I prezzi della società dell’oil&gas hanno formato un pattern di inversione a ridosso della resistenza statica a 4,17 euro che se dovesse venire confermato potrebbe far concludere il rimbalzo iniziato lo scorso 28 dicembre 2018
Nelle scorse tre sedute, i prezzi di Saipem hanno effettuato il test chirurgico della resistenza lasciata in eredità dal 4 dicembre 2018. Dal 28 dicembre 2018, le quotazioni hanno approfittato del rimbalzo del petrolio per mettere a segno un recupero di oltre il 30% dal supporto a 3,086 euro.
Saipem, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Lo scorso primo febbraio poi, i prezzi hanno formato un Hanging man a ridosso della media mobile semplice a 200 giorni, che in passato si è rivelata importante area di catalizzazione di acquisti o vendite da parte degli operatori.
Oltre a questo, segnali negativi derivano dalla difficoltà di tenuta della linea di tendenza ascendente ottenuta collegando i minimi del 2 a quelli del 24 gennaio 2019.
Se quindi i venditori dovessero spingere le quotazioni al di sotto della soglia psicologica dei 4 euro, sarebbe ragionevole attendersi un ritorno dei venditori, perlomeno nel breve periodo.
Questo perché in caso di discese oltre quel livello, verrebbe effettuato il breakout della trendline di breve periodo, confermando di conseguenza il pattern bearish menzionato prima.
Strategie operative su Saipem
Si potrebbero pertanto valutare un tipo di operatività di matrice short, in linea con il downtrend intermedio, da implementare al di sotto dei 4 euro ad azione. In tal caso, lo stop loss andrebbe posto sopra 4,17 euro, l’obiettivo principale a 3,73 euro e il target finale a 3,70 euro.
In questo quadro, il certificato Turbo Short con ISIN NL0013137003 si presta bene per questo tipo di operazione. In caso di estensioni del fronte rialzista in area 4,20 euro prima del raggiungimento del punto di ingresso, questa strategia verrebbe invalidata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA