Il taxi è ancora un’alternativa alla mobilità urbana, soprattutto nelle città più trafficate. E poi ci sono le ZTL, le normative ambientali, l’assenza di parcheggio e chi più ne ha più ne metta
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Salire su un taxi a Milano non costa come farlo a Catania, e la differenza non riguarda solo il tassametro. Ancora oggi il prezzo di una corsa resta una faccenda rigorosamente locale: ogni Comune (e, nel caso di Milano, la Regione) fissa quota di partenza, costo al chilometro, tariffa oraria nel traffico, corse minime e supplementi. Un mosaico che quest’anno si è mosso parecchio, tra nuove tariffe a Roma e Catania e l’arrivo di formule più economiche per la mobilità con conducente prenotata via app.
Ecco quanto costa davvero spostarsi in taxi nelle città italiane. Per la nostra indagine ci soffermiamo sui dieci Comuni più popolosi, secondo le ultime rilevazioni ISTAT, cosa è cambiato nel 2026 e come si posiziona un’alternativa come Uber rispetto alle auto bianche.
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Quanto costa davvero il taxi? Il metro della “corsa standard”
Confrontare tariffari costruiti con logiche diverse è un’impresa. Per questo l’Autorità di regolazione dei trasporti (ART), con le linee guida della delibera n. 46/2022, ha chiesto agli enti di pubblicare il prezzo teorico di una corsa standard: un passeggero senza bagagli, 5 km di percorso urbano e 5 minuti di sosta nel traffico, in fascia feriale diurna.
Dove il dato è pubblicato, la forbice è stretta: 12,10 euro a Napoli, 13,50 euro a Bari e 13,60 euro a Milano. La stessa Regione Lombardia precisa però che si tratta di un valore indicativo, che non sostituisce l’importo del tassametro, calcolato sui tempi reali di sosta e attesa.
Ecco la tabella completa con le tariffe per i taxi aggiornate al 2026 nelle città più popolate d’Italia.
| Città | Quota iniziale feriale diurna | Costo chilometrico e orario | Corsa standard o minima | Tariffe fisse aeroporto |
|---|---|---|---|---|
| Roma | 3,50 € (5 € sabato e festivi, 7,50 € notturno) | 1,33-1,73 €/km; 32,58 €/h | minima 9 € | Fiumicino 55 €, Ciampino 40 € (Mura Aureliane) |
| Milano | 4,10 € (6,60 € festivo) | 1,32 €/km; 34,48 €/h | standard 13,60 € | Malpensa-Milano 114 €, Orio-Milano 128 € |
| Napoli | 4,00 € (7,50 € festivo e notturno) | scatti da 0,05 € ogni 42 m o 7 sec | minima 5 €; standard 12,10 € | Capodichino-Stazione centrale 21 € |
| Torino | 3,50 € | tassametro progressivo | / | Caselle: massimo 40 € |
| Palermo | 3,35 € | scatti da 0,16 € | minima 5,03 € | / |
| Genova | 4,50 € | 1,35 €/km fino a 6 km, poi 1,18 €/km; 31,50 €/h | minima 7 € | aeroporto-centro 25 € |
| Bologna | 3,90 € da posteggio; fino a 8,15 € con radiotaxi o app | 1,45 €/km; 29,30 €/h | / | / |
| Firenze | 3,60 € (5,80 € festivo, 7,30 € notturno) | 1,00 €/km prime fasce, 1,99 €/km terza | minima 5,50 € feriale | / |
| Bari | scatti da 0,10 € | 0,90, poi 1,20 e 1,60 €/km; 22 €/h | standard 13,50 € | / |
| Catania | 4,00 € | 1,60 €/km; 26 €/h | minima 7 € | Duomo o stazione-aeroporto 27 € |
I valori al chilometro non sono direttamente confrontabili: molte città usano sistemi progressivi o combinano distanza, tempo, quota iniziale e supplementi. Le tariffe predeterminate per le singole tratte sono generalmente riferite alla vettura e non al passeggero, ma condizioni, supplementi inclusi ed eventuali eccezioni dipendono dal tariffario di ciascuna città.
Le novità 2026: Roma e Catania cambiano il tassametro
La novità più rilevante riguarda la Capitale. Con la delibera di Giunta capitolina n. 157 del 21 maggio 2026, Roma ha aggiornato i parametri del tassametro. La quota di partenza resta a 3,50 euro nei feriali, 5 euro il sabato e nei festivi e 7,50 euro di notte. Salgono invece le tre fasce chilometriche, ora a 1,33, 1,45 e 1,73 euro al chilometro, e la tariffa oraria nel traffico, che arriva a 32,58 euro. Cambiano anche le soglie: si passa alla seconda fascia dopo 7 euro cumulati oltre la quota fissa e alla terza dopo ulteriori 25 euro.
Restano fisse le tariffe per gli aeroporti: 55 euro da Fiumicino e 40 da Ciampino verso le Mura Aureliane. Dentro il Grande Raccordo Anulare, la corsa a tassametro per Fiumicino non può superare gli 80 euro. Attenzione invece alla chiamata via radiotaxi, che costa 5 euro in più.
