Gruppi WhatsApp delle mamme, un sindaco li “vieta”: ecco dove

Un sindaco vieta i gruppi WhatsApp delle mamme in vista della riapertura delle scuole, ritenendo che possano diffondere pettegolezzi e fake news, ma l’ordinanza è solo una provocazione.

Gruppi WhatsApp delle mamme, un sindaco li “vieta”: ecco dove

Un sindaco “vieta” le chat di gruppo delle mamme su WhatsApp con un’ordinanza priva di alcun valore. La misura voluta dal primo cittadino di Desulo, un piccolo comune della Sardegna è infatti solamente una provocazione in vista della riapertura delle scuole.

L’ordinanza, che dopo essere stata pubblicata su Facebook è diventata virale in poco tempo, prevede il divieto assoluto di creare dei gruppi WhatsApp. Il sindaco ha ritenuto che l’applicazione di messaggistica possa essere terreno fertile per i genitori degli alunni che torneranno sui banchi di scuola il prossimo 22 settembre in Sardegna, di pettegolezzi, fake news e falsi allarmismi, inutili e fuorvianti in un periodo delicato come questo.

Sindaco vieta i gruppi WhatsApp delle mamme

Con l’ironica provocazione il sindaco di Desulo, vieta ai suoi 2.000 cittadini di creare gruppi sulla piattaforma di messaggistica tramite un testo pubblicato su Facebook con lo stile e la forma di un documento ufficiale. Chi violerà questa prescrizione si vedrà sequestrato lo smartphone e gli sarà interdetto l’utilizzo di WhatsApp fino al termine dell’anno scolastico.

Chiaramente l’ordinanza è solo una provocazione, e non può essere attuata, anche se lo stesso primo cittadino, sempre in chiave ironica precisa che “avverso il presente provvedimento non è ammesso ricorso al T.A.R. perché contrariamente a quanto pensino le mamme, il Sindaco ha sempre ragione.

Quella del sindaco resta quindi solamente una burla, che vuole però invitare a far riflettere sull’onesta di molte informazioni non verificate che spesso vengono diffuse con leggerezza, generando il panico tra le persone che lo ricevono. Come spiega anche il primo cittadino:

“La chat è uno strumento utilissimo e lo uso con piacere in prima persona per le comunicazioni del Comune. Ma sappiamo che è molto pericoloso: se le notizie non sono verificate, corrette, la propagazione diventa incontrollabile con effetti dannosi”.

Le accuse di sessismo

A molte persone tuttavia la forma con cui il sindaco di Desulo ha posto la comunicazione non è piaciuta, e lo hanno accusato di sessismo. Il testo infatti, oltre che alle mamme, è rivolto anche alle “nonne, zie e maestre”, e quindi solo di sesso femminile, senza menzionare i padri o i nonni. A queste accusa il sindaco risponde affermando che:

“Assolutamente non è questione di genere vale pure per i padri. È un atteggiamento trasversale di lettura, comprensione e utilizzo superficiale tanto che in alcuni gruppi, come quello che unisce i sindaci sardi, ora solo gli amministratori possono inviare messaggi e allegati. Proprio per una questione di pulizia nella comunicazione, completamente intasata nei mesi scorsi”.

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