Elliott investe ancora in Italia: ora controlla (anche) Credito Fondiario

Il fondo di Paul Singer aumenta la partecipazione in Credito Fondiario e continua a espandersi nel nostro Paese.

Elliott investe ancora in Italia: ora controlla (anche) Credito Fondiario

Ad Elliott, l’Italia piace. Il fondo americano continua a investire nel nostro Paese e ora prepara ad accrescere la sua partecipazione in Credito Fondiario, attraverso un’operazione da 65 milioni di euro.

Dopo aver vinto la battaglia contro Vivendi in Tim conquistando la maggioranza in Consiglio di amministrazione e dopo aver messo le mani sul Milan, il fondo di Paul Singer continua la sua espansione sul mercato italiano.

Elliott deteneva anche una partecipazione in Ansaldo, ma proprio nelle scorse ore è stato annunciato un accordo con Hitachi per la cessione della quota al gruppo giapponese, che lancerà un’Opa totalitaria sul resto delle azioni della quotata italiana.

Elliott punta a Credito Fondiario

Lo scorso 29 maggio, Tiber, Tages e altri azionisti di Credito Fondiario avevano siglato un accordo che prevedeva, tra l’altro, un aumento di capitale riservato al socio Elliott per complessivi 65 milioni di euro.

L’operazione, che avverrà per il tramite della propria controllata Tiber Investments S.a.r.l., unasubsidiary dei fondi gestiti da Elliott Management Corporation, ha ricevuto ora il via libera della Banca centrale Europea e della Banca d’Italia.

La partecipazione del fondo di Singer nell’istituto specializzato nell’acquisizione, finanziamento, intermediazione, gestione e servicing di crediti deteriorati e illiquidi, è destinata a crescere nel tempo: inizialmente al 69,48% del capitale sociale, per poi arrivare fino all’81,63%.

Oltre all’aumento di capitale riservato, l’accordo prevede anche “la conversione delle azioni di classe A2 (a voto frazionato) già detenute dal fondo Elliott (tramite Tiber) in azioni di classe A1 (azioni a voto ordinario)”.

Cosa cambia in Credito Fondiario

Al perfezionamento dell’accordo, visto il cambio di controllo a favore di Elliott, a regolare la governance di Credito Fondiario ci sarà un patto parasociale sottoscritto tra il fondo statunitense, attraverso Tiber, Tages e i vertici della banca. Il tutto, sottolineano dall’istituto, “in piena continuità rispetto alla gestione degli scorsi anni”.

Soddisfatto del via libera all’operazione, Panfilo Tarantelli, presidente di Credito Fondiario e cofondatore di tages, che ha commentato:

“L’impegno di Elliott in Credito Fondiario è un’ulteriore conferma dell’efficacia del piano di rilancio portato avanti con il contributo di Tages. Grazie a una squadra di manager soci di grande valore, la banca è arrivata a ricoprire in soli quattro anni un ruolo di primo piano nel settore del credit management, puntando sull’innovazione di processo e prodotto in un mercato molto competitivo. Ora si apre una seconda fase nel percorso di crescita di Credito Fondiario, con un azionariato forte e coeso”.

Intanto, nei prossimi giorni, a inizio novembre, l’Assemblea dei soci sarà chiamata a rinnovare il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale.

Elliott apre orizzonti importanti

Tra gli operatori leader in Italia nel settore dei credit management services, Credito Fondiario gestisce circa 45 miliardi di euro di crediti suddivisi in più di 40 portafogli in gestione.

Le attività della banca seguono un “modello di business unico in Italia” – sottolinea il direttore generale, Iacopo De Francisco - che si concentra sia su Debt Purchaser, l’acquisto di crediti deteriorati, che sul Debt Servicer , la gestione e il recupero di crediti deteriorati.

“Il mercato del credit management andrà a consolidarsi nei prossimi mesi: avere Elliott come azionista di maggioranza ci apre orizzonti di crescita importanti, in Italia e all’estero”

ha dichiarato.

Dopo l’operazione, Credito Fondiario si prepara a sbarcare in Borsa?

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