Le agevolazioni prevedono il 15% di sconto per le donne sole di notte e il 10% per le corse verso gli ospedali pubblici, per i giovani in uscita dalle discoteche convenzionate e per gli over 70 o i titolari di CUDE. Per queste ultime tre categorie, però, lo sconto scatterà solo dopo un successivo provvedimento operativo del Campidoglio.
Sul fronte dell’offerta, ad agosto il Comune ha comunicato di aver superato quota mille nuove licenze: 1.015 assegnate su 1.041, contingente ampliato dopo una pronuncia del Tar del Lazio rispetto alle mille del bando originario.
Rivoluzione anche a Catania, dove dal 1° luglio 2026 sono in vigore le nuove tariffe, a vent’anni dall’ultimo adeguamento secondo il Comune. Lo scatto iniziale sale da 3 a 4 euro e il chilometro da 1 a 1,60 euro. La sosta passa da 18 a 26 euro l’ora e la corsa minima arriva a 7 euro. I supplementi valgono 4 euro di notte, 3 nei festivi (5 se si sommano), 2 euro per radiotaxi e colonnina e 1 euro per bagaglio.
In cambio arrivano due formule a prezzo fisso. La prima è la tratta per l’aeroporto a 27 euro da piazza Duomo o dalla stazione centrale. La seconda è il taxi by night, che costa 12 euro a tratta per un massimo di quattro passeggeri, dalle 20 alle 5. Non si tratta però di una tariffa notturna valida in tutta la città: la formula vale solo per i percorsi da e per il centro storico.
A Genova, infine, a luglio la Giunta ha aggiornato il regolamento comunale del servizio. Non si tratta di un nuovo aumento: il testo ancora le tariffe urbane a una componente chilometrica e a una temporale.
Dove lievita il conto: chiamate, supplementi e tariffe fisse
Lo scatto iniziale racconta solo una parte della spesa. A Bologna, dove le tariffe sono salite del 16% da gennaio 2025, la partenza da posteggio costa 3,90 euro. Con radiotaxi o app il tassametro si attiva invece alla chiamata e la quota iniziale può arrivare a 8,15 euro, compresi i 1,35 euro del diritto di chiamata.
Napoli somma al tassametro 1,70 euro per il radiotaxi, 0,50 euro per ogni bagaglio voluminoso e 5 euro per le corse da e per Capodichino. Il punto di forza sono le tariffe predeterminate: 21 euro tra aeroporto e Stazione centrale, 24 fino al Molo Beverello, 28,50 per gli alberghi di via Partenope. Vanno richieste espressamente a inizio corsa.
Su Malpensa e Orio al Serio, a Milano, le tariffe regionali sono fisse e omnicomprensive. A Torino, invece, la corsa da e per Caselle ha un tetto massimo garantito di 40 euro dal centro, notturno e festivo compresi.
Taxi o Uber? Quanto si risparmia davvero con le app
In Italia Uber non può contare su autisti privati come in altri Paesi. Lavora con conducenti titolari di licenza NCC (noleggio con conducente) e, grazie all’accordo con il consorzio itTaxi, rinnovato a febbraio 2026 per altri cinque anni, anche con i taxi tradizionali in circa 50 Comuni.
La svolta è arrivata il a luglio 2026 con Uber Comfort, una nuova categoria di corse con conducente NCC attiva in tutte le 20 regioni, con tariffe fino al 30% inferiori rispetto a Uber Black. Dal 30 giugno, inoltre, è partito in Calabria il progetto pilota UberX, con tariffe fino al 50% più basse rispetto ai servizi disponibili nel resto del Paese.
Per capire dove sta il risparmio bisogna distinguere. Per le corse NCC il prezzo viene mostrato prima della conferma. Quando invece si prenota un taxi tramite Uber, l’importo visualizzato è una stima: il prezzo finale resta quello del tassametro, salvo tariffe predeterminate e supplementi. Il taxi resta un servizio pubblico con tariffe amministrate, disponibile al posteggio e, dove consentito, su strada. L’NCC va sempre prenotato. Sulle tratte aeroportuali a prezzo fisso, poi, anche il taxi garantisce la certezza dell’importo.
Cosa controllare prima di salire a bordo (per risparmiare)
Per le corse a tassametro, l’importo dovuto è quello indicato dal tassametro, salvo l’applicazione delle tariffe predeterminate e degli eventuali supplementi previsti dal tariffario. Prima di partire conviene verificare tre elementi:
- l’esistenza di una tariffa fissa per il percorso, da chiedere prima che il taxi si muova;
- i supplementi applicabili: chiamata, notte, festivi, bagagli, passeggeri oltre il quarto;
- il numero di licenza esposto sulle portiere e la ricevuta, indispensabili per un reclamo.
Le segnalazioni non restano lettera morta. In un caso milanese, relativo a una corsa del novembre 2024 da Linate, il tassista che aveva chiesto più della tariffa autorizzata è stato sospeso per 30 giorni, la sanzione massima, con l’obbligo di restituire 39 euro alla passeggera.
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