Stati Uniti: Powell cederà alla pressioni di Trump?

Dopo le critiche del presidente americano, c’è attesa per il discorso che Powell terrà venerdì a Jackson Hole. Secondo Mohammed Kazmi Union Bancaire Privée, il numero uno della Fed non cederà alle richieste di Trump

Stati Uniti: Powell cederà alla pressioni di Trump?

Nessun commento ufficiale si è registrato nelle scorse ore da parte del presidente della Federal Reserve alle dichiarazioni di Donald Trump, che in una intervista alla Reuters è tornato a criticare la decisione della banca centrale americana di innalzare i tassi di interesse.

Un’entrata a gamba tesa quella dell’inquilino della Casa Bianca nella politica monetaria della Fed, che secondo alcuni analisti non provocherà ripercussioni sull’operato di Jerome Powell, che già in passato aveva ribadito l’intenzione di continuare a mantenere la tradizionale indipendenza dell’istituto.

Le dichiarazioni del presidente americano arrivano a pochi giorni dall’atteso simposio annuale della Fed che si svolgerà tra il 24 e il 25 agosto prossimi, quando Powell terrà un intervento molto atteso dai mercati e dagli investitori: il presidente della Federal Reserve cederà alle pressioni di Trump?

Secondo Mohammed Kazmi, Portfolio Manager, Macro Strategist di Union Bancaire Privée è piuttosto improbabile.

Cosa aspettarsi dal discorso di Powell

Sebbene incentrata sull’impatto economico delle super imprese come Amazon, la due giorni di Jackson Hole non potrà ignorare i temi della più stretta attualità economio-finanziaria globale, dalla guerra commerciale a colpi di dazi alla recente crisi della valuta turca.

Particolarmente atteso, è il discorso che terrà il numero uno della Fed.
Powell parlerà venerdì mattina e certamente il suo intervento rappresenta il momento più interessante del simposio, non solo per gli investitori.

Secondo Kazmi, il presidente della Fed sarà molto cauto sia per non creare “ulteriori turbolenze” sui mercati, sia per non mostrare “cedevole” alle pressioni di Trump.

Powell non cederà a Trump

Powell ha più volte ribadito l’importanza di mantenere l’indipendenza della Fed ed è per questo che, secondo il Portfolio Manager di Ubp, “cercherà di mantenere la sua comunicazione di un percorso di rialzo dei tassi graduale e basato sui dati, piuttosto che cedere alle richieste di Trump”.

Il presidente americano, lunedì scorso, era tornato a criticare l’operato della Federal Reserve e si era detto non entusiasta della scelta di proseguire nel percorso di innalzamento dei tassi di interesse. Trump aveva aggiunto inoltre che la Fed dovrebbe fare di più per la stabilità economica del Paese.

Nessuna svolta da colomba da parte della Fed

Al contempo, secondo Kazmi, è improbabile anche “una svolta da colomba da parte della Fed” perché

“se da un lato i rischi esterni provenienti dai mercati emergenti e dall’Italia sono aumentati, questi non hanno innescato un effetto contagio sufficiente per cambiare il corso della Fed, in quanto le condizioni finanziarie rimangono allentate e l’S&P si è dimostrato resiliente”.

Venerdì prossimo, dunque, non si attendono grandi ripercussioni dalle parole di Powell che, sostiene ancora l’esperto di Ubp, dovrebbe essere più interessato a

“riportare l’attenzione degli investitori obbligazionari europei sui principali problemi irrisolti della lira turca, con la fine delle festività locali e il ritorno delle politiche di difesa della moneta, e della finanziaria italiana, con lo scontro politico che continua in vista della scadenza di ottobre e che giustifica un approccio prudente e attendista da parte degli investitori”.

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