Immigrati, da Conte una lezione politica a Salvini

La risoluzione della vicenda dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo ci fa capire come il metodo Conte sia molto più efficace del metodo Salvini.

Immigrati, da Conte una lezione politica a Salvini

Canta vittoria Matteo Salvini ma questa volta il merito è tutto di Giuseppe Conte. Sconfessando la linea del suo ministro dell’Interno, il premier infatti si è mosso in prima persona sbloccando la vicenda dei 450 migranti ora finalmente sbarcati a Pozzallo.

Contattando direttamente i colleghi europei, Conte ha convinto Malta, Spagna, Germania, Francia e Portogallo ad accogliere 50 migranti a testa, che così per la prima volta verranno automaticamente distribuiti quasi secondo quel principio delle quote di ricollocamento mai rispettato in pieno dai paesi dell’Unione.

La mossa di Conte sui migranti

Quando la scorsa settimana la nave Protector di Frontex (agenzia dell’UE) e la nostra Monte Sperone della Guardia di Finanza hanno preso in consegna 450 migranti alla deriva nel Mediterraneo, subito si era capito che la questione sarebbe subito diventata una partita politica continentale.

Fino a oggi infatti alle due navi non era stato assegnato assegnato un porto sicuro dove attraccare, ora sono tutti a Pozzallo, con soltanto le donne e i bambini presenti che erano stati fatti sbarcare e messi in sicurezza.

A sbloccare quello che pareva essere l’ennesimo pantano politico europeo sul tema immigrazione è stato Giuseppe Conte, che sabato ha scritto una lettera indirizzata a Bruxelles e alle cancellerie dei Paesi membri.

La richiesta era abbastanza semplice: vista la situazione, l’Italia ha chiesto la disponibilità agli altri Stati dell’Unione, secondo gli accordi dell’ultimo Consiglio Europeo, di farsi carico di una parte dei migranti che erano a bordo delle due navi militari che erano in attesa di poter attraccare.

A questo invito hanno risposto in maniera favorevole Malta, Francia, Germania, Spagna e Portogallo, che accoglieranno 50 migranti ciascuno, mentre i restanti 200 resteranno nel nostro paese.

Una svolta che non è piaciuta ai paesi di Visegrad (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia), che appellandosi al principio di volontarietà degli accordi di fine giugno non accoglieranno nessun migrante.

Eloquente è stato il commento del primo ministro ceco Andrej Babišrichiesta sui migranti è una strada verso l’inferno”, che ci fa capire con chi in Europa il nostro paese deve cercare di fare gioco di squadra e chi invece ha obiettivi contrari ai nostri interessi.

Uno smacco per Salvini

Fa bene Matteo Salvini a parlare di una “vittoria politica” riguardo la vicenda dei 450 migranti sbarcati a Pozzallo, ma il ministro dell’Interno dovrebbe interrogarsi su come è arrivato questo successo da parte del governo.

Anche se il leader della Lega continua nella sua tattica, finora molto fruttuosa visti gli ultimi sondaggi, di cercare di tenere sempre su di sé tutti i fari rivendicando questa vittoria, i meriti sono tutti per il premier Conte che ha agito in maniera esattamente opposta rispetto a quello fatto da Salvini finora.

Il ministro dell’Interno infatti fin dal suo insediamento sta cercando di fare squadra con il blocco sovranista dei paesi di Visegrad e oltre all’Austria, con l’obiettivo di spostare la partita in Africa ma pensando anche alle prossime elezioni europee.

Niente di più sbagliato come ha dimostrato l’iniziativa di Giuseppe Conte, che parlando a chi vuole ascoltare è riuscito a far rispettare in parte quegli accordi sulla ripartizione dei migranti che, se applicati in maniera sistematica, risolverebbero molti problemi per il nostro paese.

Mentre Salvini finora ha fatto solo confusione aizzando il fronte sovranista, ottimo per i suoi fini elettorali meno per il nostro paese, Conte invece senza alzare i toni è riuscito a portare a casa un risultato concreto.

In generale è la strategia in toto del leader della Lega a essere sbagliata. Per il ministro le frontiere europee andrebbero spostate in Africa e i migranti intercettati in loco, non cambiando il regolamento di Dublino o facendo rispettare le quote che secondo lui sono un meccanismo che non funziona.

Un progetto che però avrebbe bisogno di tempo, soldi e soprattutto accordi con i paesi africani che al momento si sono tutti detti contrari a ospitare sul proprio territorio dei centri di accoglienza gestiti da organizzazioni internazionali.

Al momento quindi l’unica soluzione è spingere l’Unione a rispettare gli accordi sulla ripartizione e negoziare nuovi accordi con la Libia: se Conte ora ha tracciato la strada per le quote, starà a Salvini nei prossimi giorni riuscire a dialogare in maniera migliore con Tripoli visto che, dopo la sua ultima visita nel paese africano, le partenze verso il nostro paese sono aumentate.

Iscriviti alla newsletter

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.