Azioni Trevi in forte rialzo a Piazza Affari, dopo l’annuncio di Webuild, che ha deciso di alzare il corrispettivo dell’OPA, dopo essere salita al 13,916% del capitale dell’azienda, acquistando 9.125.702 azioni
ordinarie, al prezzo unitario di 5,165 euro per azione.
La notizia segue il rilancio dell’OPS su Trevi Finanziaria Industriale da parte di ICOP, l’altra azienda interessata a prendere il controllo del gruppo attivo nel settore dell’ingegneria del sottosuolo. A questo punto, l’interrogativo è cosa convenga fare agli azionisti di Trevi: se aderire all’OPS di ICOP o se consegnare invece le loro azioni al gruppo gestito da Pietro Salini.
Grande annuncio da Webuild: il gruppo alza la posta su Trevi dopo essere salito al 18,91% del capitale
Tornando all’annuncio di Webuild, l’azienda ha deciso di alzare la posta su Trevi dopo aver raggiunto un accordo per l’acquisto di una partecipazione del 13,916% del capitale, al prezzo unitario di 5,165 per azione, per un controvalore complessivo di 47.134.250,83 euro, con Praude Asset Management Limited, in qualità di investment manager e in nome e per conto di Hermes Linder Fund SICAV (per conto del comparto Hermes Linder Fund), Praude Funds ICAV (per conto dei comparti Praude Total Return Fund e Praude Micro and Small Cap Fund) e Veniero Holdings Limited.
L’operazione porterà la partecipazione complessiva di Webuild detenuta nel gruppo italiano delle infrastrutture di Trevi al 18,91% circa del capitale sociale e dei diritti di voto, mentre va avanti l’OPA, iniziata lo scorso 28 settembre e prevista concludersi il prossimo 20 novembre 2026.
Allo stesso tempo, procede anche l’OPS di ICOP, partita il 14 settembre e attesa chiudersi anch’essa il 20 novembre.
Azioni Trevi scattano di oltre il 5% a Piazza Affari dop0o Webuild. L’OPS di ICOP conviene ancora?
Mentre le due operazioni continuano, le azioni Trevi si allineano al prezzo della nuova offerta di Webuild. Forte di un rialzo superiore al 5%, il titolo Trevi viaggia attorno a quota 5,15 euro, rispetto alla nuova proposta pari a 5,165 euro per azione.
Il titolo Trevi risulta tra l’altro decisamente superiore al target price assegnato in media dal consensus degli analisti ai titoli, di 4,50 euro. Qual è il messaggio agli azionisti di Trevi che sta arrivando dal prezzo delle azioni?
Va ricordato che alcuni analisti, prima del rilancio di Webuild di oggi, avevano già fatto qualche riflessione su cosa sarebbe stato più opportuno fare, per gli azionisti di Trevi: se aderire all’OPS di ICOP, a seguito del suo rilancio, oppure se portare in adesione le loro azioni a Webuild.
In particolare, alla fine di settembre, Equita aveva ’scelto’ l’OPS di ICOP, scrivendo che l’operazione interamente in azioni proposta dall’azienda “coniuga un valore implicito più elevato per gli azionisti di Trevi con la possibilità di continuare a beneficiare della creazione di valore derivante dalle sinergie della combinazione aziendale”.
La nota era stata diramata dopo che ICOP aveva rilanciato l’offerta, facendo salire il concambio a 0,165 azioni ICOP di nuova emissione per ogni azione Trevi consegnata in adesione (rispetto alla proposta precedente di 0,133 azioni per ogni titolo Trevi), alzando di conseguenza la posta del 24,1% (valorizzando Trevi su prezzi undisturbed a 5,165 euro).
Equita aveva indicato un target price di 40 euro per azione per il gruppo combinato ICOP/Trevi che, alla data del 28 settembre scorso, comportava un valore di circa 6,6 euro per azione per Trevi, superiore del 90% rispetto al prezzo pre-annuncio (del 26 giugno) e del 47% rispetto all’offerta in contanti di 4,50 euro per azione di Webuild.
Conti da rifare con mossa Webuild, ora l’offerta di ICOP è a sconto
Ora, tuttavia, è necessario rifare i conti, ricordando soprattutto che il prezzo di €5,165 è riferito al prezzo “undisturbed” del 26 giugno e non rappresenta più il valore di mercato dell’OPS.
Per capire quanto vale oggi l’offerta di ICOP dopo il rilancio, dunque per calcolare il valore implicito dell’offerta per ogni azione Trevi, l’operazione da fare è 0,165 moltiplicato il prezzo attuale di ICOP.
Considerando il valore a cui hanno chiuso le azioni ICOP venerdì scorso 2 ottobre, l’operazione è così la seguente: €29,40 × 0,165, che porta l’ammontare offerto agli azionisti di Trevi a €4,851.
Di conseguenza, ora a essere superiore è l’offerta di Webuild, che riconosce un valore pari a 5,165 per azione agli azionisti di Trevi.
L’OPS di ICOP è a sconto del 6,1% rispetto ai 5,165 euro della nuova offerta cash di Webuild e del 5,8% rispetto ai 5,15 euro a cui Trevi tratta oggi in Borsa.
Sulla base di questi calcoli, dopo il rilancio di Webuild, agli azionisti di Trevi converrebbe ora aderire più all’OPA del colosso italiano guidato dall’amministratore delegato Pietro Salini che all’OPS di ICOP. Sempre che quest’ultima non decida di rilanciare ulteriormente la sua proposta.