Pensioni news: Ape Social e Volontaria, via ai pagamenti con diverse novità

Pensioni news: il governo annuncia il via ai pagamenti, ma sono tante anche le novità che nel 2018 andranno a riguardare l’Ape Social e l’Ape Volontaria.

Pensioni news: Ape Social e Volontaria, via ai pagamenti con diverse novità

Pensioni news: inizia a farsi più chiara la situazione riguardante l’Ape Social e l’Ape Volontaria, anche se per il via libera all’introduzione delle novità previste nella riforma si dovrà aspettare l’imminente approvazione della legge di Bilancio 2018.

Aspettando il disco verde da parte del Parlamento, le ultime pensioni news registrano le parole del consigliere economico del governo Marco Leonardi, che ha fatto il punto della situazione in merito all’Ape Social e all’Ape Volontaria sia in termini numerici che per quanto riguarda i pagamenti.

Pensioni news: si sblocca l‘Ape Social

Senza dubbi l’Ape Social è stato uno di quei provvedimenti di cui si è discusso di più in merito alla riforma delle pensioni. Le tante domande presentate in estate che sono state bocciate infatti avevano fatto suonare più di un campanello d’allarme.

Ricordiamo che l’Ape Social è un anticipo pensionistico a costo zero di cui possono usufruire, per chi è in possesso dai 30 ai 36 anni di contributi a seconda dei casi, i disoccupati, gli invalidi civili, chi assiste parenti con disabilità gravi e chi rientra nelle categorie dei lavori usuranti.

La prima criticità ha riguardato quindi i paletti troppo stretti per poter accedere all’anticipo pensionistico. Si è optato quindi per una seconda finestra per presentare o ripresentare le domande, dopo aver esteso però l’ingresso anche ai disoccupati che non erano stati licenziati ma che più semplicemente avevano visto scadere un contratto di lavoro a tempo determinato.

Le ultime pensioni news però hanno portato buone nuove anche per i lavori usuranti. All’inizio infatti questi erano stabiliti in 11 categorie. Visto che nel caso del meccanismo dell’aumento dell’età pensionabile queste sono state estese a 15, lo stesso criterio sarà applicato anche per l’Ape Social.

  • Educatori di asilo nido
  • Maestre di scuola materna
  • Camionisti
  • Gruisti
  • Infermieri che fanno turni di notte
  • Facchini
  • Muratori
  • Badanti di persone non autosufficienti
  • Addetti alle pulizie
  • Addetti alla raccolta dei rifiuti
  • Addetti alla concia delle pelli
  • Siderurgici
  • Pesca
  • Agricoli
  • Marittimi

Il problema però è che finora in merito all’Ape Social sono stati spesi fiumi di parole ma, in concreto, nessun assegno è stato ancora elargito. Ecco dunque che sul tema è intervenuto Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, che ha assicurato che entro la fine dell’anno saranno pagate due terzi delle domande fatte nella prima finestra con scadenza a metà luglio.

Quanto ai numeri, su 34.500 domande riguardanti l’Ape Social ne sono state accolte 22.000, ovvero il 64%. Con i nuovi accordi poi sui lavori usuranti, i lavoratori che ne potranno beneficiare passeranno da 16.000 a 29.400, di fatto quasi raddoppiando.

Ape Volontaria e precoci

Nel suo intervento Leonardi ha parlato anche di Ape Volontaria e di lavoratori precoci, due provvedimenti che prenderanno il via dal 1 gennaio 2018. Se non ci saranno intoppi, i pagamenti dovrebbero partire regolarmente ad anno nuovo visto che il governo sta stringendo gli ultimi accordi con le banche.

A differenza di quella Social, l’Ape Volontaria prevede che i costi per andare in pensione anticipata siano a carico del lavoratore. Il provvedimento invece per i lavoratori precoci riguarda chi è entrato nel mondo del lavoro almeno per 12 mesi prima di aver compiuto 19 anni. In questo caso, si può andare in pensione dopo aver raggiunto i 41 anni di contributi.

Inizialmente erano previsti in questo avvio un numero di 15.000 lavoratori precoci. Dopo gli ultimi accordi però che presto saranno approvati nella legge di Bilancio, il beneficio andrà a interessare altre 6.400 persone per un totale così di 21.400.

Nel complesso quindi tra tutte le misure previste, i lavoratori che nel 2018 potranno usufruire di questi provvedimenti in materia previdenziale saranno 50.800, circa 20.000 in più di quanto era stato inizialmente previsto dal governo.

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