Partite IVA, calcolo contributi INPS regime forfettario

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Partite IVA, calcolo contributi INPS regime forfettario

Regime forfettario e partite IVA agevolate: quali sono le regole sui contributi INPS da rispettare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quando si apre una partita IVA uno degli aspetti più problematici è l’inquadramento contributivo, INPS ovvero casse professionali?

Gestione separata INPS lavoratori autonomi ovvero artigiani e commercianti? Ovviamente il primo fattore che ci consente di comprendere il corretto inquadramento contributivo di una partita IVA è il tipo di attività svolta.
In altre parole, se l’attività è di lavoro autonomo/professionale ovvero di impresa.
Occorre poi valutare quale sia il regime di riferimento, ovvero il regime contabile ordinario, semplificato o agevolato.

Ecco la guida completa ed aggiornata ai contributi previdenziali, INPS e casse professionali, dovuti dai titolari di partita IVA nel regime forfettario 2017.

Partita IVA 2017 regime forfettario, attività di servizi: INPS gestione separata o cassa professionale

Chi intende aprire una partita IVA nel 2017 deve prestare molta attenzione alle nuove regole sui contributi previdenziali INPS, gestione separate professionisti senza cassa o gestione artigiani e commercianti.

Partiamo da coloro che intendono aprire una partita IVA per svolgere un’attività di servizi.

In linea generale, occorre subito sottolineare come le attività non soggette ad iscrizione alla Camera di Commercio siano soggette a due possibili gestioni previdenziali:

  • gestione separata INPS professionisti senza cassa, per coloro che non svolgono un’attività professionale non avendo l’obbligo o semplicemente non essendo iscritti ad alcun albo professionale;
  • cassa professionale di riferimento, per coloro che svolgono un’attività professionale soggetta all’iscrizione ad un apposito albo.

Partita IVA 2017: aliquote INPS gestione separata professionisti senza cassa

Per i contribuenti che decidono di aprire una partita IVA per svolgere attività di servizi professionali soggette a iscrizione alla gestione separata INPS professionisti senza cassa occorre distinguere due situazioni:

  • soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici;
  • soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione.

I soggetti non iscritti ad altra gestione previdenziale e/o che non percepiscono altri trattamenti pensionistici saranno assoggettati all’aliquota del 25% sul reddito fiscale dichiarato.

Quest’ultimo, per chi ha deciso di aprire la partita IVA con il regime forfetario 2017 sarà determinato come segue:

Reddito fiscale=Fatturato*coefficiente di redditività

I soggetti iscritti ad altra gestione previdenziale e/o titolari di reddito da pensione, invece, saranno assoggettati all’aliquota INPS ridotta e pari al 24% sul reddito fiscale dichiarato e determinato come detto sopra.

Partita IVA, regime forfetario 2017: contributi INPS artigiani e commercianti

I contribuenti che, infine, decidono di aprire una partita IVA con il regime forfetario 2017, avendo l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio, devono iscriversi alla gestione separata INPS artigiani e commercianti.

Per tali contribuenti il minimale contributivo è ridotto del 35%, a differenza di quanto previsto per coloro che avevano deciso di aprire una partita IVA nel 2015: per questi ultimi non era previsto il pagamento del minimale contributivo.
Di conseguenza, coloro che sono nel regime forfetario dal 2015 ritorneranno a pagare, dal 2016, il minimale contributivo ridotto del 35%.

In altre parole, gli artigiani e i commercianti che operano nel forfettario dovranno osservare le scadenze ordinarie (16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 febbraio) per il versamento dei contributi sul minimale (ridotto del 35%).

Successivamente, dovranno verificare, in sede di Dichiarazione dei Redditi, se il reddito “forfettario” (ottenuto applicando al fatturato il coefficiente di redditività relativo) sia maggiore o inferiore al “reddito minimale” ridotto del 35% e fissato dall’INPS per il 2017.

A fine anno il reddito forfettario potrà essere:

  • inferiore al minimale, in questo caso il contribuente non dovrà versare alcun saldo e acconto;
  • superiore al minimale, in questo caso il contribuente calcolerà il saldo dovuto sulla parte di reddito eccedente applicando l’aliquota prevista per il 2016 ma ridotta del 35%.
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