OpenAI ha acquisito l’azienda Glass Imaging, secondo il Wall Street Journal. Ecco i dettagli dell’operazione (non ancora confermata dalle due aziende).
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Secondo quanto riferisce il Wall Street Journal, OpenAI avrebbe stretto un accordo di acquisizione dell’azienda Glass Imaging. Di cosa si tratta? Di una realtà specializzata nei software di elaborazione immagini per le fotocamere degli smartphone che, tra le altre cose, ha lavorato alla Modalità Ritratto oggi presente sugli iPhone.
A stupire è soprattutto il valore dell’accordo: oltre 300 milioni di dollari. Dalla sua fondazione nel 2019, Glass Imaging aveva raccolto un totale di soli 31,5 milioni in tre diversi round. Se questo prezzo venisse confermato, dunque, si tratterebbe di circa 9,5 volte il capitale raccolto e di circa 3 volte la valutazione di 100 milioni raggiunta lo scorso anno.
Cos’è Glass Imaging
Glass Imaging è un’azienda nata nel 2019 e guidata dal CEO Ziv Attar e dal CTO Tom Bishop, entrambi ex ingegneri di Apple. Attar già aveva guidato LinX Imaging, altra realtà poi acquistata da Apple nel 2015. Il centro d’interesse di Glass Imaging è la tecnologia GlassAI che, invece delle tradizionali fasi separate di elaborazione delle immagini, usa un’unica rete neurale addestrata.
Ci sono vantaggi? Sì, funziona meglio quando i pixel sono più piccoli. Secondo alcuni dati raccolti dalla stessa azienda, passando da pixel di 0,75 a 0,35 micrometri, la risoluzione migliora di oltre il 50% utilizzando GlassAI. E non a caso, questa tecnologia è già in fase di produzione sulla serie Honor 600.
Resta ora da capire se e quando le due aziende confermeranno l’accordo, sebbene ormai sembra tutto già definito visto il modo in cui il Wall Street Journal ha deciso di esporsi. Altre domande riguardano la fornitura esistente a Honor e cosa succederà. C’è chi ipotizza che Glass Imaging entrerà davvero a far parte di OpenAI solo nel 2027 dopo il lancio dell’Honor 600.
Perché l’accordo interessa a OpenAI
Ma per quale motivo OpenAI avrebbe deciso di investire 300 milioni di dollari per acquisire una società che si occupa di elaborazione di immagini su smartphone? La risposta è abbastanza logica: Sam Altman vuole lanciare il primo dispositivo hardware proprio il prossimo anno. Dovrebbe trattarsi di un prodotto privo di schermo, con la forma di un dischetto da hockey, fotocamere e microfoni integrati.
Il tutto a un prezzo tra i 300 e i 400 dollari, come fa sapere Bloomberg dalle sue indiscrezioni. Un case di dimensioni ridotte lascerebbe poco spazio per sensori e lenti di grandi dimensioni, costringendo dunque verso l’adozione di pixel più piccoli. Ed è qui che entra in gioco la tecnologia GlassAI, capace di meglio gestire il rendering in queste condizioni.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.