Kim Jong-un è davvero morto? Tutti gli indizi e gli scenari per la Corea del Nord

La presunta morte di Kim Jong-un non è soltanto un mistero interno alla Corea del Nord. Le sorti della complessa e invalicabile dittatura preoccupano a livello globale. Senza la guida del dittatore, quali novità geopolitiche? Il mondo trema.

Kim Jong-un è davvero morto? Tutti gli indizi e gli scenari per la Corea del Nord

Kim Jong-un è morto: è questa la voce che si fa sempre più insistente. Le fonti della notizia arrivano direttamente dalla Corea del Nord e dall’estremo Oriente.

Tuttavia, data la natura dello Stato di cui è (o era) capo supremo, è assai difficile delineare un quadro chiaro a conferma del fatto che Kim Jong-un sia effettivamente deceduto.

Si rincorrono più voci, infatti, in queste ore concitate per la Corea del Nord. Oltre al fitto mistero sulla sorte del presidente, a suscitare molto interesse - e crescente preoccupazione - è anche il futuro del regime totalitario asiatico.

Cosa succederebbe se Kim Jong-un fosse davvero morto? Quali sono le linee guida per la successione? E soprattutto, quali nuovi equilibri - o squilibri - di potere si verrebbero a creare nel Paese armato da un imponente arsenale nucleare?

Kim Jong-un è davvero morto?Tutte le indiscrezioni

Secondo quanto riportato dai media in Cina e Giappone, il dittatore 36enne è morto. Altre fonti riferiscono che Kim Jong-un, prima di passare a miglior vita, si trovava in uno stato vegetativo senza alcuna speranza di rianimazione dopo un intervento al cuore.

Nella segretezza che domina il regime della Corea del Nord, solo una conferma ufficiale di Stato potrebbe sostenere la morte del dittatore. Il silenzio dei massimi organi del Paese, però, domina, lasciando ampio margine a indiscrezioni e speculazioni.

Reuters ha riportato fonti secondo le quali Pechino ha inviato una delegazione composta da medici nella capitale nordcoreana Pyongyang. La sua natura, tuttavia, non è stata spiegata dal Governo cinese, che a tutt’oggi rifiuta di commentare.

Lo scorso venerdì, una fonte sudcoreana ha dichiarato che secondo l’intelligence del Paese Kim Jong-un era vivo e che sarebbe probabilmente apparso molto presto.

Un funzionario con familiarità con i servizi segreti statunitensi ha affermato che era ben noto che il dittatore avesse problemi di salute, ma anche che non vi fosse motivo di concludere che fosse gravemente malato o incapace di riapparire in pubblico.

Ad un domanda sulla salute di Kim, il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha dichiarato a Fox News: “Stasera non ho nulla da condividere con voi, ma il popolo americano deve sapere che stiamo osservando molto attentamente la situazione”.

Una certa verità, quest’ultima, visto i rapporti complessi che gli USA hanno con la Corea del Nord, specialmente in tema di arsenale nucleare.

Intanto, tra le varie possibilità sulla sorte di Kim Jong-un si sta facendo strada anche quella di un contagio da coronavirus. Mistero su mistero, in questo caso. Il Paese asiatico, infatti, sarebbe stato miracolosamente risparmiato dall’epidemia. Non sono trapelati dati ufficiali finora sulla diffusione dell’infezione in Corea del Nord.

Secondo Jiro Ishimaru, che dirige il sito web Asia Press con sede a Osaka e ha contatti con giornalisti nordcoreani, Kim Jong-un non è morto. Piuttosto, potrebbe trovarsi a Wonsan, proprio dove il satellite ha avvistato il treno del dittatore. Il motivo? Isolamento precauzionale dal virus o cura dell’avvenuto contagio.

L’incertezza sul leader della Corea del Nord, comunque, sta creando un vuoto di potere molto allarmante: con la morte del dittatore, cosa si scatenerebbe nel Paese e nel contesto geopolitico?

