Terzo giro di vite di Goldman Sachs su Beiersdorf in meno di sette mesi. Oggi, martedì 6 ottobre, la banca d’affari americana ha abbassato il giudizio sul produttore tedesco di Nivea da Neutral a Sell, tagliando il prezzo obiettivo da 82 a 73 euro. Il messaggio degli analisti è netto: il rilancio del marchio Nivea richiederà più tempo del previsto, mentre la concorrenza di Unilever e L’Oréal si fa più dura.
Eppure, a sorpresa, il titolo non ha reagito con un crollo, con il titolo in salita a 76,3 euro (+0,55% sulla chiusura precedente di 75,84 euro), un livello ben sopra il nuovo target Goldman di 73 euro: segno che il mercato, almeno per ora, non condivide fino in fondo la lettura più pessimista della banca.
Perché Goldman ha tagliato ancora il giudizio
Nella nota di oggi, Goldman stima per il 2026 una crescita organica del fatturato di gruppo del -1,4%, peggiore del consensus di mercato (-0,3%), con il marchio Nivea atteso in calo del -5,5%. Gli analisti si aspettano inoltre che le stime di utile per azione per il periodo 2026-2028 restino dal 2% al 4% sotto il consensus. In un report separato pubblicato in parallelo, la banca indica un calo organico ancora più marcato, del 3,1%, per il solo segmento Consumer (quello che include Nivea, Eucerin e La Prairie). Una divergenza tra le due cifre - probabilmente legata al diverso perimetro di calcolo, dato che la divisione adesivi Tesa continua a crescere e sostiene il dato di gruppo - che non è stato possibile riconciliare con il testo integrale della ricerca Goldman, non accessibile a questa redazione.
Il 27 marzo Goldman aveva già tagliato il giudizio da Buy a Neutral, abbassando il target da 95 a 90 euro: l’analista Olivier Nicolai aveva motivato la scelta con «l’eccessiva dipendenza da Nivea come vincolo chiave alla crescita in un segmento della mass beauty sempre più difficile».
Nivea arretra, Vaseline e Mixa avanzano
Al centro della tesi ribassista c’è la perdita di quote di mercato di Nivea rispetto ai concorrenti diretti. Secondo i dati Nielsen citati da Goldman e relativi alle dodici settimane terminate il 6 settembre, le vendite di Nivea in Europa sono scese del 6%, mentre nello stesso periodo la Vaseline di Unilever è cresciuta del 7% e la Mixa di L’Oréal è balzata del 22%. Il problema, secondo gli analisti, è strutturale, con Nivea che pesa per circa il 66% delle vendite della divisione Consumer di Beiersdorf, contro appena il 20% del segmento Derma (Eucerin), che invece continua a performare meglio. I 100 milioni di euro di investimenti pubblicitari aggiuntivi stanziati da Beiersdorf per il secondo semestre, secondo Goldman, restano comunque contenuti rispetto ai budget marketing dei concorrenti.
Un anno di avvertimenti sugli utili
La bocciatura di oggi arriva al termine di un 2026 difficile per il titolo. Il 3 marzo Beiersdorf aveva lanciato il primo profit warning dell’anno, con il titolo crollato di circa il 20% in una sola seduta. Nella semestrale di fine luglio le vendite organiche erano scese del 3,5% a 4,952 miliardi di euro, con il segmento Nivea e Labello in calo del 6,8% a 2,703 miliardi e il margine Ebit rettificato sceso dal 16,1% al 15,5%.
Il 3 agosto, con un comunicato ufficiale, l’azienda aveva quindi tagliato per la seconda volta la guidance 2026, prevedendo ora un calo organico delle vendite «basso a una cifra» sia per il gruppo sia per la sola divisione Consumer (contro l’ipotesi iniziale di stabilità o leggera crescita) e un margine Ebit rettificato di almeno l’11% per la divisione Consumer, contro il 13,6% del 2025; il margine Ebit rettificato di gruppo è stato rivisto ad almeno l’11,8% dal 14% dell’anno precedente.
Il piano prevede 18 mesi di rilancio del marchio Nivea, con il 2027 come anno di ritorno alla crescita delle vendite e stabilizzazione del margine, e il 2028 come orizzonte per una crescita redditizia superiore alla media di mercato. Il ceo Vincent Warnery aveva commentato, in una call successiva ai conti: «Il primo semestre 2026 ha mostrato sia la forza del nostro portafoglio che dove dobbiamo migliorare. Nivea continua ad affrontare sfide, nonostante i segnali positivi dalle misure di riequilibrio avviate lo scorso anno».
Il mercato resta diviso
Non tutti gli analisti condividono la lettura più pessimista. A fine settembre il quadro delle raccomandazioni su Beiersdorf restava spaccato: Bernstein Research confermava un giudizio Outperform con target a 95 euro, agli antipodi rispetto a Deutsche Bank, che manteneva Sell con target a 70 euro, mentre Jefferies il 28 settembre aveva tagliato il proprio obiettivo da 76 a 74 euro (giudizio Hold), citando riduzioni di scorte nel canale distributivo in Europa occidentale e tensioni con la grande distribuzione oltre alla debolezza di Nivea. Il prossimo vero banco di prova arriva tra tre settimane, il 27 ottobre, quando Beiersdorf pubblicherà i conti del terzo trimestre: sarà quello il momento in cui il mercato potrà verificare se il piano di rilancio da 100 milioni di euro sta già dando risultati o se, come teme Goldman, servirà più tempo del previsto.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.