Oggi scade lo sconto fisso sul gasolio, cosa succede da domani con le accise mobili?

Patrizia Del Pidio

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Addio allo sconto fisso sul gasolio e via alle accise mobili. Cosa cambia per automobilisti e famiglie, l’impatto sui prezzi e i rischi per la spesa.

Oggi scade lo sconto fisso sul gasolio, cosa succede da domani con le accise mobili?

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Oggi è l’ultimo giorno che rimane in vigore lo sconto fisso sul gasolio per effetto del taglio delle accise temporaneo disposto dal Governo. Da domani verrà meno l’agevolazione di 6,1 centesimi al litro e debutterà il sistema delle accise mobili, il meccanismo che serve per attenuare i rincari quando il prezzo del petrolio sale sfruttando l’extragettito Iva derivante dai rincari.

Nell’immediato il meccanismo potrebbe portare a un aumento dei prezzi alla pompa dando inizio a una fase di profonda incertezza. Se da un lato con le accise mobili si punta ad avere un sistema di protezione automatico contro i picchi del mercato, dall’altro la fine dello sconto fisso espone gli automobilisti alla volatilità dei listini e il rischio di un aggravio sui costi del carburante, e sull’intera filiera della logistica, è più concreto di quanto si pensi.

Come funzionano le accise mobili

Il meccanismo delle accise mobili, che entra in funzione da domani, agisce con una compensazione interna ai prezzi del carburante. Poiché l’IVA viene applicata sul valore del carburante comprensivo dell’accisa fissa, ogni volta che aumenta il prezzo internazionale del petrolio si genera un incremento del gettito IVA per lo Stato.

Sfruttando l’extragettito IVA si tenta di sterilizzare i rincari utilizzando la maggiore imposta incassata per finanziare una riduzione temporanea dell’accisa fissa. Con questo meccanismo l’aumento del carburante dovrebbe essere bilanciato dal taglio dell’accisa fissa mantenendo il prezzo alla pompa più stabile.

L’applicazione delle accise mobili, però, non avviene in tempo reale ma richiede un apposito decreto interministeriale vincolato a precisi scostamenti. L’aumento dei prezzi internazionali, però, si riflette sui listini alla pompa quasi immediatamente, mentre per calcolare il gettito IVA e la variazione dell’accisa c’è bisogno di tempi tecnici. Questo espone i consumatori a pesanti rincari temporanei.

L’impatto economico delle accise mobili

La fine dello sconto fisso sui carburanti rischia di trasformarsi in una fiammata inflazionistica i cui effetti non si sentiranno solo sul pieno, ma sull’intera economia nazionale.

Secondo i dati diffusi dal Codacons il prezzo del diesel si attesta già a livelli superiori del 30% rispetto al periodo che ha preceduto il conflitto in Ucraina. Questa situazione ha già comportato per i consumatori una spesa totale aggiuntiva di 4,7 miliardi di euro.

Passando alle accise mobili si stimano altri due impatti, uno sulle famiglie e uno sulla logistica.
Per le famiglie la fine dello sconto di 6,1 centesimi al litro (aggiungendo anche l’IVA lo sconto effettivo è di 7,4 centesimi al litro) comporterà un aumento immediato del prezzo del pieno. Per un’auto di cilindrata media si stima un aumento che va da 3,5 a 4 euro per ogni pieno di carburante, ovvero un impatto annuo per le famiglie che si stima tra i 90 e i 130 euro di spesa in più.

L’aumento del prezzo ha un effetto domino anche sulla logistica perché il gasolio rappresenta il carburante maggiormente usato nell’autotrasporto in Italia. L’80% delle merci viaggia su gomma nel nostro Paese, e l’aumento del prezzo del carburante andrà a gonfiare le spese logistiche: questo comporterà, inevitabilmente, un aumento sui prezzi al dettaglio dei beni alimentari nei supermercati.

Cosa accadrà da domani?

Con le accise mobili si restituisce ai cittadini l’extragettito fiscale, ma questo rischia di trasformarsi in un’arma a doppio taglio perché se il prezzo del greggio dovesse calare temporaneamente, questo congelerebbe l’attivazione del meccanismo lasciando i prezzi alla pompa su livelli molto alti a causa della fine dello sconto.

L’unica cosa che l’esecutivo può fare, quindi, è agire con tempestività monitorando i flussi IVA per varare i decreti di riduzione in tempi brevi. Solo in questo modo la fine del vecchio taglio delle accise non frenerà i consumi interni. La burocrazia, per tutelare il potere d’acquisto delle famiglie, deve agire con la stessa rapidità dei rincari alla pompa.

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# Accise

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