Pensioni, conguaglio rivalutazione dicembre 2023: quanto spetta tra nuovo importo e arretrati

Simone Micocci

21 Ottobre 2023 - 07:31

Pensioni, è ufficiale l’anticipo del conguaglio della rivalutazione che passa da gennaio 2024 al 1° dicembre 2023. Ecco quanto spetterà tra ricalcolo e arretrati.

Pensioni, conguaglio rivalutazione dicembre 2023: quanto spetta tra nuovo importo e arretrati

Con il decreto legge n. 145 del 18 ottobre 2023, collegato alla legge di Bilancio in quanto recante “misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”, viene anticipato di un mese il conguaglio della rivalutazione delle pensioni che altrimenti sarebbe stato in programma a gennaio 2024.

Non più a novembre come era stato annunciato, bensì a dicembre (assegno in pagamento venerdì 1 dicembre) in modo da dare all’Inps il tempo sufficiente per effettuare il ricalcolo degli assegni e corrispondere gli arretrati.

Da dicembre quindi gli importi delle pensioni verranno rivisti in leggero rialzo, applicando il tasso di rivalutazione definitivo (8,1%) sull’importo percepito a dicembre 2022 al posto di quello provvisorio (7,3%) che lo scorso gennaio l’Inps ha utilizzato per adeguare gli assegni al costo della vita. E nel contempo, dal momento che il ricalcolo decorre da inizio anno, ne verranno riconosciuti anche gli arretrati.

Cos’è il conguaglio della rivalutazione in programma a dicembre

Come noto ai più, ogni inizio anno le pensioni vengono adeguate all’andamento dell’inflazione: tuttavia, in prima istanza la cosiddetta rivalutazione viene effettuata sulla base di un tasso provvisorio, salvo poi essere ricalcolata a gennaio dell’anno successivo utilizzando il tasso definitivo. Ed eventualmente, laddove quest’ultimo dovesse rivelarsi più alto, si procede con un conguaglio delle somme e il pagamento degli arretrati in un’unica soluzione.

Nel 2023 è successo esattamente questo: il tasso provvisorio è stato del 7,3%, quello definitivo dell’8,1%. Quindi, all’aumento delle pensioni effettuato a inizio 2023 manca quasi un punto, uno 0,8% che il governo Meloni, come già fatto da Mario Draghi nel 2022, ha scelto di restituire con un conguaglio anticipato a dicembre (mentre lo scorso anno scattò a novembre).

Di quanto aumentano le pensioni con l’ulteriore 0,8% di rivalutazione?

A questo punto non resta che farsi un’idea di quale sarà l’aumento spettante una volta che verrà effettuata anche la rivalutazione mancante per lo 0,8% del tasso.

Tuttavia, lo 0,8% non verrà applicato per intero a tutte le pensioni in quanto verranno rispettate le stesse percentuali di rivalutazione disposte dalla legge di Bilancio 2023: di conseguenza, il tasso dello 0,80% sarà applicato per intero solo a chi ha una pensione che non supera le 4 volte il trattamento minimo, quindi circa 2.100 euro lordi. Sopra le quattro volte il trattamento minimo, invece, si applicano le percentuali come riviste dalla legge di Bilancio 2023, ossia:

  • tra 2.101,53 e 2.626,90 euro: 85% del tasso, quindi l’aumento sarà dello 0,68%. Ad esempio, una pensione di 2.500 euro godrà di un ulteriore incremento di 17 euro;
  • tra 2.626,91 e 3.152,28 euro: 53% del tasso, quindi dello 0,424%. Chi ha una pensione di 3.000 euro, ad esempio, avrà diritto a 12,72 euro in più;
  • tra 3.152,29 e 4.203,04 euro: 47% del tasso, quindi 0,376%. L’incremento definitivo per chi prende 3.500 euro di pensione sarà di 13,16 euro;
  • tra 4.203,05 e 5.253,80 euro: 37% del tasso, quindi 0,296%. Chi ha una pensione di 5.000 euro godrà quindi di un incremento di 14,80 euro al mese;
  • sopra i 5.253,81 euro: 32% del tasso, che quindi scende allo 0,256%. L’incremento, per chi prende una pensione di 6.000 euro, è di 15,36 euro al mese.

A tal proposito, ecco un prospetto che aiuta a capire come le pensioni aumentano grazie a questa nuova rivalutazione, senza tener conto del fatto che a gennaio 2024 ci sarà un ulteriore adeguamento dovuto all’inflazione registrata nel 2023 (per la quale nella nota di aggiornamento al Def viene stimato un tasso del 5,4%).

Pensione lorda mensile dicembre 2022 Pensione lorda mensile gennaio 2023 Pensione lorda mensile dicembre 2023 Aumento tra novembre e dicembre 2023 Arretrati lordi (11 mensilità)
1.000€ 1.073€ 1.081€ 8€ 88€
1.500€ 1.609€ 1.621€ 12€ 132€
2.000€ 2.146€ 2.162€ 16€ 176€
2.500€ 2.655€ 2.672€ 17€ 187€
3.000€ 3.116€ 3.128€ 12€ 132€
3.500€ 3.620€ 3.633€ 13€ 143€
4.000€ 4.137€ 4.152€ 15€ 165€
4.500€ 4.621€ 4.634€ 13€ 143€
5.000€ 5.135€ 5.149€ 14€ 154€

Quindi, per chi prende 1.000 euro di pensione è previsto un ulteriore aumento di 8 euro al mese, con un assegno di 88 euro di arretrati che verrà pagato contestualmente con l’assegno di novembre. Salgono a 187 euro, invece, gli arretrati per chi prende 2.500 euro di pensione, di fatto la fascia che godrà maggior vantaggio dal conguaglio della rivalutazione con il tasso definitivo.

Per quanto riguarda la pensione minima, invece, il valore definitivo sale a 567,94 euro, a cui va aggiunta la rivalutazione straordinario dell’1,5% applicata a chi ha meno di 75 anni e del 6,4% per chi invece supera tale soglia.

Attenzione, tutte le suddette cifre vanno considerate al lordo delle tasse: l’importo netto che quindi verrà riconosciuto effettivamente sul cedolino sarà più basso ovviamente.

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