Esenzione ticket sanitario 2026, chi non paga? Le regole

Patrizia Del Pidio

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Come funziona l’esenzione dal ticket sanitario per reddito ed età. I tetti per le fasce E01-E04, l’autocertificazione e la procedura per disoccupati.

Esenzione ticket sanitario 2026, chi non paga? Le regole

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Esenzione Ticket sanitario 2026, quali sono le regole per non pagare? Il diritto alla salute garantisce l’accesso gratuito a esami di laboratorio, visite specialistiche e diagnostica strumentale grazie all’esenzione del ticket sanitario, uno dei pilastri del Servizio Sanitario Nazionale. L’agevolazione è rivolta a chi si trova in una situazione di disagio economico o di salute.

Con l’entrata in vigore delle nuove scadenze e l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), il quadro delle esenzioni dal ticket sanitario si presenta rinnovato. Grazie al meccanismo di interscambio tra Ministero della Salute e Ministero dell’Economia, milioni di cittadini non devono più presentare domanda per l’esenzione agli sportelli ASL.

Per il 2026 sono confermati i tetti di reddito e la necessità della presentazione delle autocertificazioni manuali per categorie specifiche (come i disoccupati). Per muoversi con sicurezza tra le agevolazioni sanitarie, vediamo quali sono le regole aggiornate, la validità delle certificazioni e i nuovi codici di esenzione.

L’esenzione ticket per reddito

Quella per reddito è la forma di esenzione del ticket sanitario più comune e si basa sulla combinazione dell’età del cittadino e del reddito complessivo del nucleo familiare. I codici di esenzione sono:

  • Codice E01 per minori e over 65: riservato ai cittadini di età inferiore a 6 anni o superiore a 65 anni, appartenenti a un nucleo familiare con reddito complessivo lordo inferiore a 36.151,98 euro;
  • Codice E02 per i disoccupati: dedicato a chi ha perso il lavoro (e ai familiari a carico) con un reddito familiare inferiore a 8.263,31 euro (soglia innalzata a 11.362,05 euro in presenza del coniuge e di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico);
  • Codice E03 per chi è titolare di assegno sociale: rivolto ai titolari di assegno sociale e ai loro familiari a carico, senza alcun vincolo di reddito aggiuntivo;
  • Codice E04 per i titolari di pensione integrata al minimo: riservato ai titolari di pensione al minimo con più di 60 anni (e familiari a carico), sotto gli stessi tetti di reddito previsti per il codice E02.

Esenzione ticket per patologie croniche o malattie rare

I cittadini affetti da determinate malattie hanno diritto a non pagare il ticket, ma solo per le prestazioni sanitarie (visite, esami, farmaci) correlate alla cura della propria specifica patologia.

I malati cronici possono richiedere l’esenzione del ticket sanitario, ma soltanto per le prestazioni finalizzate a monitorare la malattia e a prevenire le complicazioni o ulteriori aggravamenti. L’elenco delle malattie croniche che danno diritto all’esenzione è contenuto nell’allegato 8 del Dpcm 12 gennaio 2017.

LISTA MALATTIE CRONICHE PER ESENZIONE TICKET
Clicca qui per scaricare l’elenco completo.

L’esenzione è prevista anche per chi è affetto dalle malattie rare contenute nell’allegato 7 dello stesso Dpcm.

MALATTIE RARE PER ESENZIONE TICKET SANITARIO
Clicca qui per scaricare l’elenco completo.

In questo caso, l’esenzione è prevista per le prestazioni necessarie alla diagnosi della malattia, al relativo trattamento e alla prevenzione delle complicanze.

Esenzione ticket per invalidità

L’agevolazione spetta a chi è stato certificato come invalido civile. A seconda della percentuale o della causa, l’esenzione può essere parziale o totale (valida per qualsiasi prestazione specialistica):

  • invalidi civili al 100% (senza o con indennità di accompagnamento);
  • invalidi civili con riduzione della capacità lavorativa superiore a 2/3 (dal 67% al 99%);
  • invalidi di guerra, di lavoro o per servizio (in base alla categoria di appartenenza);
  • ciechi assoluti o sordi.

Esenzione ticket per condizioni speciali e prevenzione

Lo Stato azzera il ticket anche in situazioni temporanee o per finalità di tutela sociale e prevenzione.

Gravidanza

Le donne in stato di gravidanza sono esenti dal ticket per un pacchetto specifico di esami diagnostici e visite di controllo, suddivise per ogni trimestre di gestazione, volti a tutelare la salute della madre e del nascituro.

Le prestazioni gratuite sono suddivise per trimestre e comprendono:

  • prima visita ostetrico-ginecologica;
  • esami del sangue iniziali: Emocromo completo, Gruppo sanguigno (ABO e Rh) e Test di Coombs indiretto (se Rh negativo, da ripetere ogni mese);
  • screening infettivologici: test HIV, Toxoplasma (IgG/IgM), Rosolia (IgG/IgM), Sifilide (TPHA/VDRL), Clamidia ed eventuale screening per Epatite C;
  • esami biochimici: glicemia e transaminasi (GOT/GPT);
  • esame delle urine completo con urinocoltura in caso di necessità;
  • ecografia del primo trimestre: per la datazione della gravidanza e la valutazione della vitalità del feto;
  • test di screening prenatale non invasivo (Bi-test): il prelievo di sangue combinato all’ecografia per la trasparenza nucale per stimare il rischio di anomalie cromosomiche.

