/rendimento elevato.
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