Fondatore di Libero, direttore de Il Giornale (in più riprese), Vittorio Feltri ha dichiarato pubblicamente di guadagnare quasi 30 mila euro netti. Ecco cosa si sa sul suo patrimonio.
“Viva Vannacci”. Due parole, pronunciate lo scorso 18 settembre 2026 all’NH Hotel di Torino, davanti a una platea che non se le aspettava. A dirle è stato Vittorio Feltri, 83 anni, direttore editoriale de Il Giornale e consigliere regionale della Lombardia eletto con Fratelli d’Italia, comparso a sorpresa a un convegno sulla sicurezza urbana organizzato dal sindacato di polizia Fsp con ospite il leader di Futuro Nazionale.
Il giudizio sul generale è di quelli che restano: Roberto Vannacci, dice Feltri, “si è magnato la Lega come antipasto” e il pranzo non è finito. Poi la precisazione, per evitare equivoci con il suo partito: non è innamorato del generale, resta con Giorgia Meloni, ma il centrodestra farebbe bene ad aprire una trattativa con lui.
È il Feltri di sempre: il giornalista vivente più identificato con la destra italiana, capace di spostare il baricentro di un dibattito con una battuta, magari pure molto divisiva. E anche uno dei pochi, in un settore che sui soldi tace, ad aver detto in pubblico e senza giri di parole quanto mette in tasca ogni mese. Ecco quanto guadagna e cosa si sa del suo patrimonio.
Chi è Vittorio Feltri? Biografia e carriera del fondatore di Libero
Vittorio Feltri nasce a Bergamo il 25 giugno 1943, ultimo di tre fratelli. Perde il padre Angelo a sei anni e inizia a lavorare da ragazzino, prima come fattorino in un negozio di cristalli. Si diploma vetrinista e si laurea all’Università di Bergamo.
Il giornalismo arriva nel 1962, con le recensioni cinematografiche per l’edizione locale de L’Eco di Bergamo, mentre l’iscrizione all’Ordine professionale è del 1971. Seguono la collaborazione con La Notte, gli anni al Corriere della Sera e la direzione de L’Europeo, prima della chiamata a L’Indipendente nel 1992, quotidiano che risolleva dalla crisi di vendite.
Il salto avviene nel gennaio 1994, quando succede a Indro Montanelli alla guida de Il Giornale, testata di cui raddoppia le vendite prima di andarsene tre anni dopo. Dirige poi Il Borghese e il Quotidiano Nazionale, ma il capitolo che gli dà l’identità definitiva è il Duemila, quando fonda Libero. Nel 2009 torna alla guida de Il Giornale, quindi rientra a Libero, che lascia formalmente nel giugno 2020, quando si dimette dall’Ordine dei giornalisti dopo anni di procedimenti disciplinari, rinunciando così a titoli e incarichi di direzione. Dal 2023 è direttore editoriale de Il Giornale.
Poi c’è il Feltri politico. Iscritto al PSI fino al 1994, passa per i Riformatori Liberali e approda a Fratelli d’Italia nel 2021, anno in cui viene eletto consigliere comunale a Milano, incarico lasciato nel 2022. Alle regionali lombarde del febbraio 2023 è capolista di FdI a sostegno di Attilio Fontana ed entra al Pirellone con 6.076 preferenze. Nel 2015, intanto, aveva raccolto fino a 56 voti nelle prime votazioni per il Quirinale.
Quanto guadagna Vittorio Feltri? Cosa sappiamo tra stipendio e patrimonio
Sul proprio stipendio Feltri ha risposto senza filtri nel 2023, ospite del podcast Gurulandia: 28.000 euro netti al mese, precisando di guardare il netto e non il lordo. Il che, tradotto, significa un imponibile lordo sensibilmente superiore. Nella stessa intervista ha aggiunto di avere una disponibilità economica abbondante, di aver comprato una casa a ciascuno dei suoi quattro figli e di aver intestato sette appartamenti alla moglie Enoe Bonfanti. Alla domanda su quanto guadagnassero i dipendenti di Libero, la risposta è stata che non lo sa e non gli interessa.
Non è la prima volta che le sue cifre finiscono nel dibattito pubblico. Per il ritorno alla guida de Il Giornale nel 2009 la Federazione Nazionale della Stampa parlò di indiscrezioni su uno stipendio da 3 milioni di euro l’anno e 15 milioni di buonentrata, chiedendo al Ministero del Lavoro di fare chiarezza: cifre mai confermate, e la stessa Fnsi le definì allora congetture. Più solida la ricostruzione del 1994: per accettare la successione a Montanelli, Feltri ottenne dopo un braccio di ferro con Paolo Berlusconi mezzo miliardo di vecchie lire, circa 258.000 euro di allora.
Alla busta paga editoriale si somma l’indennità da consigliere regionale. In Lombardia il trattamento mensile si basa sull’importo fissato dalla Conferenza Stato-Regioni in 11.100 euro lordi, ridotto del 5%, di cui il 40% erogato come rimborso forfettario per l’esercizio del mandato non soggetto a tassazione. I dati su reddito e patrimonio dei consiglieri sono pubblicati sul portale del Consiglio regionale ai sensi del decreto trasparenza.
Vive a Milano, dove si muove con la scorta.