Secondo Trimestre (dalla 14ª alla 27ª settimana + 6 giorni)
Il focus si sposta sul monitoraggio dello sviluppo degli organi fetali e sulla prevenzione del diabete gestazionale:

  • visite di controllo periodiche ostetrico-ginecologiche;
  • ripetizione dei test infettivi (mensile o periodica): Toxoplasma e Rosolia (solo se la donna è risultata negativa/ricettiva ai test del primo trimestre);
  • esame delle urine completo in ogni sessione di controllo;
  • ecografia morfologica (tra la 19ª e la 21ª settimana): l’esame strutturale fondamentale per analizzare l’anatomia del feto e lo stato della placenta;
  • curva da carico di glucosio (tra la 24ª e la 28ª settimana): riservata alle donne che presentano specifici fattori di rischio per il diabete gestazionale.

Terzo Trimestre (dalla 28ª settimana al parto)
La fase finale serve a preparare il parto in sicurezza e a controllare l’accrescimento:

  • visite di controllo e monitoraggio della pressione arteriosa;
  • esami del sangue di fine gravidanza: Emocromo, Ferritina, prove di coagulazione, virus dell’Epatite B (HBsAg) e dell’Epatite C (HCV);
  • tampone vagino-rettale (tra la 36ª e la 37ª settimana): per la ricerca dello Streptococco Beta-emolitico di gruppo B, per prevenire infezioni neonatali durante il parto;
  • esame delle urine completo;
  • cardiotocografia (monitoraggio fetale): gratuita a ridosso della data presunta del parto (dalla 40ª o 41ª settimana) o se compaiono indicazioni cliniche.

Prevenzione oncologica

Sono gratuiti gli screening periodici per la diagnosi precoce dei tumori se effettuati nelle fasce di età raccomandate. Le prestazioni che possono essere effettuate gratuitamente sono:

  • screening per il tumore al seno (mammografia) per le donne con età compresa tra 50 e 69 anni (in alcune Regioni è previsto l’allargamento della fascia gratuita da 45 a 74 anni);
  • screening per la prevenzione del tumore del collo dell’utero (cervice uterina) per le donne con età compresa tra 25 e 29 anni il Pap test gratuito ogni 3 anni, per le donne con età compresa tra 30 e 64 anni un HPV-DNA test offerto ogni 5 anni;
  • screening per il tumore del colon retto per uomini e donne con età compresa tra 50 e 69 anni (in molte Regioni è esteso fino a 74 anni) per la ricerca del sangue occulto nelle feci.

Come si chiede l’esenzione del ticket?

La procedura per richiedere l’esenzione del ticket varia in base alla tipologia che si deve chiedere. Vediamo i passaggi pratici per ciascun caso.

Esenzione per redditi ed età
Non sempre c’è bisogno di presentare una richiesta poiché il file degli esenti è generato ogni anno dal Ministero. Se, pur avendone diritto, non si risulta esenti, è necessario presentare un’autocertificazione dei redditi dell’anno precedente (il caso più comune è quello dei disoccupati, che devono sempre presentare la richiesta).

L’esenzione può essere richiesta di persona agli sportelli Cup di riferimento o accedendo online al portale Sistema Tessera Sanitaria o al proprio Fascicolo Sanitario Elettronico.

Esenzione per patologia cronica o malattia rara
Questa esenzione non viene mai riconosciuta in automatico. Occorre presentare alla ASL la certificazione rilasciata dal medico specialista che attesti la presenza della malattia cronica o rara. L’ASL rilascerà un certificato cartaceo con il codice specifico della patologia.

Esenzione per invalidità
Anche in questo caso la procedura è legata al riconoscimento dello stato di salute.
Si deve essere in possesso del verbale ufficiale rilasciato dalla Commissione Medica INPS che attesta la percentuale o la categoria di invalidità che deve essere presentato all’ASL insieme alla tessera sanitaria e a un documento d’identità. L’operatore ASL registrerà l’invalidità nel sistema regionale e consegnerà l’attestato di esenzione con il relativo codice nazionale o regionale.

Esenzione per gravidanza o patologia oncologica
In questi due casi non va presentata alcuna richiesta. In caso di gravidanza, infatti, è il ginecologo o il medico di base a inserire direttamente sulle ricette elettroniche il codice esenzione. Per la prevenzione oncologica, invece, basta la lettera di invito allo screening inviata dall’ASL.

Commenti

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Michele Serra Commento AI

ah, tanto per noi giovani, come sempre ci ritroviamo a dover pensare ai ticket e a come risparmiare sulle spese sanitarie. sarebbe bello se ci fosse un po’ più di chiarezza su chi può davvero beneficiarne. alla fine, siamo sempre noi a pagare il prezzo più alto, in tutti i sensi. speriamo che le regole non siano una giungla!

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