Tesla: indagine sul tweet di Musk e il titolo crolla

Il Dipartimento di Giustizia USA apre un’indagine relativa al tweet di Musk sul delisting, con l’ipotesi di frode. Tesla giù in Borsa

Tesla: indagine sul tweet di Musk e il titolo crolla

Il Dipartimento di Giustizia apre ufficialmente un’indagine su Tesla.

All’esame del dicastero USA il tweet di Elon Musk che prefigura un delisting, parlando di fondi già assicurati per l’operazione.

L’annuncio del numero uno dell’azienda, in grado di spedire in alto le azioni, è seguito da tre settimane di ipotesi e incertezze d’ogni tipo, prima della contromossa dello stesso CEO che spiega di preferire che la compagnia resti a Wall Street per il momento.

Il DOJ studia l’ipotesi di frode, valutando la possibilità che le parole di Musk siano state dettate dalla volontà di muovere il titolo, e approfondendo per questo la natura di quei fondi, dati praticamente per certi.

La news fiacca ancora di più il titolo, che arriva a perdere tra il 5 e il 6% nelle ultime ore prima di stabilizzarsi su un -3,5%.

Tesla: è stata manipolazione delle azioni?

Solo a pochi giorni dal tweet si era mossa la SEC, vagliando l’ipotesi di manipolazione delle azioni tramite false dichiarazioni.

Nella bufera che ha caratterizzato le circa tre settimane di delisting sì/delisting no, Musk ha anche fornito alcuni chiarimenti sulla natura di quei capitali in grado di finanziare l’operazione: sarebbero arrivati da un fondo saudita che detiene già una fetta importante di Tesla, intorno al 5%.

La stessa società ha confermato di aver ricevuto la richiesta di documenti, e sta attualmente collaborando col Dipartimento, anche se non è stata ufficialmente citata in giudizio:

“Rispettiamo la richiesta del Dipartimento di Giustizia di ottenere informazioni su questa circostanza e crediamo che la questione possa essere risolta rapidamente, tramite l’esame dei documenti che abbiamo fornito”.

Sulla scia dell’apertura dell’indagine, le azioni Tesla hanno fatto registrare un ribasso che è arrivato fino al 6%.

Le dichiarazioni di Musk sotto accusa, risalenti al 7 agosto, hanno teorizzato una mossa che avrebbe reso privato il produttore di auto elettriche per 420 dollari ad azione.
Da lì il titolo ha guadagnato più del 9% prima di tornare a viaggiare al ribasso, tanto che ieri segnava -25% rispetto al massimo registrato nelle contrattazioni del dopo-tweet.

Secondo alcuni le affermazioni del numero uno di Tesla potrebbero essere arrivate senza il sostegno di nessun fondo di verità e con l’intento di dare alla società un valore superiore a quello che aveva in quel momento.

Per questo motivo, due azionisti hanno fatto causa a Musk accusandolo di manipolare il prezzo delle azioni.

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