Fondi all’editoria, pronti 70mila euro per Radio Padania: è polemica

Sembra confermato il contributo di 70mila euro destinato a Radio Padania e classificabile alla voce «aiuti all’editoria», misura che l’esecutivo ha più volte annunciato di voler ridurre fino al totale azzeramento. È subito polemica

Fondi all'editoria, pronti 70mila euro per Radio Padania: è polemica

70mila euro destinati a Radio Padania.

Sembra già pronto l’assegno, etichettabile con la causale «fondi all’editoria», destinato all’emittente radiofonica della Lega Nord, in vita dal 1976.

Una cifra che secondo quanto riportato in mattinata da Repubblica potrebbe anche raddoppiare, e che sta dando adito a numerose polemiche, originate in primis dalla più volte annunciata volontà da parte del governo di dare un taglio netto ai contributi destinati all’editoria.

Il piano dell’esecutivo, con il Movimento 5 Stelle a fare da capofila, è infatti quello di ridurre progressivamente le risorse che lo stato garantisce alle testate giornalistiche, fino a un azzeramento completo previsto per il 2022.

Una volontà che muove dalla sempre viva ed evidenziata voglia, da parte della realtà fondata da Beppe Grillo, di separare nettamente Stato e organi di stampa, eliminando ogni possibile vincolo.

Ma la convivenza al governo al fianco della Lega ha reso oggetto di forti critiche gli annunciati fondi a beneficio di Radio Padania, più volte megafono del vicepremier Matteo Salvini nel corso degli anni e mossa da una per nulla nascosta volontà indipendentista.

Fondi all’editoria, pronti 70mila euro per Radio Padania: è polemica

Obiettivo del governo per il 2019, come annunciato nella manovra di bilancio, è il taglio del 20% alle imprese editrici nella parte eccedente il contributo di 500.000 euro. Una percentuale destinata a salire al 50% nel 2020, al 75% nel 2021 fino ad arrivare al 100% nel 2022.

Intanto però il Ministero dello Sviluppo Economico sembra aver messo al primo posto nella graduatoria per i contributi alle emittenti locali Radio Padania, di cui Matteo Salvini è stato anche direttore.

L’elenco ufficiale delle emittenti a cui spettano fondi statali è atteso nei prossimi giorni, ma sono già in molti ad aver apprezzato molto poco il previsto provvedimento, facendo leva su una “incoerenza” da parte dell’esecutivo gialloverde e un non ignorabile conflitto d’interessi attorno al ruolo dell’attuale ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Solo tre anni fa la Corte dei Conti aveva contestato alla Radio della Lega cifre pari ad almeno 800.000 euro l’anno a partire dal 2003, in quanto percepite senza averne i requisiti. La testata si classificava infatti con la qualifica di “emittente comunitaria nazionale”, ma - evidenziava la Corte - il segnale copriva appena nove regioni.

A livello procedurale però la radio ufficiale della Lega Nord sembra essere in regola stavolta, avendo tutti i titoli redazionali richiesti per ricevere i fondi.

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