Quali scenari in Corea del Nord con la morte del dittatore?

Alcuni analisti hanno già messo in guardia sul pericolo di un vuoto di potere in Corea del Nord: l’effetto potrebbe essere quello di una mina vagante. E questo per almeno due ragioni.

Innanzitutto, per la prima volta in 72 anni di storia nazionale, il regime nordcoreano non ha definito una successione al potere. Chi prenderà il posto di Kim Jong-un alla sua morte? Il quesito, al momento, resta senza risposta e questa non è una buona notizia.

Un diretto successore, infatti, non c’è (i figli sono troppo piccoli) e le voci che si stanno rincorrendo sull’influenza politica acquisita dalla sorella sono ancora piuttosto vane. Nonostante l’indiscutibile ruolo di potere che ha acquisito la giovane donna, Kim Yo Jong, ha davvero le chance per guidare il regime?

La risposta resta incerta, in un Paese fortemente legato ad una visione maschilista dei ruoli così importanti.

La lotta al potere, quindi, potrebbe essere dura e dalle conseguenze imprevedibili. Tra gli scenari potrebbe esserci una vera e propria guerriglia interna, con una lotta intestina tra alti funzionati ed esponenti dell’esercito dalla durata incerta.

Il tutto, con la possibilità di ampliarsi in un vero conflitto di ampia portata, visti gli interessi in gioco nell’area per Cina e Stati Uniti.

E con effetti devastanti sulla stessa popolazione, già colpita non solo da rigidi costrizioni sulle libertà, ma anche da livelli di povertà e malnutrizione elevati. Potrebbe, quindi, innescarsi una nuova emergenza rifugiati.

In questo quadro, però, si aggiunge il secondo elemento che suscita grande preoccupazione: l’arsenale nucleare.

Kim Jong-un ha costruito un imponente arsenale bellico durante il suo dominio, facendo dello sviluppo tecnologico nucleare un vanto e una assoluta priorità del Paese.

La Corea del Nord ha, probabilmente, dozzine di dispositivi nucleari, una notevole quantità di armi biologiche e chimiche, una vasta gamma di missili balistici e un esercito di milioni di persone.

La propaganda statale ha chiarito che Kim da solo controlla queste leve del potere militare. Una lotta su chi deve comandare nella Corea del Nord potrebbe portare i funzionari a voler controllare le armi nucleari del regime, sia per usarle che per venderle.

Una grave minaccia, quindi, si diffonderebbe nell’intero mondo.

Kim Jong-un morto? Conseguenze per USA e Cina

La guerra nucleare che potrebbe scatenarsi in una eventuale lotta al potere in Corea del Nord preoccupa - e allerta - sia Washington che Pechino.

Le due grandi potenze, infatti, non sarebbero affatto esenti da effetti e coinvolgimenti a seguito del callasso del regime autoritario nordcoreano.

I piani militari statunitensi da sempre si preparano a due scenari principali: un attacco nordcoreano alla Corea del Sud e il crollo della Corea del Nord. Gli Stati Uniti conducono una serie di esercitazioni congiunte annuali con Seoul per testare e affinare la preparazione in queste contingenze.

Con una guerra intestina e una crescente minaccia nucleare proveniente da Pyongyang, gli USA potrebbero intervenire con lo scopo di distruggere l’arsenale nucleare. Un rischio davvero alto per la sicurezza del mondo.

E la Cina? La sua maggiore vicinanza geografica e strategica con il regime della Corea del Nord potrebbe rappresentare un vantaggio nell’intervento tempestivo con il suo esercito nello Stato in guerriglia. E questo, naturalmente, potrebbe irritare gli USA e scatenare un ulteriore conflitto: quello per l’influenza geopolitica in questa regione asiatica tra le due potenze.

La morte presunta di Kim Jong-un e il mistero sulla sua sorte aprono a diversi scenari, tutti inquietanti per la Corea del Nord e per il mondo.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories
SONDAGGIO