Il 22 ottobre a Roma istituzioni, imprese e operatori si confrontano sull’evoluzione della PEC nel nuovo quadro europeo. In anteprima i dati IDC 2026 su diffusione e utilizzo in Italia.
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A vent’anni dal debutto, la Posta Elettronica Certificata è diventata un tassello strutturale dell’ecosistema digitale italiano: uno strumento che Pubblica Amministrazione, imprese, professionisti e cittadini usano ogni giorno nei loro rapporti.
Proprio per accompagnarne l’evoluzione nasce “PEC. Eccellenza italiana, futuro europeo”, il convegno in programma il 22 ottobre a Roma, nella sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, che metterà allo stesso tavolo istituzioni, rappresentanti della PA, imprese, associazioni, gestori di servizi fiduciari ed esperti italiani ed europei.
PEC, il convegno promosso da Aruba con il patrocinio di AgID
L’iniziativa è promossa da Aruba come momento aperto di confronto tra i diversi attori dell’ecosistema e ha ottenuto il patrocinio di AgID - Agenzia per l’Italia Digitale e il sostegno di ABI - Associazione Bancaria Italiana. I lavori si apriranno con gli interventi istituzionali di Camera di Commercio di Roma, Roma Capitale, Regione Lazio, Dipartimento per la Trasformazione Digitale e DG CONNECT.
Al centro della discussione c’è un patrimonio digitale costruito in due decenni: un modello nato in Italia, ormai profondamente integrato nei processi del Paese, che oggi deve misurarsi con la trasformazione del quadro europeo dei servizi digitali e fiduciari. La prospettiva aperta da eIDAS 2.0, insieme allo sviluppo di strumenti come l’EUDI Wallet e il futuro Business Wallet, solleva infatti una questione precisa: come valorizzare l’esperienza italiana all’interno di un ecosistema europeo sempre più integrato e interoperabile.
AgID: “La PEC ha costruito una cultura della fiducia digitale”
“In vent’anni, la PEC ha contribuito a costruire in Italia una vera cultura della fiducia digitale. Il quadro europeo delineato da eIDAS 2 apre oggi una nuova fase: valorizzare questa esperienza accompagnandone l’evoluzione verso servizi elettronici di recapito certificato qualificato, sempre più interoperabili, sicuri e integrati nell’ecosistema europeo. La sfida è preservare i punti di forza che hanno reso la PEC un successo, rafforzandone al tempo stesso il potenziale per cittadini, imprese e Pubbliche Amministrazioni. Un passaggio strategico per la trasformazione digitale e la competitività del Paese”, ha dichiarato Mario Nobile, Direttore Generale di AgID.
In anteprima i dati IDC 2026 sulla diffusione della PEC in Italia
Il punto di partenza del convegno sarà una ricerca inedita realizzata da IDC, che offrirà una fotografia aggiornata della diffusione della PEC e dei suoi principali scenari d’uso tra cittadini, imprese, professionisti e Pubblica Amministrazione. I risultati apriranno il confronto sul ruolo ormai strutturale della PEC nei processi del Paese, con il contributo di rappresentanti di AgID, Ministero della Giustizia, ABI e Roma Capitale, che porteranno esperienze e punti di vista dei rispettivi ambiti.
Anche il mondo bancario guarda con attenzione all’evoluzione dello strumento. “La PEC è ormai parte integrante di numerosi processi che coinvolgono banche, imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione, capace di rendere più efficienti processi che richiedono sicurezza, tracciabilità e rapidità. Le banche sostengono un percorso evolutivo che, nel quadro di una sempre maggiore digitalizzazione, rafforzi le funzionalità dello strumento, valorizzando le integrazioni e gli investimenti già realizzati”, ha spiegato Francesca Palisi, Responsabile Consulenza Legale e Tributaria di ABI.
Verso la PEC qualificata: norme e tecnologia
Il secondo filone dell’incontro sarà dedicato all’evoluzione normativa e tecnologica della PEC, con un dibattito sul percorso verso la PEC qualificata e sulle opportunità offerte dal nuovo quadro europeo. Interverranno rappresentanti di Assocertificatori, AgID, MEP e Ministero per la Pubblica Amministrazione, per approfondire le condizioni necessarie ad accompagnare questa trasformazione senza disperdere il patrimonio di standard, competenze e infrastrutture sviluppato in Italia.
Interoperabilità, la parola chiave per l’Europa digitale
Nel pomeriggio i riflettori si sposteranno sulla prospettiva europea. Aruba, Asseco, InfoCert, ESD, Evrotrust Technologies e Cloud Signature Consortium discuteranno della costruzione di un ecosistema digitale europeo integrato. Un tema che va oltre l’evoluzione tecnologica della PEC e riguarda, più in generale, la possibilità di creare in Europa servizi di e-delivery capaci di dialogare tra loro secondo standard condivisi.
In questo scenario l’interoperabilità sarà uno dei temi centrali: una condizione considerata essenziale per evitare la frammentazione tra sistemi nazionali e favorire la nascita di un mercato digitale europeo davvero integrato.
Aruba: “Portare l’esperienza della PEC negli standard eIDAS”
“In questi anni abbiamo visto la PEC affermarsi come uno strumento sempre più diffuso. Alla base di questo successo c’è la semplicità: chi sa inviare e ricevere un’e-mail sa utilizzare una PEC. Basta conoscere l’indirizzo di un’altra casella PEC per comunicare con istituzioni, imprese e cittadini, indipendentemente dal gestore. Oggi siamo pronti a compiere un passo importante: portare questa esperienza verso gli standard europei di eIDAS, preservando la semplicità e l’universalità che ne hanno determinato il successo e creando le condizioni per estenderlo oltre i confini nazionali”, ha sottolineato Stefano Sordi, Direttore Generale di Aruba.
L’evento è riservato e accessibile esclusivamente su invito.
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