Decreto ingiuntivo europeo: come funziona e quando richiederlo

Il decreto ingiuntivo europeo consente di recuperare i crediti quando il debitore risiede in un Paese dell’Unione europea diverso dall’Italia.

Decreto ingiuntivo europeo: come funziona e quando richiederlo

Il decreto ingiuntivo europeo è il mezzo con il quale il creditore può recuperare le somme a lui dovute quando il debitore non risiede in Italia ma in uno Stato dell’Unione europea.

Come nel normale procedimento di ingiunzione, il decreto ingiuntivo europeo si riferisce a crediti pecuniari non ancora contestati, liquidi ed esigibili.

Si tratta di una procedura alternativa rispetto a quella interna e pertanto è sottoposta ad una disciplina differente. Ora vediamo quali sono le peculiarità del decreto ingiuntivo europeo, come richiederlo e come fare opposizione.

Decreto ingiuntivo europeo: cosa è

Il decreto ingiuntivo europeo risponde all’esigenza di tutelare il creditore quando i crediti contestati si trovano all’estero. Questo procedimento è stato inserito con il regolamento n. 1896 del 2006 ed è diventato operativo nel 2008. Il decreto ingiuntivo europeo consente di recuperare velocemente i crediti in denaro derivanti da rapporti di natura commerciale e civile che investono più Paesi dell’unione europea.

Per richiederlo, il regolamento europeo stabilisce questi presupposti:

  • la somma di denaro deve essere liquida ed esigibile;
  • il credito deve riguardare rapporti tra più imprese o tra imprese e consumatore;
  • almeno una delle parti deve avere domicilio o residenza in uno Stato membro dell’Unione europea diverso da quello del Giudice adito.

Come anticipato, il decreto ingiuntivo europeo può essere chiesto solo per controversie di natura civile e commerciale. Quindi sono escluse le seguenti materie:

  • fiscale, doganale e amministrativa;
  • responsabilità di uno Stato per atti o omissioni nell’esercizio di pubblici poteri;
  • regime patrimoniale familiare;
  • procedure fallimentari e concordati preventivi;
  • previdenza sociale;
  • crediti che derivano obbligazioni non contrattuali.

Andiamo ora a vedere come richiedere il decreto ingiuntivo europeo.

Il procedimento

Il decreto ingiuntivo europeo è un procedimento alternativo rispetto a quello interno. Il creditore deve compilare un modulo standard predisposto dal regolamento europeo n. 1896/2006 (chiamato modulo A) e va depositato in via telematica al giudice competente per territorio dove risiede il creditore.

Nel modulo il creditore ricorrente deve indicare i propri dati anagrafici, l’autorità giudiziaria adita e l’importo del credito, insieme alla descrizione dettagliata dei motivi e delle prove a fondamento della pretesa.

Il giudice, se ritiene che le informazioni inserite non siano sufficienti, stabilisce un termine entro il quale il creditore deve integrare la domanda; invece se la domanda è completa egli la esamina immediatamente.

Se accoglie il ricorso, il giudice emette il decreto ingiuntivo europeo nei confronti del debitore entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Il decreto ingiuntivo europeo deve essere notificato al debitore insieme all’avvertimento che:

  • il debitore ha 30 giorni per opporsi altrimenti il decreto acquista forza esecutiva;
  • nel caso di opposizione, il giudizio prosegue davanti al giudice competente dello Stato membro d’origine.

Invece in caso di rigetto, il giudice deve informare il creditore sui motivi a fondamento della decisione: per esempio se non vengono rispettati i requisiti di liquidità del credito oppure se il giudizio verte su una materia esclusa.

Vediamo allora come funziona l’opposizione a decreto ingiuntivo europeo.

Opposizione a decreto ingiuntivo europeo

Entro 30 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo europeo, il debitore può fare opposizione compilando il modulo apposito previsto dal regolamento n. 1896/2006 (chiamato modulo F). Segue un giudizio dinanzi al giudice del Paese europeo che ha emesso il decreto ingiuntivo.

Tuttavia in alcune ipotesi il debitore può chiedere il riesame del decreto ingiuntivo europeo anche dopo il decorso dei 30 giorni per proporre opposizione. Nello specifico quando:

  • il debitore non ha ricevuto la notifica nei termini prestabiliti;
  • il debitore prova di non essersi opposto entro i 30 giorno per causa di forza maggiore;
  • quando l’ingiunzione di pagamento è palesemente errata.

Se il riesame viene accolto, il decreto ingiuntivo europeo diventa nullo.

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